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Riduci

BACHECA

AVVISO . MOBILITA' DISABILI.  Si informa che sono state semplificate le procedure per agevolare gli spostamenti all'interno delle Z.T.L. di Roma dei veicoli autorizzati al trasporto di persone con disabilità. Dal 15 febbraio p.v., basterà infatti telefonare al Contact Center del Comune di Roma, 060606, e annunciare il proprio ingresso all'interno delle Zona a traffico limitato utilizzando il contrassegno speciale pur in assenza della persona con disabilità a bordo, nel caso di commissioni che parenti e congiunti devono effettuare per conto della stessa. Fino ad oggi la possibilità di utilizzare i permessi senza la persona con disabilità a bordo era vincolata a due telefonate: la prima all'Agenzia per la Mobilità (attraverso il numero verde dedicato 800.15.44.51), l'altra allo 060606. Ora, grazie al collegamento dei database di Roma Servizi e dei Vigili Urbani, non si dovranno più fare le 2 telefonate, ma basterà un'unica comunicazione al Contact Center del Comune di Roma, attivo 24 ore su 24.

 

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ASSEGNO DI CURA Riduci

 Informiamo che il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5185/2011 del 31 maggio 2011 depositata in Cancelleria il 16 settembre 2011, ha confermato in modo inequivocabile che gli assistiti, qualora si tratti di soggetti con handicap in situazione di gravità, devono contribuire esclusivamente sulla base delle loro personali risorse economiche senza alcun onere ai congiunti conviventi o non conviventi. La decisione è stata tra l'altro fondata sulla base della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dal nostro Paese con la legge n. 18/2009.

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MODIFICA VALIDITA' IMPEGNATIVE Riduci

Si informa che la Regione Lazio ha disposto, con il DPCA n.U0037 dell' 1/6/2011 , che tutte le prescrizioni mediche e/o ricette emesse dopo il 1/7/2011 abbiano la validità di 1 anno, e non più 1 mese. La decisione è stata comunicata a tutti i medici di base.

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ASSUNZIONI AL COMUNE DI ROMA Riduci
UNA BUONA NOTIZIA FINALMENTE!
Nella seduta dell'Assemblea Capitolina del 12 Maggio u.s., è stata approvata all'unanimità la Mozione del consigliere Daniele Ozzimo, che chiede l'inserimento negli organici del Comune di Roma di 239 persone con disabilità, come d’obbligo in base alla legge 68/99 tenendo conto dei posti non coperti. Questo è avvenuto con l’appoggio importante di numerose associazioni, inclusa la nostra ovviamente, intervenute alla seduta del consiglio comunale. La delibera prevede  l'avvio delle procedure di assunzione di tutte le 239 persone entro il 31.12.2011, con l'obbligo di chiudere le stesse (e quindi l'assunzione) non oltre tre mesi dall'approvazione del bilancio previsionale 2012. Inoltre vengono indicati  i criteri di assunzione (graduatoria numerica, riserva nei concorsi, inserimento mirato attraverso i tirocini) cercando di stemperare al massimo la penalizzazione che troppo spesso ricade soprattutto sull'handicap psichico. Per quanto riguarda i tirocini, l'Amministrazione opererà a breve una ricognizione   per avere un quadro dettagliato della situazione sia da un punto di vista sostanziale che formale.
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CONTRIBUTO 5 PER MILLE Ingrandisci
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FALSI INVALIDI O VERE FANDONIE ? Ingrandisci
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Cooperative Sociali Tipo B Ingrandisci
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LA SALUTE MENTALE A RAI 3 Ingrandisci
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FATTORI AMBIENTALI E PSICOSI Ingrandisci
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FENASCOP SU ASSISTENZA Ingrandisci
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CONTROLLI INPS Ingrandisci
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In viaggio x la mente Ingrandisci
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Un altro SPDC a porte aperte. Ingrandisci
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Solidarietà a Ileana Argentin Ingrandisci
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Le vite degli altri Ingrandisci

Teatro Colosseo Ingrandisci
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INPS Vs Invalidi Civili Ingrandisci
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STOP-OPG A L'AQUILA Ingrandisci
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BILANCIO ARESAM 2010 Ingrandisci
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Le laute pensioni di invalidità... Ingrandisci
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Liiste d'attesa Ingrandisci
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AVVISO SILD mAGGIO 2011 Ingrandisci
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CONVEGNO SEME Aprile 2011 Ingrandisci
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Mobilitazione OPG 5/2011 Ingrandisci
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LAVORO Maggio 2011 Ingrandisci
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Conv.AIRSAM 2011 Ingrandisci
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COMUNICATO ConsCittadina Riduci

 

NUOVO GRIDO D’ALLARME DELLA CONSULTA CITTADINA DI ROMA

Dopo la forte mobilitazione di tutti i Direttori di DSM del Lazio che negli ultimi mesi hanno segnalato con grande forza la situazione critica dei servizi di salute mentale connessa alla carenza e precarietà del personale a tutti i livelli oltre alla scarsità dei finanziamenti necessari al funzionamento delle strutture, anche la Consulta Cittadina di Roma, formata dai rappresentanti di  Associazioni di Utenti,  Familiari, Società Scientifiche, Movimenti di volontariato, Cooperazione Sociale, nonché dei Direttori dei Dipartimenti di salute Mentale di Roma, ha denunciato con un comunicato stampa del giorno 8 Febbraio u.s. lo stato di vero e proprio collasso dell’assistenza e la riabilitazione dei circa 40.000 cittadini romani con disagio psichico. A questo punto à chiaro che gravi responsabilità incombono su coloro che, pur avendone il potere, non agiscono per porre in qualche modo rimedio a tale gravissima situazione. LEGGI IL COMUNICATO STAMPA

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OPG CHIUSURA Genn12 Riduci

 

EPPUR SI MUOVE......

Lentamente, faticosamente ma inesorabilmente sta giungendo verso il traguardo finale la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), sotto la spinta dell’opinione pubblica, delle associazioni di operatori, utenti e famigliari, e di quelle forze politiche che più di altre si sono rese conto dell’obbrobrio di quelle strutture. Il Senato ha approvato infatti a larga maggioranza, il 24 Gennaio u.s., il decreto contro il sovraffollamento delle carceri, che contiene anche al suo interno la decisione di chiudere gli OPG entro il 31 Marzo 2013. Naturalmente sarà necessario, per evitare vuoti organizzativi e conseguenze sul piano sociale, che le Regioni possano dotarsi dei mezzi necessari per superare l’inevitabile fase di transizione. Per questo, ha detto il Senatore Marino, che più di ogni altro si è battuto per il provvedimento approvato, sulla base di un decreto congiunto a firma del ministero della Giustizia e della Salute, ogni regione avrà un team composto da psicologi, psichiatri e personale medico pronto ad affrontare le esigenze dei malati autori di reato. La polizia penitenziaria invece farà vigilanza esterna.
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UNASAM SU 181 Riduci

 UNA POSIZIONE CHIARA E TRASPARENTE SUL MOVIMENTO DELLE PAROLE RITROVATE, GLI UFE  E SULLA COSIDDETTA 181.

L’UNASAM, attraverso una sua lettera aperta, ha espresso con chiarezza la sua posizione critica verso il movimento delle Parole Ritrovate, gli UFE (Familiari e Utenti Esperti) e la cosiddetta 181, che negli ultimi tempi hanno animato discussioni sia tra i famigliari che tra gli operatori. I limiti, le contraddizioni ed i rischi legati alle iniziative in questione vengono nella lettera analizzati e discussi.
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INCONTRO DSM Riduci

 

DRAMMATICA DENUNCIA DELLA SITUAZIONE DELL’ASSISTENZA PSICHIATRICA NELLA REGIONE LAZIO

L'importante presa di posizione dei Direttori dei Dipartimenti di Salute del Lazio attraverso il Documento inviato ai primi di Novembre dal loro Coordinamento a tutte le posizioni di responsabilità coinvolte, a partire dal Presidente della Regione Lazio, per denunciare le gravissime carenze dell'assistenza psichiatrica, non ha purtroppo avuto fino ad oggi alcun riscontro. Per questo motivo il giorno 12 Dicembre u.s. essi hanno organizzato un incontro presso il complesso di S.Maria della Pietà a Roma con operatori, associazioni, società scientifiche etc per illustrare la drammaticità del momento che vive l’assistenza psichiatrica nel Lazio. L’incontro è stato molto intenso e coinvolgente ed ha portato alla stesura di un ordine del giorno inviato al Presidente della Regione e a tutte le posizioni di responsabilità per un incontro urgente. L’ordine del giorno è il seguente:

 “I partecipanti all’Incontro sulle “criticita’ e le urgenze per la sopravvivenza dei servizi di salute mentale nella Regione Lazio” esprimono la loro profonda preoccupazione per il rischio della chiusura di molte strutture operative con l’inevitabile conseguente cessazione delle attività di cura e di assistenza, il rischio di non garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini, il rischio di abbassamento dei livelli di qualità, il rischio dell’interruzione dei percorsi di integrazione sociale per migliaia di utenti con possibili nuovi ricoveri impropri, nonché il rischio di perdere l’opportunità di una nuova progettualità per i servizi e responsabilmente rappresentano l’urgente necessità che a livello della Regione Lazio vengano immediatamente risolti positivamente i seguenti problemi:

·           Stabilizzazione di tutto il personale precario e in particolare prosecuzione del lavoro per tutti gli operatori assunti a 23 mesi (ai sensi della DGR 980/09), che, di fatto, stanno ricoprendo dei posti vacanti nelle dotazioni organiche svolgendo compiti istituzionali e garantendo la continuità assistenziale per numerosi utenti.

·           Sospensione del nuovo Regolamento Regionale per le provvidenze economiche a favore di utenti dei DSM, non solo per gli aspetti di legittimità formale, ma soprattutto per gli aspetti di contenuto che snaturano il significato terapeutico-riabilitativo delle suddette provvidenze e che impediranno a migliaia di utenti di sopravvivere nei loro abituali contesti di vita senza dover ricorrere a impropri ricoveri o inserimenti in strutture residenziali, interrompendo i processi di reinserimento sociale.

·           Omogeneizzazione dell’impianto organizzativo di tutti i DSM nei nuovi Atti Aziendali delle 12 AA.SS.LL, coerentemente con il vigente Progetto Obiettivo Regionale, per garantire un’equità di offerta indipendentemente dal territorio di residenza e rendere confrontabili i processi di cura e di assistenza.

·           Coerente governo dell’intera rete delle strutture private accreditate, chiarendo definitivamente prospettive e certezze nei processi, riconoscendo ai DSM la progettualità e le scelte tecniche, anche attraverso un adeguato budget economico che consenta gli indispensabili inserimenti nelle strutture residenziali, compresi i dimessi dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

Per quanto sopra esposto, si chiede un urgente incontro direttamente con il Presidente della Regione Lazio e Commissario ad Acta per la Salute, on. Renata Polverini.

I firmatari:

 I Direttori dei DSM delle 12 AA.SS.LL. della Regione Lazio; Consulta Regionale per la Salute Mentale; Consulta cittadina permanente di Roma Capitale per la salute mentale; Consulte dipart. per la salute mentale delle AA.SS.LL. RM/A, B, C, D, E, F, G, VT; ARESAM; UNASAM; ARAP; DIAPSIGRA; Cittadinanza Attiva; Caritas Diocesana; Soc. Italiana di Psichiatria; Psichiatria Democratica; Soc. Italiana di Riabilitazione Psichiatrica; PreSaM; Ass. AttivaMente; Consulta Municipio XVIII; Coord. SPDC Lazio; Coord. regionale Centri Diurni; Ass. utenti e familiari AFESO.PSI.T di Viterbo; Ass. ImmensaMente; Coord. regionale gruppi multifamiliari; Coord. regionale Parole Ritrovate; Ass. Spazio Disponibile; Coord. precari ”23 mesi”; Fondazione Di Liegro; Museo della Mente; Ass. Scalea 93; CGIL funzione pubblica; FENASCOP; CO.IN; Ordine degli Psicologi del Lazio. 

 

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COSA SONO I LEA Riduci

I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA)

I lielli essenziali di assistenza o LEA, sono definiti come i livelli minimi che lo Stato si impegna a garantire attraverso le sue leggi a tutti i cittadini, indipendentemente da sesso, razza, religione o credo politico come vuole la nostra Costituzione. Essi sono stati stabiliti per legge nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 23 Aprile 2008 che all'art. 25,  dedicato all'assistenza psichiatrica in particolare, così recita:
Art. 25  Assistenza sociosanitaria alle persone con disturbi mentali.
1. Nell’ambito dell’assistenza distrettuale il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone con disturbi psichiatrici 
la presa in carico multidisciplinare e lo svolgimento di un programma terapeutico individualizzato che include le prestazioni, anche domiciliari, mediche specialistiche, diagnostiche e terapeutiche, psicologiche e psicoterapeutiche, e riabilitative previste dalle norme vigenti e dal Progetto Obiettivo “Tutela salute mentale1998-2000”, ritenute necessarie e appropriate nelle seguenti aree di attività:
a) accoglienza;
b) valutazione diagnostica multidisciplinare;
c) definizione, attuazione e verifica del programma terapeutico e socio-riabilitativo
personalizzato;
d) visite psichiatriche;
e) somministrazione di terapie farmacologiche;
f) colloqui psicologico-clinici;
g) psicoterapia (individuale, di coppia, familiare, di gruppo);
h) colloqui di orientamento
e sostegno alla famiglia;
i)
interventi riabilitativi e socio-educativi finalizzati al recupero dell’autonomia personale, sociale e lavorativa;
j) consulenza e sostegno per problematiche amministrative;
k) gruppi di sostegno per i pazienti e per i loro familiari;
l) interventi sulla rete sociale
informale;
m) consulenza specialistica e collaborazione con i reparti ospedalieri e gli altri
servizi distrettuali territoriali, semiresidenziali e residenziali;
n) collaborazione con i medici di medicina generale;
o) interventi terapeutici e riabilitativi a favore dei soggetti internati negli ospedali psichiatrici giudiziari
, nell’ambito di rapporti convenzionali con l’amministrazione penitenziaria, anche ai fini della dimissione.
2. L’assistenza distrettuale alle persone con disturbi
mentali è integrata da interventi sociali.

Consulta il DPCM completo, relativo a tutte le patologie e situazioni.

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Doc. Direttori DSM Riduci

FORTE PRESA DI POSIZIONE DEI DIRETTORI DEI DIPARTIMENTI DI SALUTE MENTALE DEL LAZIO

Nei primi giorni di Novembre u.s.  i Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) delle 12 AA.SS.LL della Regione  Lazio, attraverso il loro Coordinamento, hanno inviato una ferma denuncia dello stato di grave difficoltà in cui versa l’assistenza psichiatrica, con rischi di chiusura di alcuni servizi essenziali per gli utenti.

 In particolare essi denunciano “l’impossibilità di ottemperare in maniera adeguata al mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), nonché di garantire gli standard organizzativi previsti come criteri minimi di accreditamento per le strutture da loro dirette. Tutto ciò prima che l’intero sistema dei servizi possa entrare in una situazione di collasso irreversibile, con rischio di possibili ricadute giudiziarie per le istituzioni e per gli operatori, sulla base delle funzioni di garanzia ribadita da recenti sentenze della magistratura. Questo stato di grave sofferenza dei servizi già ricade sui pazienti e sulle loro famiglie”.

Tra le priorità il coordinamento  sottolinea nel suo documento :

1. L’urgente necessità di personale. Si sta verificando un forte depauperamento del personale, già sottodimensionato, a causa del blocco del turn-over e i pensionamenti. Viene chiesta la stabilizzazione di tutti i contratti a tempo determinato e l’autorizzazione alle assunzioni in deroga la blocco del turn-over

2. Il riordino del sistema delle strutture residenziali psichiatriche

3.Finanziamenti urgenti finalizzati per i progetti  personalizzati individuati dai DSM per la dimissione dagli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari).

4. Una piena integrazione con gli Assessorati ai Servizi Sociali dei Comuni, giacchè da tempo i DSM si trovano in gravi difficoltà per garantire agli utenti una continuità nell’erogazione delle provvidenze economiche di ordine sociale (sussidi) e nei progetti di integrazione socio-sanitaria (finanziamenti ai centri diurni, alle attività risocializzanti, alloggi assistiti etc), in una visione che garantisca la pecularietà del disagio mentale e dell’aspetto clinico dei processi di risocializzazione rispetto ad altre situazioni.

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FOND. DI LIEGRO Riduci

PERICOLOSO CHI ?

Il giorno 10 Novembre u.s. molti giornali hanno riportato la notizia della violenza subita a Roma da una donna ospite di un Centro di Igiene Mentale, ridotta in fin di vita. Non è il primo nè sarà purtroppo l’ultimo episodio di violenza esercitata verso persone con disagio psichico, la cui notizia la maggior parte delle volte non viene diffusa con evidenza neppure paragonabile a quella di episodi nei quali la persona con disagio diventa aggressore.

Riportiamo su questo fatto il comunicato stampa diffuso dal Dottor Josè Mannu responsabile del settore salute mentale della Fondazione Di Liegro.                                          

 COMUNICATO STAMPA.

La notizia di una donna adescata profittando della sua fragilità psichica e poi violentata e ridotta in fin di vita è solo una punta di iceberg di una condizione in cui le persone che attraversano un periodo di disagio psichico grave si trovano a dover affrontare. Purtroppo queste situazioni passano normalmente sotto silenzio mentre una grande risonanza viene data ad episodi in cui una persona con disagio psichico diventa aggressore. Eppure la condizione di vittima di soprusi da parte di queste persone è la norma mentre la condizione di aggressore è l’eccezione.

Ma è proprio questo l’aspetto preoccupante: sfruttare una persona con disagio psichico non fa notizia se non in casi  estremi, come quello segnalato dall’articolo apparso ieri su testate locali e nazionali. Sfruttare le persone in condizione di fragilità è cosa di tutti i giorni ed è per questo che la Fondazione Don Luigi Di Liegro ha optato per un coinvolgimento forte, deciso, nelle problematiche della salute mentale.

Queste sono persone, vittime che non hanno voce e noi sentiamo come dovere morale dare loro voce, contro quelle notizie dei media che cercano di far passare come carnefici coloro che tutte le statistiche nazionali e internazionali definiscono vittime.

Felici per l’accoglienza e l’assistenza che questa donna ha avuto, preoccupati perché ancora manca una adeguata prevenzione e difesa prima che questi fatti accadano.

Non basta dare due pillole negli ambulatori, la persona si sostiene e si cura nel quotidiano svolgersi della vita fatta spesso di solitudine e disperazione dietro le alte mura dello stigma sociale.

Roma 10 Novembre 2011

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ACCORDO SU OPG IN GU Riduci

PUBBLICATO SULLA G.U. L’ACCORDO PER IL SUPERAMENTO DEGLI OPG

Nella Gazzetta Ufficiale n. 256 del 3 novembre 2011 è stato pubblicato l' Accordo sul documento recante «Integrazione agli indirizzi di carattere prioritario sugli interventi negli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) e nelle Case di cura e custodia (CCC) di cui all'Allegato C al DPCM 1° aprile 2008». Questo passaggio, indispensabile nel cammino verso il superamento degli OPG, è volto ad implementare la tutela della salute mentale nelle carceri ordinarie e creare un «coordinamento per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari» in ciascuno dei bacini macroregionali coperti dalle strutture. Infatti il successo del programma per gli Opg è considerato correlato a tutte le misure e azioni da svolgere per la tutela della salute mentale negli istituti di pena, oltre che da  riforma del Codice penale in materia di imputabilità come richiesto da molti giuristi.  Entro il 30 giugno 2012 ogni Regione, attraverso i propri Dsm e in accordo con l'amministrazione penitenziaria, dovrà programmare e attivare in almeno un istituto di pena o preferibilmente in quello di ogni Asl una sezione ad hoc per la tutela della salute mentale dei detenuti nel proprio territorio, mentre l'amministrazione penitenziaria da parte sua non invierà più detenuti in Opg per osservazione psichiatrica. L’ accordo prevede inoltre l'istituzione in ogni bacino macroregionale di riferimento dei sei ospedali psichiatrici del «Gruppo di coordinamento per il superamento degli Opg» composto da un rappresentante di ogni Regione e coordinato dall'esponente dell'amministrazione locale in cui ha sede la struttura.  Entro la fine dell'anno un accordo di programma dovrà rendere operative queste gruppi  e anche altri impegni, come: promuovere in ogni fase la gestione uniforme e omogenea dell'assistenza a detenuti e internati; assumere per i destinatari di una misura di sicurezza «il principio della iniziale costante competenza del Dsm» di residenza o di abituale dimora; impegnare le Asl a realizzare programmi di cura e riabilitazione condivisi tra tutti i servizi territoriali competenti e integrati con i servizi sociali comunali per il reinserimento nel contesto di appartenenza.  (Da: Il Sole 24 Ore Sanità, 4 novembre 2011)

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MANUALE PSICH. DSM-V Riduci

LA NUOVA VERSIONE DEL DSM-V ANCORA AL CENTRO DI FORTI CRITICHE

 

La  bozza della nuova edizione del Manuale Diagnostico Statistico per i Disturbi Mentali (DSM-V) redatta dalla American Psychiatric  Associatio (APA), che vedrà la luce nel 2013 negli USA a quasi 20 anni di  distanza dalla precedente e sarà di riferimento un po’ in tutto il mondo, continua a suscitare forti critiche e polemiche.(V. Notiziario ARESAM N.15). Il DSM contiene descrizioni, sintomi e altri criteri per diagnosticare i disturbi mentali. È considerato la bibbia diagnostica globale nel campo della salute mentale. I criteri sono pensati per fornire definizioni chiare sia ai professionisti che trattano pazienti con disturbi mentali, che per i ricercatori e le industrie farmaceutiche che vogliono sviluppare nuove strade di trattamento.

In particolare Allen Frances, che fu capo della task force del DSM-IV, ha espresso critiche fortissime alle proposte del DSM-5. Addirittura pochi giorni fa alcune associazioni americane hanno deciso di iniziare una grande raccolta di firme, su scala mondiale, per chiedere alla task force del DSM-5 di ritirare alcune delle proposte fatte, che possono far aumentare esageratamente alcune diagnosi psichiatriche (quindi creare moltissimi “falsi positivi”), con il risultato che a molti cittadini verrebbero prescritti farmaci non necessari e a volte con considerevoli effetti secondari. E’ anche stato evidenziato l’interesse delle case farmaceutiche in questa operazione, con rilevanti condizionamenti verso la cultura e la pratica della psichiatria.

Il DSM-V, per citare solo alcuni degli aspetti più discutibili, introdurrebbe la “Sindrome da rischio psicotico”, per cui molti giovani potrebbero essere etichettati in questo modo e ricevere gli antipsicotici atipici che, oltre a essere molto costosi, possono provocare aumenti di peso. Oppure  il fatto che la Depressione Maggiore verrebbe ad includere aspetti del lutto, per cui,per esempio, persone tristi per un lutto in famiglia potrebbero essere etichettate come “depresse” e riceverebbero farmaci antidepressivi. In generale, insomma, il DSM-5 abbasserebbe considerevolmente la soglia di molte diagnosi, con ovvie implicazioni sociologiche ed economiche.

Per firmare la petizione occorre andare alla pagina web:

      http://www.ipetitions.com/petition/dsm5/#sign_petition

(Fonte: : http://www.news-forumsalutementale.it )

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CHIUSURA OPG Riduci

LA CHIUSURA DEGLI OPG. TAVOLO TECNICO SALUTE/GIUSTIZIA

Il 19 ottobre u.s. si è tenuto un tavolo tecnico tra i ministri Fazio (Salute) e Nitto Palma (Giustizia) per fare il punto sullo stato dei lavori del tavolo tecnico tra il ministero di Grazia Giustizia e il Ministero della Salute sui problemi che riguardano la salute nelle carceri italiane. Il Ministero della Giustizia ha preso atto che sono 1322 gli internati negli ospedali psichiatrici-giudiziari italiani, dei quali 213 hanno avuto dal collegio di osservazione il giudizio di dimissibilità, ma restano negli istituti perché il magistrato di sorveglianza ha prorogato la misura di sicurezza in ragione dell'impossibilità attuale di riallocarli sul territorio. Il Guardasigilli ha spiegato che lo scopo del tavolo tecnico non era soltanto quello di affidare alle Asl la sanità penitenziaria ma anche quella psichiatrica, e di attuare la riallocazione sul territorio dei soggetti che possono essere dimessi dagli Opg. Il ministro ha anche ammesso che ciò che è emerso sugli ospedali psichiatrici è davvero drammatico. Allo stato attuale è in atto uno stretto monitoraggio della situazione delle carceri da parte dei due ministeri. In particolare sono tre i punti all'attenzione del tavolo tecnico: in primo luogo la regolamentazione delle visite specialistiche all'esterno degli istituti penitenziari. La proposta è oggetto dell'accordo Stato-Regioni e su questo il tavolo tecnico si riunirà entro fine novembre. Il secondo punto riguarda l'istituzione delle sezioni psichiatriche (si prevede uno o più istituti per ogni regione) già oggetto il 13 ottobre scorso dell'accordo Stato-Regioni. "Su questo punto ci sarà un monitoraggio costante a cadenza semestrale", ha affermato Fazio. Infine l'ultimo punto riguarda la dimissibilità dei soggetti dagli Opg e la loro ricollocazione sul territorio.
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Morte di L. Martinelli Riduci

ULTIME NOTIZIE SULLA MORTE DI LUIGI MARINELLI

E’ stato reso noto il risultato della perizia istologica disposta dalla Procura di Roma che indaga sulla morte di Luigi Alessandro Marinelli, avvenuta lo scorso 5 settembre quando, durante una crisi psichiatrica, intervenne la forza pubblica. I poliziotti intervennero e ammanettarono  Marinelli che voleva uscire di casa e che reagì  tentando di divincolarsi. I poliziotti dovettero bloccarlo nuovamente montandogli più volte sulla schiena, secondo i familiari.  A quel punto l'uomo sarebbe diventato cianotico in pochi istanti costringendo i poliziotti e i parenti a chiamare di corsa un'ambulanza. Ma per Marinelli era già troppo tardi e morì durante il tragitto verso l'ospedale. La perizia istologica ha dimostrato che Marinelli non  è morto d'infarto ma soffocato, con i polmoni che non riuscivano più a gonfiarsi , forse perché lesionati durante l'arresto, come aveva già dimostrato l'autopsia sul corpo, che aveva evidenziato l'esistenza di gravi lesioni (dodici costole rotte in diversi punti, il fegato spappolato e un'emorragia interna). L’intervento dell’autoambulanza, secondo i familiari è stato tardivo rispetto al momento della chiamata, avvenuta subito dopo l’inizio della crisi.(da: http://roma.repubblica.it/cronaca 16 Ottobre 2011)

Luigi Alessandro Marinelli, da tempo sofferente psichico, morto in così tragiche circostanze, era figlio di una nostra cara associata, alla quale ancora una volta la nostra associazione esprime tutta la sua solidarietà e vicinanza.

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STOP OPG Riduci

UN PASSO AVANTI VERSO LA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI PSICHIATRI GIUDIZIARI (OPG)

Ieri 28 settembre il Senato ha approvato due risoluzioni proposte dalla Commissione d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale (presieduta dall’On. Ignazio Marino) che impegnano il governo a chiudere questo tipo di strutture, di fatto dei manicomi criminali, sostituendoli con strutture interamente sanitarie.
La prima risoluzione approvata recita:”il governo si impegna a prevedere il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, le cui condizioni offendono la coscienza civile del Paese, attraverso programmi di dimissioni assistite e progetti autenticamente terapeutici per le malattie psichiatriche, l'introduzione di una nuova organizzazione dell'assistenza sanitaria, che sia conforme ai Piani sanitari regionali della salute mentale delle regioni sede di Opg, un più stretto raccordo tra magistratura e Servizi psichiatrici territoriali, nonché l'elaborazione di linee guida funzionali ad agevolare un più frequente ed omogeneo ricorso alle misure alternative all'internamento”                La seconda risoluzione dice: "Considerato che nell'ambito della relazione unanimemente approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, nel mese di luglio 2011, sono enucleate diverse misure per conformare a Costituzione la disciplina e la prassi delle misure di sicurezza per gli infermi di mente autori di reato, le si approvano. Di conseguenza, il senato impegna il governo ad adottare atti di indirizzo e coordinamento per garantire, all'interno degli opg, interventi urgenti e immediati di revisione ed adeguamento delle dotazioni di personale, dei locali, delle attrezzature, delle apparecchiature e degli arredi sanitari agli standard ospedalieri in vigore a livello nazionale e regionale".                                                                                    Pur essendo le risoluzioni del parlamento in teoria vincolanti per il governo e tuttavia anche eludibili,   si deve considerare comunque quanto avvenuto ieri un importante passo avanti  verso la chiusura degli OPG.
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MANOVRE FINANZIARIE Riduci

GRAVI EFFETTI DELLE MANOVRE GOVERNATIVE SULLE PERSONE CON DISABILITA’

Non si è ancora terminato di esaminare la manovra finanziaria approvata dal governo nel mese di Luglio (D.L. 6 luglio 2011, n. 98), che una nuova manovra finanziaria, imposta dai mercati, è in corso di approvazione, anch’essa in gran parte rivolta a tagliare servizi e agevolazioni sociali e non a recuperare risorse a carico degli evasori fiscali e dei più ricchi, ai quali il governo non chiede nulla né in termini di tasse sui grandi patrimoni né in termini di IRPEF. Anche l’ultimo condono sul rientro dei capitali dall’estero non viene toccato, condono  effettuato con la ridicola tassazione del 5 %. Al contrario figure di ministri della repubblica in tenuta da spiaggia hanno proposto di eliminare le pensioni di reversibilità a orfani e vedove, o l’accompagno ai disabili. La parola indignazione non è più sufficiente ad esprimere lo stato d’animo di tutti quanti i nostri associati. Per questo l’Aresam ha aderito, insieme ad altra associazioni, a tutte le manifestazioni di protesta in preparazione, inclusi sit-in permanenti davanti alla camera ed al senato, di cui daremo notizia al più presto.

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Convegno naz. UNASAM 2011 Riduci

 
SANIT 2011 – Convegno Nazionale Unasam
INVESTIRE IN SALUTE MENTALE COMUNITARIA

La  personalizzazione della cura, orientata verso percorsi di ripresa emancipativi, superando qualunque forma di istituzionalizzazione nel rispetto dei diritti umani e di cittadinanza: questo era il filo conduttore del Convegno UNASAM svoltosi a Roma il 17 Giugno u.s. con l’organizzazione a cura della nostra associazione, nell’ambito dell’ottava edizione del SANIT, Forum Internazionale della Salute. Al convegno, presieduto da Gisella Trincas e Girolamo Digilio, rispettivamente presidente e vice-presidente UNASAM,  con il contributo del CESV (Centro Servizi Volontariato del Lazio, F. Danese)  e Cittadinanzattiva (F.Moccia), hanno partecipato tutte le più importanti associazioni e fondazioni di operatori e utenti operanti nell’ambito della salute mentale, come pure rappresentanti del Ministero della Salute, sindacati e altri rappresentanti delle istituzioni, ciascuno dando il suo contributo di esperienze e di idee. Uno degli aspetti più discussi ha riguardato gli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari) che, sulla base del DPCM 1/4/2008, da tempo avrebbero dovuto essere chiusi e che invece, come verificato dalla Commissione Marino, ospitano tuttora in condizioni spesso disumane persone rinchiuse da anni per lievi reati,  persone che avrebbero potuto fin da ieri essere dimessi e presi in carico dai servizi territoriali di competenza. La rappresentante del Ministero della Salute (Dott.sa Di Fiandra) ha esposto con chiarezza lo stato delle cose, indicando da una parte il Ministero della Giustizia, che ha ancora in carico gli edifici e le strutture degli OPG, come responsabile delle situazioni incivili in cui in gran parte si trovano, dall’altra ricordando come debbano essere le Regioni, in base alla legge, a provvedere alla presa in carico delle persone da dimettere. Dal punto di vista organizzativo è stata formata una commissione paritetica ministero-regioni ed un tavolo di lavoro in cui approfondire la problematica ed assumere decisioni.  Fra gli altri interventi, di particolare rilievo è stato quello del segretario della SIEP Dott. Tibaldi (Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica) che ha sottolineato l’importanza di un atteggiamento positivo, orientato alla guarigione, degli psichiatri al contrario di quanto spesso purtroppo si verifica in molti operatori. Le possibilità di guarigione dalla schizofrenia infatti, come dimostrato da una vasta serie di lavori scientifici ed epidemiologici, sono superiori al 50% dei casi. Quindi guarire si può e curare si deve! Questo è stato il richiamo di molti dei partecipanti, allarmati purtroppo però dalle risorse sempre più esigue messe a disposizione dal Servizio Sanitario Nazionale e dalla insufficienza dell’opera di formazione degli operatori, sia a livello universitario che di servizi territoriali. In questi ultimi tra l’altro il blocco del turn-over e la mancanza di risorse finanziarie impediscono anche la semplice sostituzione degli operatori che lasciano il posto per i più vari motivi (pensione, trasferimenti etc.)(Aldo Donato)  RELAZIONE INTRODUTTIVA DI G.TRINCAS
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Comunicazione e salute mentale Riduci
Il tema del ruolo della comunicazione nello sviluppo del pregiudizio verso le malattie mentali nella nostra società è del massimo interesse soprattutto per chi è vittima di tale pregiudizio. Riportiamo il testo della relazione presentata sull'argomento da Mirella Taranto al Convegno SEME tenuto a Roma l'8 Aprile u.s. , ringraziando l'autrice stessa per la gentile collaborazione.
COMUNICAZIONE E SALUTE MENTALE Mirella Taranto – Responsabile Ufficio Stampa dell’Istituto Superiore di Sanità(ISS). - Convegno Progetto S.E.M.E Roma, 8 Aprile 2011
La comunicazione non è mai neutrale. Meno che mai lo è quando sfrutta l’aspetto connotativo del linguaggio, quello capace di suscitare emozioni, lo stesso che permette l’empatia. Nel caso della comunicazione relativa alla salute mentale queste considerazioni possono diventare il centro di una..... (leggi tutto)
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Ascolto e Condivisione Riduci

LA COMUNICAZIONE COME ASCOLTO E CONDIVISIONE

Sempre sul tema della comunicazione, inteso in questo caso come ascolto reciproco tra i soggetti che intervengono nel campo della salute mentale, riportiamo un testo di Anna Maria De Angelis, estratto da una sua memoria presentata al V Convegno Nazionale sulla Comunicazione della Scienza (Forlì, 30 novembre – 2 dicembre 2006). Esso a nostro parere   rappresenta in modo efficace e con grande sensibilità i vari momenti e difficoltà che intervengono nei rapporti reciproci tra chi deve curare, il paziente ed i familiari.. 

 La lettura che ha forse più colpito i miei 20 anni è stata “Normalità e Follia della Famiglia” di Laing ed Esterson. La scelta non era stata fatta a caso, come tanti seguivo le notizie sui matti, quelle che provenivano da Gorizia e Trieste e di Franco Basaglia che si era messo in testa di aprire i manicomi. Come dimenticare le immagini pubblicate sulle riviste dell’epoca o i “Giardini di Abele” di Sergio Zavoli ? Era allora una stagione così florida di emancipazioni. Io fui subito dalla loro parte, dalla parte dei matti per intenderci.         E’ a quel libro, a quelle immagini, che pensai e ripensai a lungo quando nel 1994 mio figlio ebbe la sua prima crisi. Vi ho pensato e ripensato in tutti questi anni in cui io e la mia famiglia non ci siamo mai rassegnati all’ineluttabile, accettando però con molto rispetto la forma della vita che cambia e prende altro senso. Mai in questi anni nella mia casa, nella nostra casa, e ne sono passate di giornate di rabbia, di dolore, di sconforto, qualcuno di noi ha detto rivolgendosi a lui: “curati perché se no diventi matto”. (LEGGI TUTTO)

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Pensioni di Reversibilità Riduci

QUANDO E COME LA PENSIONE DI REVERSIBILITA’ PER I FIGLI INVALIDI

Le norme attualmente in vigore prevedono che ai figli inabili, di qualunque età e a carico del genitore alla data del decesso, venga concessa la cosiddetta pensione di reversibilità. Tale diritto è subordinato al concetto della vivenza a carico, il che vuol dire i figli devono trovarsi in uno stato di bisogno, non essere autosufficienti economicamente e che al loro mantenimento provvedesse,  in maniera continuativa, il pensionato prima del decesso. Non è previsto, da questo punto di vista, che il figlio risulti convivente con il genitore. Il reddito personale del figlio invalido non deve essere superiore a quello indicato dalla legge per il diritto alla pensione di invalido civile totale. Se titolari di indennità di accompagnamento, il reddito deve essere pari a quello richiesto per il diritto alla pensione di invalidità civile totale aumentato dell’importo dell’indennità stessa. Ai fini della concessione della pensione si considerano inabili “le persone che si trovino nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa”. Per la documentazione sanitaria, gli Enti previdenziali solitamente fanno riferimento al certificato di invalidità al 100% con o senza indennità di accompagnamento. L’attività lavorativa svolta con finalità terapeutica dai figli riconosciuti inabili, con orario non superiore alle 25 ore settimanali, presso le cooperative sociali, o presso datori di lavoro che assumono persone disabili con convenzioni di integrazione lavorativa, non preclude l’erogazione della pensione di reversibilità. La finalità terapeutica dell'attività lavorativa viene accertata dall'ente erogatore della pensione ai superstiti (INPS, INPDAP ecc.) attraverso i suoi Centri medico Legali. Maggiori informazioni si possono trovare sui documenti 1 e 2 (Da: http://www.superabile.it  e http://www.handylex.org )

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ANNUNCI Riduci
ISCRIZIONI 2012 - giovedì 26 gennaio 2012

Anche per quest'anno la quota associativa rimane di 30,00 E . L'iscrizione o il suo rinnovo, possono essere effettuati mediante versamento sul c/c postale n. 41933003 , ovvero mediante bonifico bancario utilizzando il codice IBAN:  IT63C0760103200000041933003 

 
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NOTIZIE DALLE ASL Riduci

ASL VITERBO SIT –IN   DI UTENTI E FAMILIARI 

Il sit-in organizzato a Viterbo dall’associazione Afesopsit  (Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti Psichici della Tuscia ) e durato molti giorni (21 giorni e 21 notti nella piazza del comune di Viterbo)  ha ottenuto finalmente il risultato di coagulare la solidarietà di molte forze politiche. Lo scorso 23 gennaio u.s. infatti si è svolto il consiglio comunale di Viterbo con al primo punto dell’ordine del giorno il documento sottoscritto dai capigruppo consiliari a sostegno dell’associazione stessa per una assistenza psichiatrica adeguata ai bisogni dei cittadini. Il documento è stato messo a votazione ed approvato all’unanimità. L’associazione nei prossimi giorni incontrerà il Direttore Generale dott. Adolfo Pipino e in seguito anche il Prof. Ferdinando Romano in rappresentanza della dirigenza della Regione Lazio. (28 Gennaio 2012)

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COMUNICATI STAMPA Riduci

 17/3/2011  COMUNICATO UNASAM PER L'UNITA' D'ITALIA. Per l'assistenza psichiatrica l'unità d'Italia è ancora in alto mare. Leggi

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Piano Reg. Sociale Riduci

In fase di avanzata elaborazione il Piano Regolatore Sociale (PRS) di Roma Capitale. Il contributo della nostra Associazione.

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Giornata Mond. 2011 Ingrandisci
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TAGLI ALLA FORMAZIONE Ingrandisci
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La nostra Sede Riduci

A.RE.SA.M (onlus) Associazione Regionale per la Salute Mentale.  Via Tor Di Nona, 43- 00186 Roma
Tel/fax: 06 6877925 - 06 62933409  Email: aresam@tiscali.it sito web: www.aresam.it
Apertura Lunedi/Martedi/Venerdi ore 9,30-12,30 ;  Mercoledì/Giovedi ore 15-18
Per donare il 5xmille scrivi: 96269250583

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