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FALSI INVALIDI O VERE FANDONIE ?
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Cooperative Sociali Tipo B
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LA SALUTE MENTALE A RAI 3
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FATTORI AMBIENTALI E PSICOSI
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Un altro SPDC a porte aperte.
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Solidarietà a Ileana Argentin
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Le laute pensioni di invalidità...
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CONVEGNO SEME Aprile 2011
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OPG CHIUSURA Genn12
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EPPUR SI MUOVE......
Lentamente, faticosamente ma inesorabilmente sta giungendo verso il traguardo finale la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), sotto la spinta dell’opinione pubblica, delle associazioni di operatori, utenti e famigliari, e di quelle forze politiche che più di altre si sono rese conto dell’obbrobrio di quelle strutture. Il Senato ha approvato infatti a larga maggioranza, il 24 Gennaio u.s., il decreto contro il sovraffollamento delle carceri, che contiene anche al suo interno la decisione di chiudere gli OPG entro il 31 Marzo 2013. Naturalmente sarà necessario, per evitare vuoti organizzativi e conseguenze sul piano sociale, che le Regioni possano dotarsi dei mezzi necessari per superare l’inevitabile fase di transizione. Per questo, ha detto il Senatore Marino, che più di ogni altro si è battuto per il provvedimento approvato, sulla base di un decreto congiunto a firma del ministero della Giustizia e della Salute, ogni regione avrà un team composto da psicologi, psichiatri e personale medico pronto ad affrontare le esigenze dei malati autori di reato. La polizia penitenziaria invece farà vigilanza esterna.
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INCONTRO DSM
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DRAMMATICA DENUNCIA DELLA SITUAZIONE DELL’ASSISTENZA PSICHIATRICA NELLA REGIONE LAZIO
L'importante presa di posizione dei Direttori dei Dipartimenti di Salute del Lazio attraverso il Documento inviato ai primi di Novembre dal loro Coordinamento a tutte le posizioni di responsabilità coinvolte, a partire dal Presidente della Regione Lazio, per denunciare le gravissime carenze dell'assistenza psichiatrica, non ha purtroppo avuto fino ad oggi alcun riscontro. Per questo motivo il giorno 12 Dicembre u.s. essi hanno organizzato un incontro presso il complesso di S.Maria della Pietà a Roma con operatori, associazioni, società scientifiche etc per illustrare la drammaticità del momento che vive l’assistenza psichiatrica nel Lazio. L’incontro è stato molto intenso e coinvolgente ed ha portato alla stesura di un ordine del giorno inviato al Presidente della Regione e a tutte le posizioni di responsabilità per un incontro urgente. L’ordine del giorno è il seguente:
“I partecipanti all’Incontro sulle “criticita’ e le urgenze per la sopravvivenza dei servizi di salute mentale nella Regione Lazio” esprimono la loro profonda preoccupazione per il rischio della chiusura di molte strutture operative con l’inevitabile conseguente cessazione delle attività di cura e di assistenza, il rischio di non garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini, il rischio di abbassamento dei livelli di qualità, il rischio dell’interruzione dei percorsi di integrazione sociale per migliaia di utenti con possibili nuovi ricoveri impropri, nonché il rischio di perdere l’opportunità di una nuova progettualità per i servizi e responsabilmente rappresentano l’urgente necessità che a livello della Regione Lazio vengano immediatamente risolti positivamente i seguenti problemi:
· Stabilizzazione di tutto il personale precario e in particolare prosecuzione del lavoro per tutti gli operatori assunti a 23 mesi (ai sensi della DGR 980/09), che, di fatto, stanno ricoprendo dei posti vacanti nelle dotazioni organiche svolgendo compiti istituzionali e garantendo la continuità assistenziale per numerosi utenti.
· Sospensione del nuovo Regolamento Regionale per le provvidenze economiche a favore di utenti dei DSM, non solo per gli aspetti di legittimità formale, ma soprattutto per gli aspetti di contenuto che snaturano il significato terapeutico-riabilitativo delle suddette provvidenze e che impediranno a migliaia di utenti di sopravvivere nei loro abituali contesti di vita senza dover ricorrere a impropri ricoveri o inserimenti in strutture residenziali, interrompendo i processi di reinserimento sociale.
· Omogeneizzazione dell’impianto organizzativo di tutti i DSM nei nuovi Atti Aziendali delle 12 AA.SS.LL, coerentemente con il vigente Progetto Obiettivo Regionale, per garantire un’equità di offerta indipendentemente dal territorio di residenza e rendere confrontabili i processi di cura e di assistenza.
· Coerente governo dell’intera rete delle strutture private accreditate, chiarendo definitivamente prospettive e certezze nei processi, riconoscendo ai DSM la progettualità e le scelte tecniche, anche attraverso un adeguato budget economico che consenta gli indispensabili inserimenti nelle strutture residenziali, compresi i dimessi dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
Per quanto sopra esposto, si chiede un urgente incontro direttamente con il Presidente della Regione Lazio e Commissario ad Acta per la Salute, on. Renata Polverini.
I firmatari:
I Direttori dei DSM delle 12 AA.SS.LL. della Regione Lazio; Consulta Regionale per la Salute Mentale; Consulta cittadina permanente di Roma Capitale per la salute mentale; Consulte dipart. per la salute mentale delle AA.SS.LL. RM/A, B, C, D, E, F, G, VT; ARESAM; UNASAM; ARAP; DIAPSIGRA; Cittadinanza Attiva; Caritas Diocesana; Soc. Italiana di Psichiatria; Psichiatria Democratica; Soc. Italiana di Riabilitazione Psichiatrica; PreSaM; Ass. AttivaMente; Consulta Municipio XVIII; Coord. SPDC Lazio; Coord. regionale Centri Diurni; Ass. utenti e familiari AFESO.PSI.T di Viterbo; Ass. ImmensaMente; Coord. regionale gruppi multifamiliari; Coord. regionale Parole Ritrovate; Ass. Spazio Disponibile; Coord. precari ”23 mesi”; Fondazione Di Liegro; Museo della Mente; Ass. Scalea 93; CGIL funzione pubblica; FENASCOP; CO.IN; Ordine degli Psicologi del Lazio.
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COSA SONO I LEA
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I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA)
I lielli essenziali di assistenza o LEA, sono definiti come i livelli minimi che lo Stato si impegna a garantire attraverso le sue leggi a tutti i cittadini, indipendentemente da sesso, razza, religione o credo politico come vuole la nostra Costituzione. Essi sono stati stabiliti per legge nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 23 Aprile 2008 che all'art. 25, dedicato all'assistenza psichiatrica in particolare, così recita:
Art. 25 Assistenza sociosanitaria alle persone con disturbi mentali.
1. Nell’ambito dell’assistenza distrettuale il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone con disturbi psichiatrici la presa in carico multidisciplinare e lo svolgimento di un programma terapeutico individualizzato che include le prestazioni, anche domiciliari, mediche specialistiche, diagnostiche e terapeutiche, psicologiche e psicoterapeutiche, e riabilitative previste dalle norme vigenti e dal Progetto Obiettivo “Tutela salute mentale1998-2000”, ritenute necessarie e appropriate nelle seguenti aree di attività:
a) accoglienza;
b) valutazione diagnostica multidisciplinare;
c) definizione, attuazione e verifica del programma terapeutico e socio-riabilitativo
personalizzato;
d) visite psichiatriche;
e) somministrazione di terapie farmacologiche;
f) colloqui psicologico-clinici;
g) psicoterapia (individuale, di coppia, familiare, di gruppo);
h) colloqui di orientamento e sostegno alla famiglia;
i) interventi riabilitativi e socio-educativi finalizzati al recupero dell’autonomia personale, sociale e lavorativa;
j) consulenza e sostegno per problematiche amministrative;
k) gruppi di sostegno per i pazienti e per i loro familiari;
l) interventi sulla rete sociale informale;
m) consulenza specialistica e collaborazione con i reparti ospedalieri e gli altri
servizi distrettuali territoriali, semiresidenziali e residenziali;
n) collaborazione con i medici di medicina generale;
o) interventi terapeutici e riabilitativi a favore dei soggetti internati negli ospedali psichiatrici giudiziari, nell’ambito di rapporti convenzionali con l’amministrazione penitenziaria, anche ai fini della dimissione.
2. L’assistenza distrettuale alle persone con disturbi mentali è integrata da interventi sociali.
Consulta il DPCM completo, relativo a tutte le patologie e situazioni.
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Doc. Direttori DSM
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FORTE PRESA DI POSIZIONE DEI DIRETTORI DEI DIPARTIMENTI DI SALUTE MENTALE DEL LAZIO
Nei primi giorni di Novembre u.s. i Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) delle 12 AA.SS.LL della Regione Lazio, attraverso il loro Coordinamento, hanno inviato una ferma denuncia dello stato di grave difficoltà in cui versa l’assistenza psichiatrica, con rischi di chiusura di alcuni servizi essenziali per gli utenti.
In particolare essi denunciano “l’impossibilità di ottemperare in maniera adeguata al mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), nonché di garantire gli standard organizzativi previsti come criteri minimi di accreditamento per le strutture da loro dirette. Tutto ciò prima che l’intero sistema dei servizi possa entrare in una situazione di collasso irreversibile, con rischio di possibili ricadute giudiziarie per le istituzioni e per gli operatori, sulla base delle funzioni di garanzia ribadita da recenti sentenze della magistratura. Questo stato di grave sofferenza dei servizi già ricade sui pazienti e sulle loro famiglie”.
Tra le priorità il coordinamento sottolinea nel suo documento :
1. L’urgente necessità di personale. Si sta verificando un forte depauperamento del personale, già sottodimensionato, a causa del blocco del turn-over e i pensionamenti. Viene chiesta la stabilizzazione di tutti i contratti a tempo determinato e l’autorizzazione alle assunzioni in deroga la blocco del turn-over
2. Il riordino del sistema delle strutture residenziali psichiatriche
3.Finanziamenti urgenti finalizzati per i progetti personalizzati individuati dai DSM per la dimissione dagli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari).
4. Una piena integrazione con gli Assessorati ai Servizi Sociali dei Comuni, giacchè da tempo i DSM si trovano in gravi difficoltà per garantire agli utenti una continuità nell’erogazione delle provvidenze economiche di ordine sociale (sussidi) e nei progetti di integrazione socio-sanitaria (finanziamenti ai centri diurni, alle attività risocializzanti, alloggi assistiti etc), in una visione che garantisca la pecularietà del disagio mentale e dell’aspetto clinico dei processi di risocializzazione rispetto ad altre situazioni.
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FOND. DI LIEGRO
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PERICOLOSO CHI ?
Il giorno 10 Novembre u.s. molti giornali hanno riportato la notizia della violenza subita a Roma da una donna ospite di un Centro di Igiene Mentale, ridotta in fin di vita. Non è il primo nè sarà purtroppo l’ultimo episodio di violenza esercitata verso persone con disagio psichico, la cui notizia la maggior parte delle volte non viene diffusa con evidenza neppure paragonabile a quella di episodi nei quali la persona con disagio diventa aggressore.
Riportiamo su questo fatto il comunicato stampa diffuso dal Dottor Josè Mannu responsabile del settore salute mentale della Fondazione Di Liegro.
COMUNICATO STAMPA.
La notizia di una donna adescata profittando della sua fragilità psichica e poi violentata e ridotta in fin di vita è solo una punta di iceberg di una condizione in cui le persone che attraversano un periodo di disagio psichico grave si trovano a dover affrontare. Purtroppo queste situazioni passano normalmente sotto silenzio mentre una grande risonanza viene data ad episodi in cui una persona con disagio psichico diventa aggressore. Eppure la condizione di vittima di soprusi da parte di queste persone è la norma mentre la condizione di aggressore è l’eccezione.
Ma è proprio questo l’aspetto preoccupante: sfruttare una persona con disagio psichico non fa notizia se non in casi estremi, come quello segnalato dall’articolo apparso ieri su testate locali e nazionali. Sfruttare le persone in condizione di fragilità è cosa di tutti i giorni ed è per questo che la Fondazione Don Luigi Di Liegro ha optato per un coinvolgimento forte, deciso, nelle problematiche della salute mentale.
Queste sono persone, vittime che non hanno voce e noi sentiamo come dovere morale dare loro voce, contro quelle notizie dei media che cercano di far passare come carnefici coloro che tutte le statistiche nazionali e internazionali definiscono vittime.
Felici per l’accoglienza e l’assistenza che questa donna ha avuto, preoccupati perché ancora manca una adeguata prevenzione e difesa prima che questi fatti accadano.
Non basta dare due pillole negli ambulatori, la persona si sostiene e si cura nel quotidiano svolgersi della vita fatta spesso di solitudine e disperazione dietro le alte mura dello stigma sociale.
Roma 10 Novembre 2011
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MANUALE PSICH. DSM-V
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LA NUOVA VERSIONE DEL DSM-V ANCORA AL CENTRO DI FORTI CRITICHE
La bozza della nuova edizione del Manuale Diagnostico Statistico per i Disturbi Mentali (DSM-V) redatta dalla American Psychiatric Associatio (APA), che vedrà la luce nel 2013 negli USA a quasi 20 anni di distanza dalla precedente e sarà di riferimento un po’ in tutto il mondo, continua a suscitare forti critiche e polemiche.(V. Notiziario ARESAM N.15). Il DSM contiene descrizioni, sintomi e altri criteri per diagnosticare i disturbi mentali. È considerato la bibbia diagnostica globale nel campo della salute mentale. I criteri sono pensati per fornire definizioni chiare sia ai professionisti che trattano pazienti con disturbi mentali, che per i ricercatori e le industrie farmaceutiche che vogliono sviluppare nuove strade di trattamento.
In particolare Allen Frances, che fu capo della task force del DSM-IV, ha espresso critiche fortissime alle proposte del DSM-5. Addirittura pochi giorni fa alcune associazioni americane hanno deciso di iniziare una grande raccolta di firme, su scala mondiale, per chiedere alla task force del DSM-5 di ritirare alcune delle proposte fatte, che possono far aumentare esageratamente alcune diagnosi psichiatriche (quindi creare moltissimi “falsi positivi”), con il risultato che a molti cittadini verrebbero prescritti farmaci non necessari e a volte con considerevoli effetti secondari. E’ anche stato evidenziato l’interesse delle case farmaceutiche in questa operazione, con rilevanti condizionamenti verso la cultura e la pratica della psichiatria.
Il DSM-V, per citare solo alcuni degli aspetti più discutibili, introdurrebbe la “Sindrome da rischio psicotico”, per cui molti giovani potrebbero essere etichettati in questo modo e ricevere gli antipsicotici atipici che, oltre a essere molto costosi, possono provocare aumenti di peso. Oppure il fatto che la Depressione Maggiore verrebbe ad includere aspetti del lutto, per cui,per esempio, persone tristi per un lutto in famiglia potrebbero essere etichettate come “depresse” e riceverebbero farmaci antidepressivi. In generale, insomma, il DSM-5 abbasserebbe considerevolmente la soglia di molte diagnosi, con ovvie implicazioni sociologiche ed economiche.
Per firmare la petizione occorre andare alla pagina web:
http://www.ipetitions.com/petition/dsm5/#sign_petition
(Fonte: : http://www.news-forumsalutementale.it )
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Morte di L. Martinelli
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ULTIME NOTIZIE SULLA MORTE DI LUIGI MARINELLI
E’ stato reso noto il risultato della perizia istologica disposta dalla Procura di Roma che indaga sulla morte di Luigi Alessandro Marinelli, avvenuta lo scorso 5 settembre quando, durante una crisi psichiatrica, intervenne la forza pubblica. I poliziotti intervennero e ammanettarono Marinelli che voleva uscire di casa e che reagì tentando di divincolarsi. I poliziotti dovettero bloccarlo nuovamente montandogli più volte sulla schiena, secondo i familiari. A quel punto l'uomo sarebbe diventato cianotico in pochi istanti costringendo i poliziotti e i parenti a chiamare di corsa un'ambulanza. Ma per Marinelli era già troppo tardi e morì durante il tragitto verso l'ospedale. La perizia istologica ha dimostrato che Marinelli non è morto d'infarto ma soffocato, con i polmoni che non riuscivano più a gonfiarsi , forse perché lesionati durante l'arresto, come aveva già dimostrato l'autopsia sul corpo, che aveva evidenziato l'esistenza di gravi lesioni (dodici costole rotte in diversi punti, il fegato spappolato e un'emorragia interna). L’intervento dell’autoambulanza, secondo i familiari è stato tardivo rispetto al momento della chiamata, avvenuta subito dopo l’inizio della crisi.(da: http://roma.repubblica.it/cronaca 16 Ottobre 2011)
Luigi Alessandro Marinelli, da tempo sofferente psichico, morto in così tragiche circostanze, era figlio di una nostra cara associata, alla quale ancora una volta la nostra associazione esprime tutta la sua solidarietà e vicinanza.
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STOP OPG
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UN PASSO AVANTI VERSO LA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI PSICHIATRI GIUDIZIARI (OPG)
Ieri 28 settembre il Senato ha approvato due risoluzioni proposte dalla Commissione d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale (presieduta dall’On. Ignazio Marino) che impegnano il governo a chiudere questo tipo di strutture, di fatto dei manicomi criminali, sostituendoli con strutture interamente sanitarie.
La prima risoluzione approvata recita:”il governo si impegna a prevedere il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, le cui condizioni offendono la coscienza civile del Paese, attraverso programmi di dimissioni assistite e progetti autenticamente terapeutici per le malattie psichiatriche, l'introduzione di una nuova organizzazione dell'assistenza sanitaria, che sia conforme ai Piani sanitari regionali della salute mentale delle regioni sede di Opg, un più stretto raccordo tra magistratura e Servizi psichiatrici territoriali, nonché l'elaborazione di linee guida funzionali ad agevolare un più frequente ed omogeneo ricorso alle misure alternative all'internamento” La seconda risoluzione dice: "Considerato che nell'ambito della relazione unanimemente approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, nel mese di luglio 2011, sono enucleate diverse misure per conformare a Costituzione la disciplina e la prassi delle misure di sicurezza per gli infermi di mente autori di reato, le si approvano. Di conseguenza, il senato impegna il governo ad adottare atti di indirizzo e coordinamento per garantire, all'interno degli opg, interventi urgenti e immediati di revisione ed adeguamento delle dotazioni di personale, dei locali, delle attrezzature, delle apparecchiature e degli arredi sanitari agli standard ospedalieri in vigore a livello nazionale e regionale". Pur essendo le risoluzioni del parlamento in teoria vincolanti per il governo e tuttavia anche eludibili, si deve considerare comunque quanto avvenuto ieri un importante passo avanti verso la chiusura degli OPG.
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MANOVRE FINANZIARIE
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GRAVI EFFETTI DELLE MANOVRE GOVERNATIVE SULLE PERSONE CON DISABILITA’
Non si è ancora terminato di esaminare la manovra finanziaria approvata dal governo nel mese di Luglio (D.L. 6 luglio 2011, n. 98), che una nuova manovra finanziaria, imposta dai mercati, è in corso di approvazione, anch’essa in gran parte rivolta a tagliare servizi e agevolazioni sociali e non a recuperare risorse a carico degli evasori fiscali e dei più ricchi, ai quali il governo non chiede nulla né in termini di tasse sui grandi patrimoni né in termini di IRPEF. Anche l’ultimo condono sul rientro dei capitali dall’estero non viene toccato, condono effettuato con la ridicola tassazione del 5 %. Al contrario figure di ministri della repubblica in tenuta da spiaggia hanno proposto di eliminare le pensioni di reversibilità a orfani e vedove, o l’accompagno ai disabili. La parola indignazione non è più sufficiente ad esprimere lo stato d’animo di tutti quanti i nostri associati. Per questo l’Aresam ha aderito, insieme ad altra associazioni, a tutte le manifestazioni di protesta in preparazione, inclusi sit-in permanenti davanti alla camera ed al senato, di cui daremo notizia al più presto.
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Convegno naz. UNASAM 2011
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SANIT 2011 – Convegno Nazionale Unasam
INVESTIRE IN SALUTE MENTALE COMUNITARIA
La personalizzazione della cura, orientata verso percorsi di ripresa emancipativi, superando qualunque forma di istituzionalizzazione nel rispetto dei diritti umani e di cittadinanza: questo era il filo conduttore del Convegno UNASAM svoltosi a Roma il 17 Giugno u.s. con l’organizzazione a cura della nostra associazione, nell’ambito dell’ottava edizione del SANIT, Forum Internazionale della Salute. Al convegno, presieduto da Gisella Trincas e Girolamo Digilio, rispettivamente presidente e vice-presidente UNASAM, con il contributo del CESV (Centro Servizi Volontariato del Lazio, F. Danese) e Cittadinanzattiva (F.Moccia), hanno partecipato tutte le più importanti associazioni e fondazioni di operatori e utenti operanti nell’ambito della salute mentale, come pure rappresentanti del Ministero della Salute, sindacati e altri rappresentanti delle istituzioni, ciascuno dando il suo contributo di esperienze e di idee. Uno degli aspetti più discussi ha riguardato gli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari) che, sulla base del DPCM 1/4/2008, da tempo avrebbero dovuto essere chiusi e che invece, come verificato dalla Commissione Marino, ospitano tuttora in condizioni spesso disumane persone rinchiuse da anni per lievi reati, persone che avrebbero potuto fin da ieri essere dimessi e presi in carico dai servizi territoriali di competenza. La rappresentante del Ministero della Salute (Dott.sa Di Fiandra) ha esposto con chiarezza lo stato delle cose, indicando da una parte il Ministero della Giustizia, che ha ancora in carico gli edifici e le strutture degli OPG, come responsabile delle situazioni incivili in cui in gran parte si trovano, dall’altra ricordando come debbano essere le Regioni, in base alla legge, a provvedere alla presa in carico delle persone da dimettere. Dal punto di vista organizzativo è stata formata una commissione paritetica ministero-regioni ed un tavolo di lavoro in cui approfondire la problematica ed assumere decisioni. Fra gli altri interventi, di particolare rilievo è stato quello del segretario della SIEP Dott. Tibaldi (Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica) che ha sottolineato l’importanza di un atteggiamento positivo, orientato alla guarigione, degli psichiatri al contrario di quanto spesso purtroppo si verifica in molti operatori. Le possibilità di guarigione dalla schizofrenia infatti, come dimostrato da una vasta serie di lavori scientifici ed epidemiologici, sono superiori al 50% dei casi. Quindi guarire si può e curare si deve! Questo è stato il richiamo di molti dei partecipanti, allarmati purtroppo però dalle risorse sempre più esigue messe a disposizione dal Servizio Sanitario Nazionale e dalla insufficienza dell’opera di formazione degli operatori, sia a livello universitario che di servizi territoriali. In questi ultimi tra l’altro il blocco del turn-over e la mancanza di risorse finanziarie impediscono anche la semplice sostituzione degli operatori che lasciano il posto per i più vari motivi (pensione, trasferimenti etc.)(Aldo Donato) RELAZIONE INTRODUTTIVA DI G.TRINCAS
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Ascolto e Condivisione
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LA COMUNICAZIONE COME ASCOLTO E CONDIVISIONE
Sempre sul tema della comunicazione, inteso in questo caso come ascolto reciproco tra i soggetti che intervengono nel campo della salute mentale, riportiamo un testo di Anna Maria De Angelis, estratto da una sua memoria presentata al V Convegno Nazionale sulla Comunicazione della Scienza (Forlì, 30 novembre – 2 dicembre 2006). Esso a nostro parere rappresenta in modo efficace e con grande sensibilità i vari momenti e difficoltà che intervengono nei rapporti reciproci tra chi deve curare, il paziente ed i familiari..
La lettura che ha forse più colpito i miei 20 anni è stata “Normalità e Follia della Famiglia” di Laing ed Esterson. La scelta non era stata fatta a caso, come tanti seguivo le notizie sui matti, quelle che provenivano da Gorizia e Trieste e di Franco Basaglia che si era messo in testa di aprire i manicomi. Come dimenticare le immagini pubblicate sulle riviste dell’epoca o i “Giardini di Abele” di Sergio Zavoli ? Era allora una stagione così florida di emancipazioni. Io fui subito dalla loro parte, dalla parte dei matti per intenderci. E’ a quel libro, a quelle immagini, che pensai e ripensai a lungo quando nel 1994 mio figlio ebbe la sua prima crisi. Vi ho pensato e ripensato in tutti questi anni in cui io e la mia famiglia non ci siamo mai rassegnati all’ineluttabile, accettando però con molto rispetto la forma della vita che cambia e prende altro senso. Mai in questi anni nella mia casa, nella nostra casa, e ne sono passate di giornate di rabbia, di dolore, di sconforto, qualcuno di noi ha detto rivolgendosi a lui: “curati perché se no diventi matto”. (LEGGI TUTTO)
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Pensioni di Reversibilità
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QUANDO E COME LA PENSIONE DI REVERSIBILITA’ PER I FIGLI INVALIDI
Le norme attualmente in vigore prevedono che ai figli inabili, di qualunque età e a carico del genitore alla data del decesso, venga concessa la cosiddetta pensione di reversibilità. Tale diritto è subordinato al concetto della vivenza a carico, il che vuol dire i figli devono trovarsi in uno stato di bisogno, non essere autosufficienti economicamente e che al loro mantenimento provvedesse, in maniera continuativa, il pensionato prima del decesso. Non è previsto, da questo punto di vista, che il figlio risulti convivente con il genitore. Il reddito personale del figlio invalido non deve essere superiore a quello indicato dalla legge per il diritto alla pensione di invalido civile totale. Se titolari di indennità di accompagnamento, il reddito deve essere pari a quello richiesto per il diritto alla pensione di invalidità civile totale aumentato dell’importo dell’indennità stessa. Ai fini della concessione della pensione si considerano inabili “le persone che si trovino nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa”. Per la documentazione sanitaria, gli Enti previdenziali solitamente fanno riferimento al certificato di invalidità al 100% con o senza indennità di accompagnamento. L’attività lavorativa svolta con finalità terapeutica dai figli riconosciuti inabili, con orario non superiore alle 25 ore settimanali, presso le cooperative sociali, o presso datori di lavoro che assumono persone disabili con convenzioni di integrazione lavorativa, non preclude l’erogazione della pensione di reversibilità. La finalità terapeutica dell'attività lavorativa viene accertata dall'ente erogatore della pensione ai superstiti (INPS, INPDAP ecc.) attraverso i suoi Centri medico Legali. Maggiori informazioni si possono trovare sui documenti 1 e 2 (Da: http://www.superabile.it e http://www.handylex.org )
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