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CONTRIBUTO 5 PER MILLE
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Anche quest’anno, pur con le limitazioni finanziarie decise dal governo, è possibile dare, senza alcun costo aggiuntivo, un contributo finanziario alla nostra associazione mediante la scelta del 5 per mille nella prossima dichiarazione dei redditi, ovvero nel 730, o anche tramite il mod.101. Per fare questo è sufficiente indicare nell’apposito spazio, ovvero dire al CAF di farlo, il nome "ARESAM Onlus", insieme al codice fiscale: C.F. 96269250583 . Invitando amici e conoscenti a fare altrettanto, sarà possibile continuare a dare alla nostra associazione un aiuto finanziario indispensabile per continuare ad operare in favore dei nostri familiari.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
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SUI RAPPORTI CON LA REGIONE LAZIO - Chi legge con interesse questo sito, in particolare i cittadini membri delle Associazioni per la salute mentale del Lazio, sanno che l’ impegno di questi si esplica almeno in tre modi diversi : con contributi diretti di tempo e lavoro a favore delle persone dentro e fuori le strutture sanitarie, con partecipazione fattiva ai rapporti con gli operatori di tali strutture e,in fine, con la partecipazione a tutti quei rapporti che le nostre Associazioni possono stabi lire con le Amministrazioni pubbliche responsabili dell’organizzazione e del funzionamento delle strutture sanitarie e sociali per la salute mentale. Tutti questi contributi sono di pari valore, tuttavia la possibilità di praticare con profitto il rapporto con la Regione Lazio sono ,negli ultimi tempi , divenuti quasi impossibili come denunciato nel manifesto che ha lanciato la manifestazione del 15 /5 davanti al Consiglio Regionale. Ma ,oltre agli interventi ivi richiesti, occorre richiedere con pari energia che la Regione soddisfi a due suoi obblighi e cioè:
1) dare piena applicazione alla L.R. n° 27/2009 per garantire la presenza delle Associazioni delle salute mentale nella formulazione del programma e per l’impegno dei fondi previsti da tale legge per l’assistenza ai disabili.
2) riattivare il funzionamento della Consulta Regionale per la Salute Mentale, organo specificatamente deputato al collegamento fra le Associazioni dei cittadini e di altre organismi rappresentativi ,con l’Assessorato regionale alla salute. Tale Consulta non è più attiva per scadenza delle nomine dei rappresentanti che ne fanno parte. E’compito e responsabilità del Presidente della Regione provvedere, senza ulteriori perdite di tempo ,a rinnovare la procedura per nuove nomine secondo la normativa stabilita nella delibera costitutiva della Consulta stessa. (G. Missoni 13/5/2012)
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ASSUNZIONI AL COMUNE DI ROMA
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FALSI INVALIDI O VERE FANDONIE ?
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Cooperative Sociali Tipo B
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LA SALUTE MENTALE A RAI 3
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FATTORI AMBIENTALI E PSICOSI
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Un altro SPDC a porte aperte.
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Solidarietà a Ileana Argentin
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Le laute pensioni di invalidità...
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CONVEGNO SEME Aprile 2011
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Convegno naz. UNASAM 2011
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Comunicazione e salute mentale
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INIZIATIVA ALLA REGIONE
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FORTE INIZIATIVA DI PROTESTA ALLA REGIONE LAZIO
Il 15 Maggio u.s. davanti all'ingresso della Regione Lazio alla Pisana si sono radunati un foltissimo numero di utenti, familiari, operatori sanitari e del terzo settore provenienti da varie ASL della Regione.
Cinque delegati (Cornacchia, Ferrante, Palma, Pecchioli, Pezzi) in rappresentanza degli organismi che hanno voluto l’iniziativa, sono stati ricevuti dai Capi Gruppo Consiliari ai quali hanno presentato un documento (LEGGI) dove vengono elencate dettagliatamente e sottolineate fortemente le varie criticità che la salute mentale sta vivendo ormai da troppo tempo e che nell’ultimo periodo sono maggiormente aumentate a causa delle ultime normative regionali in tema di provvidenze economiche, della ormai cronica e insostenibile carenza di organico e di strutture, della nebulosa e carente programmazione per l’utilizzazione dei finanziamenti per gli utenti ex OPG, che verrebbero utilizzati più per la creazione di nuove strutture ad hoc (quasi esclusivamente private) che per aumentare gli organici dei DSM destinatari e responsabili di questo ulteriore compito.
Quindi una situazione al collasso se non si interviene correttamente e celermente.
Altra fonte di viva preoccupazione per tutti è anche la programmata discussione in Consiglio Regionale della proposta di legge di riordino dei servizi ed interventi sociali che relega la salute mentale ancora di più all’angolo fino a farla scomparire. L’inizio della discussione era prevista, dopo l’ultimo rinvio, per il prossimo 23 maggio. A quanto ci risulta sono stati presentati circa 1200 emendamenti a modifica.
Un ulteriore punto focale trattato è l’impossibilità di interloquire con l’Istituzione regionale sia in ambito sanitario che sociale che è rimasta finora sorda ad ogni nostro appello e proposta rimanendo distaccata dalla dura realtà che affligge il nostro mondo.
Nella discussione è emersa la necessità quindi di un maggiore coinvolgimento del Consiglio Regionale attraverso sia la presentazione di richieste di audizione urgente per le due Commissioni Politiche Sociali e Sanità da inviare ai loro Presidenti che ai loro Vice Presidenti; sia la creazione di un tavolo tecnico-politico (i 5 delegati dagli organismi e i rappresentanti dei gruppi politici) per un costante e metodico monitoraggio della situazione complessiva, in modo da poter con maggiore celerità affrontare e condividere soluzioni a sanatoria delle varie problematiche.
I Consiglieri regionali presenti (D’Annibale, Moscardelli, Nieri, Pasquali, Peduzzi, Rocco, Rodano, Rossodivita) hanno preso l’impegno di:
- emanare comunicato stampa congiunto sulla situazione condividendone la insostenibilità (vedi documento);
- sollecitare fortemente l’Assessore Forte ad un urgente incontro sulle provvidenze economiche per sanare la situazione di altissimo disagio e di disomogeneità nei vari distretti venutasi a creare;
- fare azioni concrete relativamente all’aumento degli organici (il tema dei precari, pur restando tra le voci importanti della nostra azione, sarà trattato ulteriormente in un prossimo incontro lunedì 21tra i Capi Gruppo e i rappresentanti dei Precari stessi);
- vigilare sulla destinazione dei fondi per gli utenti ex OPG;
- far approvare la creazione del tavolo tecnico-politico di monitoraggio sulla salute mentale nel suo complesso.
Nello stesso pomeriggio si è avuta la notizia che l’Assessore Forte ha convocato i 5 delegati ed i Capi Gruppo Regionali per il giorno 22 p.v. presso il suo assessorato.
Da ulteriori informazioni ricevute la discussione della proposta di legge per il riordino dei servizi sociali, prevista per il giorno 23 è stata rinviata a data da destinarsi anche se le parti politiche hanno per il momento confermato la mobilitazione.
Marinella Cornacchia (Presidente della Consulta Cittadina di Roma)
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PRECARI 23 MESI
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SVUOTARE I DIPARTIMENTI DI SALUTE MENTALE: E' UNA STRATEGIA?
Questo è quello che viene in mente paradossalmente quando si confronta lo stato di precarietà in cui essi versano dal punto di vista del personale a disposizione e la decisione suicida addirittura di non riconoscere la presenza precaria di ben 86 operatori (41 psichiatri, 5 psicologi, 10 infermieri, 18 assistenti sociali, 12 tecnici della riabilitazione) distribuiti nei DSM delle 12 Aziende Sanitarie Locali (AA.SS.LL.) del Lazio.
Nel 2010, in ottemperanza alla DGR 980/09, questi operatori sono stati assunti per merito da graduatorie ufficiali per Avviso Pubblico ai sensi dell’art. 15 Octies D.Lgs 502/92. Essi furono assunti con contratti a 23 mesi con finalità di Progetto, in scadenza già da Febbraio 2012. A tutt’oggi sono ancora in attesa della Delibera Regionale per l’impegno di spesa dei fondi previsti ai fini del rinnovo contrattuale. Contrariamente a quanto previsto dal contratto, tutti questi operatori sono stati e sono di fatto utilizzati per integrare la carenza di personale, svolgendo tutte le mansioni istituzionali richieste al personale di ruolo e coprendo a tutti gli effetti i posti vacanti. Per tale motivo sarebbero già di per sé più che legittimamente meritevoli di una stabilizzazione contrattuale. Anche la recente proposta formulata nel tavolo tra Sindacati della Dirigenza del Sistema Sanitario Nazionale e Ministero della salute il 12/04/12 andrebbe in tale direzione. E invece, paradossalmente, questi lavoratori sono stati esclusi dal censimento dei precari prodotto dalle ASL come da richiesta della Regione Lazio nell’autunno del 2011 e sono quindi lasciati nella totale incertezza del loro futuro lavorativo. Insieme a loro ovviamente sono “precari nella cura” anche i loro pazienti e familiari.
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RINNOVO ORG. DIRETTIVI
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RINNOVATI GLI ORGANI DIRETTIVI DELL'ARESAM
Dopo le elezioni avvenute nel mese di Aprile, il giorno 2 Maggio u.s. si è riunito per la prima volta il Comitato Direttivo dell’associazione formato da 26 membri eletti, di cui 2 assenti. In tale riunione si è proceduto all’elezione del Presidente e dei sei componenti del Comitato Esecutivo dell’Aresam, con i seguenti risultati:
PRESIDENTE eletto : AnnaMaria DE ANGELIS
Componenti eletti nel Comitato Esecutivo: Sandra ALORI , Marinella CORNACCHIA, Aldo DONATO, Gianfranco MOLINARI, Mauro MUNARON; Mario SCHIARA.
In data 7 Maggio u.s. si è riunito a sua volta per la prima volta il nuovo Comitato Esecutivo. Nel corso della riunione sono stati assegnati i seguenti incarichi:
Vice Presidente: Aldo DONATO
Tesoriere: Sandra ALORI
Responsabile del Tesseramento: Mario SCHIARA
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PROVVIDENZE ECONOMICHE
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ANCORA UN NULLA DI FATTO PER LE PROVVIDENZE ECONOMICHE AI DISAGIATI PSICHICI
Il 17 Aprile u.s. si è svolto un incontro alla Regione Lazio tra l'Assessore alle politiche sociali e della famiglia e i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie Locali (AA:SS:LL) sul problema delle provvidenze economiche ai disagiati psichici. L’incontro ha fatto seguito alla decisa azione svolta sia dai Direttori dei DSM che dalla nostra associazione per ottenere un cambiamento delle decisioni assunte da parte della Regione, che prevedono sia una forte riduzione dei fondi disponibili per le provvidenze economiche ai disagiati psichici, sia la gestione diretta di questi fondi non più dai DSM attraverso i progetti terapeutici, bensì dai Comuni insieme a tutte le categorie svantaggiate, trasformando dunque lo strumento terapeutico in puro assistenzialismo. All’incontro hanno partecipato il Dr. Fabio Pezone, caposegreteria dell'Assessore, coadiuvato dal Direttore Dr. De Filippis, dal responsabile dell'Area Dr. Vannozzi e dal Dr. Sasso D'Elia.
Per le AA.SS.LL. erano presenti alcuni Direttori Generali, o Direttori Sanitari Aziendali o Direttori Amministrativi Aziendali; in alcuni casi erano accompagnati dai Direttori di DSM, in altri il Direttore di DSM era delegato a rappresentare la ASL. I Direttori di DSM presenti erano il Dr. Leccisi, il Dr. Nicolò, il Dr. Palma ed il Dr. Sadun.
Di fronte alla sostanziale indisponibilità della Regione a modificare in senso positivo le sue decisioni, i Direttori di DSM hanno ribadito che :
- l'intero sistema dei DSM viene completamente disarticolato in soluzioni estemporanee difformi e confondenti per gli utenti e le loro famiglie;
- l'attuale situazione di incertezza e di difformità di comportamenti nelle varie ASL sta già danneggiando gli utenti e i loro familiari, con gravi ripercussioni sulla loro salute;
- risulta evidente che il rischio derivante é che sarà di fatto impossibile erogare alcuna provvidenza economica agli utenti dei DSM, vista la carenza dei fondi assegnati ai singoli distretti, la “guerra tra poveri” che si determinerà con ricadute negative proprio sulle fasce più deboli della popolazione e la concreta difficoltà ad utilizzare ipotetiche somme residuali;
- é stata negata la richiesta almeno di vincolare i finanziamenti per le provvidenze economiche ai pazienti psichiatrici e a determinarne l'importo certo, anche se ridotto;
- nell'ambito dei complessivi bisogni sociali i pazienti psichiatrici rappresentano la categoria più fragile e con minore contrattualità e quindi saranno i più penalizzati;
- tale impropria interruzione determinata da scelte inopportune da parte del competente Assessorato regionale non potrà che portare negli attuali beneficiari gravi scompensi clinici, arretramenti nei percorsi di recovery, ritorno a soluzioni istituzionalizzanti e tragiche conseguenze nella vita quotidiana personale e delle loro famiglie, tale da poter determinare anche esiti imprevedibili, compreso il ricorso a soluzioni estreme autolesive, che rappresentano al momento attuale uno dei problemi su cui maggiormente viene richiesta l'attenzione in chiave preventiva da parte dei servizi di salute mentale;
- l'erogazione delle provvidenze economiche rappresenta uno strumento terapeutico che consente di attuare soluzioni alternative che possono anche ridurre i costi dell'assistenza sanitaria, dal momento che le non risposte ai bisogni sociali si tramutano spesso in domanda sanitaria impropria ma ineludibile;
- la situazione attivata dalle nuove norme dell'Assessorato regionale rappresenta veramente una “bomba” all'interno del sistema complessivo dei DSM, comprendente operatori, pazienti, familiari, Consulte e tutto l'associazionismo laico, religioso, scientifico che di rappresentanza dei diritti, per cui solo la collaborazione con chi ha la responsabilità tecnico-gestionale dei servizi può consentire di evitare “esplosioni” con ricadute negative.
A queste osservazioni principalmente non sono state date risposte se non una generica incompetenza ad agire. La sordità della Regione attraverso l'Assessore e i suoi Dirigenti politici e tecnici deve spingere ad una forte richiesta di modifiche da parte di tutti i protagonisti dell'intero sistema della salute mentale, soprattutto attraverso una stabile e continuativa alleanza tra le associazioni dei familiari più rappresentative e gli operatori e attraverso forme di protesta efficaci.
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INTESA SILD/DSM/ASSOC.
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IN DIRITTURA DI ARRIVO L’ACCORDO PER IL LAVORO TRA PROVINCIA DI ROMA (SILD), DSM E ASSOCIAZIONI DI FAMILIARI
In questi giorni si sta perfezionando, con la firma da parte del SILD (Provincia di Roma), dei DSM del Lazio e delle Associazioni dei familiari ARESAM, ARAP e DIAPSIGRA un documento/intesa che sancisce un importante accordo tra le parti al fine di promuovere, attraverso una collaborazione coordinata tra di esse, l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichiatrica. A questo scopo viene stabilito in primo luogo che ogni inserimento lavorativo debba essere preparato ed eseguito con un progetto personalizzato per il quale i DSM, sulla base delle azioni terapeutiche precedentemente svolte, arrivino a una valutazione delle competenze lavorative del disabile in relazione agli specifici e concreti inserimenti previsti. Per far questo è necessario che azioni di carattere informativo, formativo, di contesto lavorativo, etc vengano discusse e concordate fin dall’inizio del progetto tra gli operatori dei DSM, del Sild e delle Aziende o Enti datori di lavoro. L’accordo prevede che nell’ambito territoriale di ciascuna ASL della Provincia di Roma siano costituiti gruppi di lavoro permanenti composti da: un operatore del SILD, uno o due operatori del DSM della ASL del territorio considerato, uno o due membri delle Associazioni di familiari e un operatore del centro per l’impiego competente per il territorio. A questi potranno aggiungersi anche rappresentanti dei Municipi, di Aziende Pubbliche o Private, di Cooperative Sociali, gli operatori di servizi di orientamento al lavoro e i rappresentanti di altre associazioni interessate allo scopo premesso. Con questa intesa si crea uno strumento con il quale si spera di superare gran parte degli ostacoli che finora hanno reso difficile l'inserimento lavorativo dei disabili psichici. Il documento completo è consultabile nella sezione DOCUMENTI.
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Film "Roba da Matti"
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IL FILM DOCUMENTARIO “ROBA DA MATTI” PRESENTATO IN ANTEPRIMA A ROMA.
Nel film vengono raccontate le vicende, gli ostacoli e la vita quotidiana della residenza socio-assistenziale “Casamatta” di Quartu S. Elena, gestita dall’Associazione ASARP di cui è Presidente Gisella Trincas. L’esistenza della residenza, che di fatto è gestita completamente dai familiari di 8 persone con disagio mentale, è stata ostacolata da più parti attraverso denunce, ispezioni dei carabinieri e decreti di sfratto, dopo che l’associazione tempo fa aveva denunciato la morte di una persona presso l’SPDC locale dopo diversi giorni di contenzione. I tentativi di far chiudere la struttura si sono susseguiti nel tempo fino alla situazione attuale che ha visto la vittoria dell’associazione in sede giudiziaria, ma che tuttavia è sotto minaccia di sfratto e si trova in difficoltà economiche. Gisella Trincas, sorella di una delle ospiti, è però una donna tenace e di grandi capacità ed insieme agli altri familiari è fortemente impegnata a trovare una soluzione. L’uscita del film, che ha avuto un notevole successo in Sardegna dove per ora solamente è stato proiettato nei cinema, ha permesso da una parte di far dilazionare lo sfratto della residenza e dall’altra di coagulare intorno a se l’interesse e la solidarietà di molte forze, a cominciare da quelle politiche locali. Infatti il Comune di Quartu S. Elena, il terzo nell’isola con 75000 abitanti, ha sponsorizzato e supportato economicamente il film, con un investimento culturale di grande lungimiranza e sensibilità sociale. Il film “Roba da matti” dal 20 Aprile è in programmazione nelle sale in tutta Italia. A Roma in queste sale:
dal 20 al 26 aprile: “Film Studio” (regolare programmazione) http://www.filmstudioroma.com/
dal 28 aprile al 6 maggio: “KINO” (regolare programmazione) http://www.ilkino.it/
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COMUNICATO ConsCittadina
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NUOVO GRIDO D’ALLARME DELLA CONSULTA CITTADINA DI ROMA
Dopo la forte mobilitazione di tutti i Direttori di DSM del Lazio che negli ultimi mesi hanno segnalato con grande forza la situazione critica dei servizi di salute mentale connessa alla carenza e precarietà del personale a tutti i livelli oltre alla scarsità dei finanziamenti necessari al funzionamento delle strutture, anche la Consulta Cittadina di Roma, formata dai rappresentanti di Associazioni di Utenti, Familiari, Società Scientifiche, Movimenti di volontariato, Cooperazione Sociale, nonché dei Direttori dei Dipartimenti di salute Mentale di Roma, ha denunciato con un comunicato stampa del giorno 8 Febbraio u.s. lo stato di vero e proprio collasso dell’assistenza e la riabilitazione dei circa 40.000 cittadini romani con disagio psichico. A questo punto à chiaro che gravi responsabilità incombono su coloro che, pur avendone il potere, non agiscono per porre in qualche modo rimedio a tale gravissima situazione. LEGGI IL COMUNICATO STAMPA
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OPG CHIUSURA Genn12
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EPPUR SI MUOVE......
Lentamente, faticosamente ma inesorabilmente sta giungendo verso il traguardo finale la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), sotto la spinta dell’opinione pubblica, delle associazioni di operatori, utenti e famigliari, e di quelle forze politiche che più di altre si sono rese conto dell’obbrobrio di quelle strutture. Il Senato ha approvato infatti a larga maggioranza, il 24 Gennaio u.s., il decreto contro il sovraffollamento delle carceri, che contiene anche al suo interno la decisione di chiudere gli OPG entro il 31 Marzo 2013. Naturalmente sarà necessario, per evitare vuoti organizzativi e conseguenze sul piano sociale, che le Regioni possano dotarsi dei mezzi necessari per superare l’inevitabile fase di transizione. Per questo, ha detto il Senatore Marino, che più di ogni altro si è battuto per il provvedimento approvato, sulla base di un decreto congiunto a firma del ministero della Giustizia e della Salute, ogni regione avrà un team composto da psicologi, psichiatri e personale medico pronto ad affrontare le esigenze dei malati autori di reato. Chiusura degli OPG non significa loro abolizione, ed inoltre non si parla di revisione degli articoli del codice penale che hanno portato alla situazione attuale. La strada da percorrere dunque sembra ancora lunga.
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INCONTRO DSM
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DRAMMATICA DENUNCIA DELLA SITUAZIONE DELL’ASSISTENZA PSICHIATRICA NELLA REGIONE LAZIO
L'importante presa di posizione dei Direttori dei Dipartimenti di Salute del Lazio attraverso il Documento inviato ai primi di Novembre dal loro Coordinamento a tutte le posizioni di responsabilità coinvolte, a partire dal Presidente della Regione Lazio, per denunciare le gravissime carenze dell'assistenza psichiatrica, non ha purtroppo avuto fino ad oggi alcun riscontro. Per questo motivo il giorno 12 Dicembre u.s. essi hanno organizzato un incontro presso il complesso di S.Maria della Pietà a Roma con operatori, associazioni, società scientifiche etc per illustrare la drammaticità del momento che vive l’assistenza psichiatrica nel Lazio. L’incontro è stato molto intenso e coinvolgente ed ha portato alla stesura di un ordine del giorno inviato al Presidente della Regione e a tutte le posizioni di responsabilità per un incontro urgente. L’ordine del giorno è il seguente:
“I partecipanti all’Incontro sulle “criticita’ e le urgenze per la sopravvivenza dei servizi di salute mentale nella Regione Lazio” esprimono la loro profonda preoccupazione per il rischio della chiusura di molte strutture operative con l’inevitabile conseguente cessazione delle attività di cura e di assistenza, il rischio di non garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini, il rischio di abbassamento dei livelli di qualità, il rischio dell’interruzione dei percorsi di integrazione sociale per migliaia di utenti con possibili nuovi ricoveri impropri, nonché il rischio di perdere l’opportunità di una nuova progettualità per i servizi e responsabilmente rappresentano l’urgente necessità che a livello della Regione Lazio vengano immediatamente risolti positivamente i seguenti problemi:
· Stabilizzazione di tutto il personale precario e in particolare prosecuzione del lavoro per tutti gli operatori assunti a 23 mesi (ai sensi della DGR 980/09), che, di fatto, stanno ricoprendo dei posti vacanti nelle dotazioni organiche svolgendo compiti istituzionali e garantendo la continuità assistenziale per numerosi utenti.
· Sospensione del nuovo Regolamento Regionale per le provvidenze economiche a favore di utenti dei DSM, non solo per gli aspetti di legittimità formale, ma soprattutto per gli aspetti di contenuto che snaturano il significato terapeutico-riabilitativo delle suddette provvidenze e che impediranno a migliaia di utenti di sopravvivere nei loro abituali contesti di vita senza dover ricorrere a impropri ricoveri o inserimenti in strutture residenziali, interrompendo i processi di reinserimento sociale.
· Omogeneizzazione dell’impianto organizzativo di tutti i DSM nei nuovi Atti Aziendali delle 12 AA.SS.LL, coerentemente con il vigente Progetto Obiettivo Regionale, per garantire un’equità di offerta indipendentemente dal territorio di residenza e rendere confrontabili i processi di cura e di assistenza.
· Coerente governo dell’intera rete delle strutture private accreditate, chiarendo definitivamente prospettive e certezze nei processi, riconoscendo ai DSM la progettualità e le scelte tecniche, anche attraverso un adeguato budget economico che consenta gli indispensabili inserimenti nelle strutture residenziali, compresi i dimessi dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
Per quanto sopra esposto, si chiede un urgente incontro direttamente con il Presidente della Regione Lazio e Commissario ad Acta per la Salute, on. Renata Polverini.
I firmatari:
I Direttori dei DSM delle 12 AA.SS.LL. della Regione Lazio; Consulta Regionale per la Salute Mentale; Consulta cittadina permanente di Roma Capitale per la salute mentale; Consulte dipart. per la salute mentale delle AA.SS.LL. RM/A, B, C, D, E, F, G, VT; ARESAM; UNASAM; ARAP; DIAPSIGRA; Cittadinanza Attiva; Caritas Diocesana; Soc. Italiana di Psichiatria; Psichiatria Democratica; Soc. Italiana di Riabilitazione Psichiatrica; PreSaM; Ass. AttivaMente; Consulta Municipio XVIII; Coord. SPDC Lazio; Coord. regionale Centri Diurni; Ass. utenti e familiari AFESO.PSI.T di Viterbo; Ass. ImmensaMente; Coord. regionale gruppi multifamiliari; Coord. regionale Parole Ritrovate; Ass. Spazio Disponibile; Coord. precari ”23 mesi”; Fondazione Di Liegro; Museo della Mente; Ass. Scalea 93; CGIL funzione pubblica; FENASCOP; CO.IN; Ordine degli Psicologi del Lazio.
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COSA SONO I LEA
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I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA)
I lielli essenziali di assistenza o LEA, sono definiti come i livelli minimi che lo Stato si impegna a garantire attraverso le sue leggi a tutti i cittadini, indipendentemente da sesso, razza, religione o credo politico come vuole la nostra Costituzione. Essi sono stati stabiliti per legge nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 23 Aprile 2008 che all'art. 25, dedicato all'assistenza psichiatrica in particolare, così recita:
Art. 25 Assistenza sociosanitaria alle persone con disturbi mentali.
1. Nell’ambito dell’assistenza distrettuale il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone con disturbi psichiatrici la presa in carico multidisciplinare e lo svolgimento di un programma terapeutico individualizzato che include le prestazioni, anche domiciliari, mediche specialistiche, diagnostiche e terapeutiche, psicologiche e psicoterapeutiche, e riabilitative previste dalle norme vigenti e dal Progetto Obiettivo “Tutela salute mentale1998-2000”, ritenute necessarie e appropriate nelle seguenti aree di attività:
a) accoglienza;
b) valutazione diagnostica multidisciplinare;
c) definizione, attuazione e verifica del programma terapeutico e socio-riabilitativo
personalizzato;
d) visite psichiatriche;
e) somministrazione di terapie farmacologiche;
f) colloqui psicologico-clinici;
g) psicoterapia (individuale, di coppia, familiare, di gruppo);
h) colloqui di orientamento e sostegno alla famiglia;
i) interventi riabilitativi e socio-educativi finalizzati al recupero dell’autonomia personale, sociale e lavorativa;
j) consulenza e sostegno per problematiche amministrative;
k) gruppi di sostegno per i pazienti e per i loro familiari;
l) interventi sulla rete sociale informale;
m) consulenza specialistica e collaborazione con i reparti ospedalieri e gli altri
servizi distrettuali territoriali, semiresidenziali e residenziali;
n) collaborazione con i medici di medicina generale;
o) interventi terapeutici e riabilitativi a favore dei soggetti internati negli ospedali psichiatrici giudiziari, nell’ambito di rapporti convenzionali con l’amministrazione penitenziaria, anche ai fini della dimissione.
2. L’assistenza distrettuale alle persone con disturbi mentali è integrata da interventi sociali.
Consulta il DPCM completo, relativo a tutte le patologie e situazioni.
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Doc. Direttori DSM
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FORTE PRESA DI POSIZIONE DEI DIRETTORI DEI DIPARTIMENTI DI SALUTE MENTALE DEL LAZIO
Nei primi giorni di Novembre u.s. i Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) delle 12 AA.SS.LL della Regione Lazio, attraverso il loro Coordinamento, hanno inviato una ferma denuncia dello stato di grave difficoltà in cui versa l’assistenza psichiatrica, con rischi di chiusura di alcuni servizi essenziali per gli utenti.
In particolare essi denunciano “l’impossibilità di ottemperare in maniera adeguata al mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), nonché di garantire gli standard organizzativi previsti come criteri minimi di accreditamento per le strutture da loro dirette. Tutto ciò prima che l’intero sistema dei servizi possa entrare in una situazione di collasso irreversibile, con rischio di possibili ricadute giudiziarie per le istituzioni e per gli operatori, sulla base delle funzioni di garanzia ribadita da recenti sentenze della magistratura. Questo stato di grave sofferenza dei servizi già ricade sui pazienti e sulle loro famiglie”.
Tra le priorità il coordinamento sottolinea nel suo documento :
1. L’urgente necessità di personale. Si sta verificando un forte depauperamento del personale, già sottodimensionato, a causa del blocco del turn-over e i pensionamenti. Viene chiesta la stabilizzazione di tutti i contratti a tempo determinato e l’autorizzazione alle assunzioni in deroga la blocco del turn-over
2. Il riordino del sistema delle strutture residenziali psichiatriche
3.Finanziamenti urgenti finalizzati per i progetti personalizzati individuati dai DSM per la dimissione dagli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari).
4. Una piena integrazione con gli Assessorati ai Servizi Sociali dei Comuni, giacchè da tempo i DSM si trovano in gravi difficoltà per garantire agli utenti una continuità nell’erogazione delle provvidenze economiche di ordine sociale (sussidi) e nei progetti di integrazione socio-sanitaria (finanziamenti ai centri diurni, alle attività risocializzanti, alloggi assistiti etc), in una visione che garantisca la pecularietà del disagio mentale e dell’aspetto clinico dei processi di risocializzazione rispetto ad altre situazioni.
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FOND. DI LIEGRO
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PERICOLOSO CHI ?
Il giorno 10 Novembre u.s. molti giornali hanno riportato la notizia della violenza subita a Roma da una donna ospite di un Centro di Igiene Mentale, ridotta in fin di vita. Non è il primo nè sarà purtroppo l’ultimo episodio di violenza esercitata verso persone con disagio psichico, la cui notizia la maggior parte delle volte non viene diffusa con evidenza neppure paragonabile a quella di episodi nei quali la persona con disagio diventa aggressore.
Riportiamo su questo fatto il comunicato stampa diffuso dal Dottor Josè Mannu responsabile del settore salute mentale della Fondazione Di Liegro.
COMUNICATO STAMPA.
La notizia di una donna adescata profittando della sua fragilità psichica e poi violentata e ridotta in fin di vita è solo una punta di iceberg di una condizione in cui le persone che attraversano un periodo di disagio psichico grave si trovano a dover affrontare. Purtroppo queste situazioni passano normalmente sotto silenzio mentre una grande risonanza viene data ad episodi in cui una persona con disagio psichico diventa aggressore. Eppure la condizione di vittima di soprusi da parte di queste persone è la norma mentre la condizione di aggressore è l’eccezione.
Ma è proprio questo l’aspetto preoccupante: sfruttare una persona con disagio psichico non fa notizia se non in casi estremi, come quello segnalato dall’articolo apparso ieri su testate locali e nazionali. Sfruttare le persone in condizione di fragilità è cosa di tutti i giorni ed è per questo che la Fondazione Don Luigi Di Liegro ha optato per un coinvolgimento forte, deciso, nelle problematiche della salute mentale.
Queste sono persone, vittime che non hanno voce e noi sentiamo come dovere morale dare loro voce, contro quelle notizie dei media che cercano di far passare come carnefici coloro che tutte le statistiche nazionali e internazionali definiscono vittime.
Felici per l’accoglienza e l’assistenza che questa donna ha avuto, preoccupati perché ancora manca una adeguata prevenzione e difesa prima che questi fatti accadano.
Non basta dare due pillole negli ambulatori, la persona si sostiene e si cura nel quotidiano svolgersi della vita fatta spesso di solitudine e disperazione dietro le alte mura dello stigma sociale.
Roma 10 Novembre 2011
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MANUALE PSICH. DSM-V
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LA NUOVA VERSIONE DEL DSM-V ANCORA AL CENTRO DI FORTI CRITICHE
La bozza della nuova edizione del Manuale Diagnostico Statistico per i Disturbi Mentali (DSM-V) redatta dalla American Psychiatric Associatio (APA), che vedrà la luce nel 2013 negli USA a quasi 20 anni di distanza dalla precedente e sarà di riferimento un po’ in tutto il mondo, continua a suscitare forti critiche e polemiche.(V. Notiziario ARESAM N.15). Il DSM contiene descrizioni, sintomi e altri criteri per diagnosticare i disturbi mentali. È considerato la bibbia diagnostica globale nel campo della salute mentale. I criteri sono pensati per fornire definizioni chiare sia ai professionisti che trattano pazienti con disturbi mentali, che per i ricercatori e le industrie farmaceutiche che vogliono sviluppare nuove strade di trattamento.
In particolare Allen Frances, che fu capo della task force del DSM-IV, ha espresso critiche fortissime alle proposte del DSM-5. Addirittura pochi giorni fa alcune associazioni americane hanno deciso di iniziare una grande raccolta di firme, su scala mondiale, per chiedere alla task force del DSM-5 di ritirare alcune delle proposte fatte, che possono far aumentare esageratamente alcune diagnosi psichiatriche (quindi creare moltissimi “falsi positivi”), con il risultato che a molti cittadini verrebbero prescritti farmaci non necessari e a volte con considerevoli effetti secondari. E’ anche stato evidenziato l’interesse delle case farmaceutiche in questa operazione, con rilevanti condizionamenti verso la cultura e la pratica della psichiatria.
Il DSM-V, per citare solo alcuni degli aspetti più discutibili, introdurrebbe la “Sindrome da rischio psicotico”, per cui molti giovani potrebbero essere etichettati in questo modo e ricevere gli antipsicotici atipici che, oltre a essere molto costosi, possono provocare aumenti di peso. Oppure il fatto che la Depressione Maggiore verrebbe ad includere aspetti del lutto, per cui,per esempio, persone tristi per un lutto in famiglia potrebbero essere etichettate come “depresse” e riceverebbero farmaci antidepressivi. In generale, insomma, il DSM-5 abbasserebbe considerevolmente la soglia di molte diagnosi, con ovvie implicazioni sociologiche ed economiche.
Per firmare la petizione occorre andare alla pagina web:
http://www.ipetitions.com/petition/dsm5/#sign_petition
(Fonte: : http://www.news-forumsalutementale.it )
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Morte di L. Martinelli
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ULTIME NOTIZIE SULLA MORTE DI LUIGI MARINELLI
E’ stato reso noto il risultato della perizia istologica disposta dalla Procura di Roma che indaga sulla morte di Luigi Alessandro Marinelli, avvenuta lo scorso 5 settembre quando, durante una crisi psichiatrica, intervenne la forza pubblica. I poliziotti intervennero e ammanettarono Marinelli che voleva uscire di casa e che reagì tentando di divincolarsi. I poliziotti dovettero bloccarlo nuovamente montandogli più volte sulla schiena, secondo i familiari. A quel punto l'uomo sarebbe diventato cianotico in pochi istanti costringendo i poliziotti e i parenti a chiamare di corsa un'ambulanza. Ma per Marinelli era già troppo tardi e morì durante il tragitto verso l'ospedale. La perizia istologica ha dimostrato che Marinelli non è morto d'infarto ma soffocato, con i polmoni che non riuscivano più a gonfiarsi , forse perché lesionati durante l'arresto, come aveva già dimostrato l'autopsia sul corpo, che aveva evidenziato l'esistenza di gravi lesioni (dodici costole rotte in diversi punti, il fegato spappolato e un'emorragia interna). L’intervento dell’autoambulanza, secondo i familiari è stato tardivo rispetto al momento della chiamata, avvenuta subito dopo l’inizio della crisi.(da: http://roma.repubblica.it/cronaca 16 Ottobre 2011)
Luigi Alessandro Marinelli, da tempo sofferente psichico, morto in così tragiche circostanze, era figlio di una nostra cara associata, alla quale ancora una volta la nostra associazione esprime tutta la sua solidarietà e vicinanza.
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Pensioni di Reversibilità
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