Psichiatria Democratica sull’apertura del Centro residenziale per DCA presso il Santa Maria della Pietà

da www.facebook.com/Psichiatria-Democratica

“Psichiatria Democratica considera davvero grave che, in concomitanza con la ricorrenza del 13 maggio, giorno in cui 44 anni fa fu approvata le legge 180, il Presidente della Giunta Regionale del Lazio, Nicola Zingaretti abbia inaugurato nel padiglione 14 dell’ex manicomio di Roma una struttura di ricovero psichiatrico, ovvero un Centro residenziale per i Disturbi del comportamento alimentare (Dca).
L’utilizzo di un padiglione dell’OP S. Maria della Pietà, chiuso dal 2000, costituisce una sostanziale riapertura dello stesso, si pone in pieno contrasto con le leggi vigenti che impediscono il riutilizzo del vecchi OP per riaprire strutture psichiatriche e riafferma la propensione a riposizionare il disagio mentale entro le mura di un ‘contenitore’ separato dai territori e dalle comunità locali. Continue Reading…

La salute mentale ed il PNRR

da www.siep.it del 29/04/2022

Le riforme che accompagneranno il PNRR – a partire dal c.d. DM 71 – segneranno la direzione che il nostro sistema di welfare assumerà negli anni a venire. In questo scenario, e nei provvedimenti che seguiranno entro il prossimo 30 giugno, sarà ridefinito e potenziato il ruolo della Salute Mentale di Comunità. Si tratta della più ampia e decisiva opera di manutenzione e adeguamento del sistema di cura per la Salute Mentale dal suo disegno iniziale nella 833/78 e nei successivi Progetti Obiettivo.
Il tema della salute mentale di fatto non è esplicitamente trattato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), ma deve declinarsi attraverso un’azione costante di sensibilizzazione verso tutti gli attori di area sociale coinvolti nelle iniziative e negli investimenti della Missione 5 (che include una serie di capitoli che hanno diretta relazione con le attività di salute mentale sul territorio).

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Rapporto Salute Mentale 2020. Il commento del coordinamento nazionale salute mentale

da www.conferenzasalutementale.it

Il Rapporto Salute Mentale  si basa su dati riferiti al 2020, l’anno in cui i sistemi sanitari e sociali hanno dovuto far fronte alla minaccia senza precedenti costituita dalla pandemia da Covid-19.
I dati più significativi sembrano essere quelli riferiti ai seguenti ambiti:

RISORSE: Perdura un sottofinanzianento per la salute mentale, nell’ambito di risorse peraltro ancora insufficienti destinate al Fondo Sanitario Nazionale (FSN). Ciò è rappresentato dalla sostanziale stabilità del costo pro-capite e della percentuale del FSN utilizzato per la salute mentale, che si attestano rispettivamente a € 67,5 e al 3%. Anche aggiungendo le misure straordinarie adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria, che hanno portato il livello del FSN 2020 a 123.474 milioni, la quota destinata alla salute mentale pari al 2,75% resta bassa, ben al di sotto della soglia obiettivo del 5% del FSN. Primi segnali sembrano arrivare nel 2021 ma sono tutti da verificare. Continue Reading…

Salute mentale, pazienti ancora isolati: “In alcune strutture si entra due volte al mese”

di Chiara Ludovisi da www.redattoresociale.it del 29 aprile 2022

Quando torneremo ad avere gli stessi diritti degli altri cittadini?

ROMA – “Possiamo vedere mia zia due volte al mese, solo per mezz’ora, rigorosamente se muniti di Green Pass. Sono regole rigidissime, come se fossimo ancora all’inizio dell’emergenza sanitaria”: la denuncia arriva a Redattore Sociale tramite la telefonata di un familiare. Uno dei familiari che non si rassegna a regole oggi incomprensibili e obsolete e tanto meno si arrende al fatto di poter far visita a sua zia così raramente. Ma se nel caso delle Rsa e degli anziani, si sono costituiti comitati e associazioni che reclamano questo diritto, nel caso della salute mentale la rassegnazione è più diffusa: “La verità è che molte delle persone ricoverate nelle strutture psichiatriche sono abbandonate a se stesse, anche dalle famiglie: la struttura è una soluzione che si tengono stretta, perché avere in casa queste persone è difficile, spesso impossibile. Quindi quasi nessuno protesta”. In questo modo, nel silenzio generale e lontano dai riflettori, queste strutture restano chiuse, per non dire blindate, con i familiari lasciati fuori dalla porta o dalla finestra, o ammessi a entrare solo periodicamente e per pochissimo tempo.

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Sostegno all’ASARP

Lo sfratto della sede dell’Associazione ASARP di Cagliari è un ulteriore segnale di attacco ai familiari delle persone che soffrono di disturbi mentali. Non possiamo accettare che vengano cancellati 36 anni di lotta a tutela dei diritti di questi cittadini. Non possiamo accettare che non si trovi un’alternativa perché possano continuare a svolgere il loro compito più che meritorio, compito che invece dovrebbe ottenere un maggior riconoscimento e rispetto da parte delle Istituzioni.

Se per altri settori il lavoro dei volontari viene premiato, e diciamolo anche giustamente, non si riesce a comprendere perché coloro che si occupano di salute mentale vengano invece puniti per il loro operato.

Come Associazione di familiari, non possiamo che essere dalla parte delle giuste rivendicazioni dell’ASARP.

Il bonus psicologo? Progetto spot, ha solo un effetto illusorio

di Massimo Cozza da la Repubblica – Salute del 01/03/2022

Alla fine il “bonus psicologo” è arrivato nel Milleproproghe approvato dal Parlamento, con due diverse progettualità contenute nello stesso emendamento finale, una tesa al potenziamento del servizio pubblico, l’altra di natura privatistica rispondente alla politica del voucher, con un impegno economico complessivo quasi simbolico.
Al di là dell’enfasi mediatica e politica, rispetto ai 50 milioni bocciati nella Legge di Bilancio, vengono stanziati 20 milioni di euro, dei quali 10 destinati ad assunzioni per i servizi di salute mentale delle ASL, con un segnale positivo per il SSN, ed altri 10 per il vero e proprio “bonus psicologo”, che potrà riguardare una platea molto ristretta di circa 16mila cittadini, da regolamentare con successivo decreto interministeriale.

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Ancora un’altra vittima della contenzione

di Marinella Cornacchia Presidente A.RE.SA.M. ODV

Wissem Abdel Latif si è aggiunto al già lungo elenco di morti in SPDC o durante le procedure di TSO.
Continuiamo a chiederci perché tutto questo, malgrado i reiterati appelli, le azioni giudiziarie.
Esperienze negative nel passato ce ne sono state, tante, troppe e dopo ogni drammatico evento abbiamo ascoltato e letto fiumi di parole contro questo modo di operare. Poi le luci si spengono e tutto rimane come prima. Fino alla morte successiva.
Ora però la stessa Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, alla luce del continuo ripetersi di questi fatti, per la prima volta ha messo sotto sorveglianza lo stato Italiano su questa pratica, molte volte utilizzata per sopperire alla carenza di medici e infermieri.
Che un’indagine debba essere svolta è fuori di ogni dubbio, ma si dovrebbe partire esaminando correttamente come è stato ridotto, a forza di ridimensionamenti e tagli, tutto il sistema territoriale della salute mentale. Solo in questo modo si potrà, forse, porre rimedio una volta per tutte a carenze organizzative, strutturali ma soprattutto culturali che stanno portando l’Italia indietro di oltre 40 anni nell’approccio alla cura e alla riabilitazione delle persone che soffrono di disturbi mentali.