Conferenza nazionale salute mentale: incontro con la Ministra Giulia Grillo

da  www.conferenzasalutementale.it

Si è svolto lunedì 18 marzo 2019 alle 12.30 presso il Ministero della Salute l’incontro, con la Ministra e il suo staff, richiesto dal Comitato Promotore della Conferenza nazionale salute mentale per presentare l’iniziativa del 14-15 giugno.
Hanno partecipato:
Vito D’Anza, Antonello D’Elia, Maria Grazia Giannichedda, Fabrizio Starace in rappresentanza del Comitato promotore della Conferenza;
Giulia Grillo Ministra della SaluteGiuseppe Amato, capo segreteria tecnica; Salvatore Sciacchitano, capo segreteria del sottosegretario alla Salute on. Armando Bartolazzi; Lucilla Vazza, capo ufficio stampa. Continue Reading…

Salute mentale. Presentata risoluzione PD in Commissione Affari sociali. “Promuovere l’inclusione sociale e superare le attuali differenze regionali”

La salute mentale entra nel dibattito politico alla Camera. Nella giornata di ieri in Commissione Affari Sociali è iniziata la discussione su una risoluzione del PD presentata a prima firma da Vito De Filippo. Ad illustrarla ai colleghi della XII Commissione è stata Giuditta Pini (PD) segnalando in primo luogo l’esigenza di dare risposta alle richieste dei pazienti e delle loro famiglie e ricordando che sono oltre 800.000 le persone assistite dai dipartimenti di salute mentale.

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Psichiatria e giustizia

Riteniamo importante diffondere questo comunicato del Coordinamento Salute e Giustizia:

“Cari Colleghi,

negli ultimi decenni abbiamo assistito al travagliato percorso di riforma che ha portato al trasferimento delle funzioni sanitarie, nei confronti di detenuti e internati, dal Ministero della Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale e implicato la storica chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e la conseguente istituzione delle REMS (cfr. Decreto-Legge 31 Marzo 2014 n. 52:«Disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari»).
I principi di riferimento che hanno ispirato questa riforma sono eticamente ineccepibili e riguardano:

  1. la parità di trattamento tra individui liberi e detenuti o internati,
  2. la realizzazione di una piena collaborazione interistituzionale,
  3. il rispetto della dignità dei detenuti,
  4. la messa in atto di progetti mirati al reale recupero dei soggetti sottoposti a limitazione della libertà personale e il perseguimento della continuità terapeutica.

Lo scarto tra l’ideale, che muove la riforma, e la realtà della sua attuazione, ci impone delle riflessioni, in quanto, come tutti gli scarti tra ideale e reale, presenta delle insidie con le quali istituzioni, professionisti e utenti dei nostri servizi si confrontano quotidianamente.
L’attualità del nostro lavoro ci porta sempre più spesso a lavorare nella cura e riabilitazione di utenti con problemi legati a condotte che portano a provvedimenti legali.
Tali situazioni, senza un’adeguata cornice metodologica ed epistemologica, riattivano nel personale curante i disagi legati ad una questione che intendevamo superata con la legge 833/78 (legge 180).
Il disagio riguarda tutte quelle situazioni in cui, nello svolgere il nostro mandato istituzionale di “cura”, riceviamo ingiunzioni concernenti l’inserimento nei diversi percorsi di trattamento psichiatrico (da SPDC, CSM, cliniche, comunità terapeutiche, ecc.) di persone che hanno compiuto agiti antisociali di cui non abbiamo avuto il tempo di valutare le condizioni psichiche. Continue Reading…