Tempi e contesti in salute mentale. La cura tra assistenza primaria e riabilitazione

Roma, 1 e 2 ottobre 2026 – Città dell’altra economia -ex Mattatoio di Testaccio – Largo Dino Frisullo snc

L’evento, in maniera ambiziosa, vuole anche fornire strumenti di analisi e di comprensione su alcune altre questioni “nuove e dirimenti” che attraversano oggi il sistema e che possono segnare la dissoluzione definitiva della cultura della salute mentale di comunità o il suo rilancio quali ad esempio: il rapporto con le varie articolazioni dei servizi di base (case della salute, psicologo di assistenza primaria, ecc.), il rapporto con la magistratura e tutta la vicenda di utenti autori di reato, il budget di salute, ecc
Il Corso in definitiva, arricchito dalla pluralità di punti di vista disciplinari, si muoverà lungo due binari: – una riflessione maggiormente di tipo speculativo sui paradigmi complessi nella determinazione della salute e della sofferenza mentale e le relative implicazioni epistemologiche e sulla articolazione dei sistemi di intervento; – una riflessione a partire dalla descrizione di esperienze concrete di intervento che si muovono in un’ottica anti
istituzionale e che agiscono nel quotidiano.

Per visualizzare il programma, cliccare sul link sottostante:

PROGRAMMA-non-definitivo_ECM

Comunicato Stampa sull’argomento “COMUNITA’ URBANIA”

Comunicato x Comunità Urbania Clicca il link per leggere il comunicato

A seguire una serie di articoli sul tema, che hanno portato alla diffusione del comunicato.

Sanita’: Bonafoni (Pd Lazio), centro psichiatrico San Basilio va riaperto – RomaDailyNews

Piazza Urbania, istituzioni al lavoro per la riapertura del presidio di salute mentale – 2duerighe

San Basilio, tre anni senza la comunità psichiatrica. Il quartiere chiede la riapertura: «Dietro quei cancelli ci sono persone lasciate sole»

ATER Roma Regione Lazio NON… – Riprendiamoci San Basilio | Facebook

San Basilio la comunità psichiatrica Urbania è chiusa da tre anni ma la Asl continua a pagare una guardiania H24 | È una vergogna

Ci sono più matti o più cattivi?

È una domanda comprensibile, ma spesso fuorviante. Pretende infatti di dividere l’umanità in due blocchi netti: da un lato i “matti”, incapaci di capire ciò che fanno; dall’altro i “cattivi”, pienamente consapevoli e moralmente responsabili. La pratica clinica, la criminologia e la giurisprudenza raccontano una realtà assai più complessa. Non tutti i pazienti psichiatrici sono violenti. Non tutti i delinquenti sono malati. E non ogni atto di violenza può essere tradotto in diagnosi.

 

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Bologna, muore durante intervento di polizia. Snami: “Serve un modello operativo integrato tra emergenza sanitaria e forze dell’ordine”

Snami Emilia-Romagna dopo i tragici fatti del Pilastro: “Evitare giudizi sommari e aprire una riflessione di sistema. Per servire gli stati di agitazione psicomotoria servono protocolli condivisi, formazione congiunta e risposte sanitarie tempestive e di livello Advanced”.

Lo Snami Emilia-Romagna interviene sulla morte di un uomo, il 19 luglio nel quartiere Pilastro di Bologna, durante un intervento delle forze dell’ordine e del sistema di emergenza sanitaria, esprimendo innanzitutto il proprio cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia della persona deceduta e a tutte le persone coinvolte, ma anche per sottolineare come sia necessario da una parte evitare giudizi sommari, ma dall’altra aprire una riflessione.

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Border line, depressione, schizofrenia, bipolare: la rivoluzione che dai geni porta alle nuove terapie

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Cosa dicono gli studi più recenti sulle mappe genetiche, biomarker e cure mirate

La psichiatria sta uscendo dall’era delle diagnosi solo cliniche, per guardare alle mappe genetiche, ai biomarker e alle terapie mirate. Cominciamo dalle novità sul disturbo borderline di personalità.

Una difficoltà cronica a regolare le emozioni, le relazioni e il senso di sé. La persona con DBP sente tutto al volume 10. L’abbandono fa male come una ferita fisica, la rabbia esplode, il vuoto è reale. Ma il cervello può reimparare a regolare. Con la terapia giusta, la maggior parte delle persone migliora moltissimo entro 5-10 anni. Non è una debolezza di carattere ma un disturbo con basi biologiche, psicologiche e sociali. E oggi abbiamo sia la mappa genetica che le mappe per uscirne.

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La morte di un uomo e il fallimento delle risposte istituzionali

Gentile Direttore,
permettimi di proporre qualche riflessione sull’orribile morte di un uomo a Bologna avvenuta poche ore fa. Mi pare di ritrovare più livelli di una potenziale e benefica discussione pubblica e disciplinare che come Psichiatria Democratica auspichiamo.

Tra i temi letti o ascoltati si parla di appropriatezza delle manovre di immobilizzazione, di pratiche violente non governate da adeguate formazioni specifiche mirate a neutralizzare chi mostra comportamenti violenti o inspiegabili, magari improntati a minacce o persecutorietà. Azioni sbagliate di fronte a necessità di intervento imposte dalle condizioni della persona rubricabili, a spanna, nel novero della follia. Un dubbio tuttavia viene. Siamo così sicuri che sia solo questione di metodi, di tempi massimi di pressione fisica esercitata, di mosse corrette o mal applicate e di formazione non ricevuta per eseguirle in modo adeguato?

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