Dopo l’assemblea pubblica del 12 novembre: “Dalla psichiatria repressiva e custodialistica alla salute mentale comunitaria” L’Asarp, l’associazione sarda per l’attuazione psichiatrica, in occasione della giornata internazionale dei diritti umani, presenta un documento aperto sulle politiche di salute mentale finalizzato a favorire l’aggregazione il più ampia possibile di quanti in esso si riconoscono con l’obiettivo di migliorare il livello dell’assistenza e il benessere della comunità.
Noi intendiamo la salute mentale non come sinonimo della parola “psichiatria” ma in un’accezione molto più ampia, che collega il benessere individuale con il tipo di funzionamento della società in cui vive. Una società orientata alla solidarietà e all’inclusività avrà ripercussioni ben diverse rispetto a quella fortemente competitiva, selettiva e repressiva.
La nostra attenzione, perciò, non si focalizza principalmente sulla persona in quanto “malata” ma sulle condizioni che favoriscono buone relazioni tra i cittadini e con le istituzioni. Consideriamo la guerra. e tutto ciò che ad essa porta, come l’antitesi della salute mentale in quanto interrompe totalmente una quotidianità dedicata al prendersi cura gli uni degli altri e concentra tutte le risorse per la distruzione del nemico, con grande spregio della vita umana. Le numerose e atroci guerre in aumento in tutti i continenti denotano l’incapacità mondiale di gestire i conflitti con il dialogo in un contesto quasi totalmente privo del diritto internazionale.