Salute mentale in crisi: meno personale e servizi, più psicofarmaci e accessi al PS

di Massimo Cozza da www.quotidianosanita.it

“Adesso, c’è però una occasione storica da non perdere, con la possibilità di nuove risorse europee, da destinare in particolare alla sanità. Per quanto riguarda la salute mentale non si tratta solo della priorità di investire nelle risorse umane e sui servizi territoriali, ma di implementare le modalità di lavoro di tipo comunitario, a partire dal budget di salute che per la prima volta è stato inserito in una legge (L. 77/220 di conversione del Decreto Rilancio), rivolto all’assistenza anche delle persone con disturbi mentali.
Si tratta di coniugare le risorse sociali e sanitarie di ciascun utente, della famiglia e della comunità locale, compresi il volontariato e il terzo settore, per offrire risposte complessive e flessibili, da adottare per ciascuna persona sulla base della sua storia.”

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Conferenza Salute Mentale: lettera al Ministro della Salute Roberto Speranza

Il coordinamento nazionale della Conferenza Salute Mentale ha inviato una lettera al Ministro della Salute Roberto Speranza chiedendo un provvedimento specifico per la salute mentale e per tutte le situazioni di fragilità sanitaria e sociale, che abbia validità vincolante per tutte le Regioni e che superi le gravi limitazioni della libertà che perdurano a carico dei sofferenti psichici. Nella lettera si propongono anche soluzioni concrete, basate su alcune buone pratiche.

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Contro il letto, falso sinonimo di cura

Da La Rivista delle Politiche Sociali  – Rubrica Covid 19: riflessioni sull’emergenza e oltre
di Benedetto Saraceno

Il letto in ospedale e il letto fuori dall’ospedale rappresentano l’unica risposta del sistema sanitario. La Pandemia del Covid ha mostrato a tutti i cittadini come i letti nei reparti di terapia intensiva e rianimazione siano stati e continueranno ad essere un presidio fondamentale per la cura di quei pazienti gravi bisognosi di interventi intensi e intensivi. La ecatombe degli anziani nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) ha mostrato come persone in età avanzata e spesso non autosufficienti «abitano» fondamentalmente in un letto. La questione che dobbiamo porci e con urgenza è quella del «letto» come unica e povera risposta del sistema sanitario, come se, prima e dopo il letto, non ci fossero fondamentali e spesso sufficienti risposte alla domanda di salute dei cittadini. Dobbiamo decostruire la nozione di letto come falso sinonimo di cura.

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Incontro della Consulta Regionale Salute Mentale con l’Assessore alla Sanità D’Amato

di Marinella Cornacchia

La Consulta Regionale Salute Mentale ha incontrato il 21 luglio u.s. l’Assessore alla Sanità D’Amato.

La Presidente della Consulta Regionale nell’iniziare i lavori ha espresso l’auspicio che la riunione, richiesta dalla Consulta Regionale Salute Mentale, possa segnare un nuovo inizio di collaborazione e avere risposte a medio termine sui temi che più volte erano stati segnalati:

  • Nuovo Piano Sanitario Regionale
  • Situazione sulla compartecipazione dopo la sentenza del Consiglio di Stato. Ha intenzione la Regione di rispettarla attraverso i pagamenti da parte delle AASSLL? Sono stati segnalati ritardi di oltre un anno ed alcune AASSLL, si è scoperto, non avevano messo in bilancio tali pagamenti.
  • Stato dei servizi territoriali e ospedalieri anche riguardo alle nuove patologie.
  • Disomogeneità di organizzazione e di programmi (Atti Aziendali) nelle 10 AASSLL regionali anche contravvenendo il Progetto Obiettivo Nazionale e Regionale sulla salute mentale.
  • Protocollo 118, un atto autoritario dell’Ares portato avanti senza confronto, che allo stato attuale ha fatto lievitare i costi dei ricoveri a causa dei doppi ricoveri (prima nel SPDC più vicino e poi nel SPDC di spettanza, con doppie analisi ora obbligatorie causa covid-19).
  • Situazione trattamenti per adolescenti e DCA. Esistono Linee Guida ma in nessuna ASL è presente una filiera completa per la presa in carico.

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La Presidenza del Consiglio attiva un tavolo tecnico per migliorare la Legge n. 112/16

da www. www.anffas.net del 30 luglio 2020

Nel 2016 è stata emanata la Legge n. 112 sul “Durante, Dopo di Noi”, onde garantire misure innovative volte a sostenere i percorsi di acquisizione di autonomie e di progressiva fuoriuscita delle persone con disabilità dalla loro famiglia ed abitazione di origine per creare una propria esperienza da adulti verso il c.d. “dopo di noi”, ma “nel durante noi”.  A distanza di quattro anni si registrano luci ed ombre nell’applicazione della stessa, come messo costantemente in evidenza da Anffas attraverso il monitoraggio sull’intero territorio nazionale attraverso la propria rete associativa, nonché da un’ulteriore recente rilevazione in atto, i cui dati saranno disponibili nella prima decade di settembre.

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Legge Rilancio: semaforo verde ai budget di salute e al welfare di prossimità

da  www.vita.it del 19 luglio 2020

Giovedì scorso, il 16 luglio, in Senato è stata approvata la legge di conversione del decreto Rilancio che entra in vigore oggi. L’Assemblea di palazzo Madama ha ribadito, senza modifiche, il testo licenziato in prima lettura dalla Camera dei deputati.
Per la prima volta in un provvedimento legislativo nazionale, prevede un chiaro riferimento al welfare di prossimità ed ai Budget di Salute, riferimento che era assente nel testo del DL.
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
« 4-bis. Al fine di realizzare gli obiettivi di cui ai commi 3 e 4, il Ministero della salute, sulla base di un atto di intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, coordina la sperimentazione, per il biennio 2020-2021, di strutture di prossimità per la promozione della salute e per la prevenzione, nonché per la presa in carico e la riabilitazione delle categorie di persone più fragili, ispirate al principio della piena integrazione socio-sanitaria, con il coinvolgimento delle istituzioni presenti nel territorio, del volontariato locale e degli enti del Terzo settore senza scopo di lucro. I progetti proposti devono prevedere modalità di inter-vento che riducano le scelte di istituzionalizzazione, favoriscano la domiciliarità e consentano la valutazione dei risultati ottenuti, anche attraverso il ricorso a strumenti innovativi quale il budget di salute individuale e di comunità».

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