Lazio, persone con disabilità e caregiver ancora “confinati”: ferme le attività

di Chiara Ludovisi da www.redattoresociale.it del 26 giugno

ROMA – L’Italia è ripartita e gli italiani stanno partendo: ma mentre tanti preparano i bagagli per un’estate in cui tutto sembra sempre più “normale”, niente è tornato alla normalità per le persone con disabilità e le loro famiglie. E’ quanto accade nel Lazio, dove le Consulte regionali, cittadine, alcune municipali e diverse associazione denunciano l’impossibilità, tuttora, di fruire di servizi e attività.

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Una svolta per il terzo settore. La sentenza della Corte Costituzionale

di Francesca Danese Responsabile forum terzo settore Lazio da www.cinquequotidiano.it del 29 giugno

Co-progettazione e co-programmazione siano davvero le parole d’ordine del futuro immediato, anzi del presente di tutti i territori a partire da Roma Capitale! Finalmente, una sentenza fondamentale della Consulta – per ora sfuggita ai radar dei resoconti giornalistici – stabilisce che Pubblica amministrazione e Enti del Terzo settore hanno la medesime finalità di “perseguire il bene comune” e fonda un modello di relazione tra Pa ed Ets «sulla convergenza di obiettivi e sull’aggregazione di risorse pubbliche e private per la programmazione e la progettazione, in comune, di servizi e interventi diretti a elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale, secondo una sfera relazionale che si colloca al di là del mero scambio utilitaristico».

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Invalidi civili totali: la legge non assicura “i mezzi necessari per vivere”

da Ufficio Stampa della Corte Costituzionale –  Comunicato del 24 giugno 2020

285,66 euro mensili, previsti dalla legge per le persone totalmente inabili al lavoro per effetto di gravi disabilità, non sono sufficienti a soddisfare i bisogni primari della vita. È perciò violato il diritto al mantenimento che la Costituzione (articolo 38) garantisce agli inabili.
Lo ha stabilito la Corte costituzionale nella camera di consiglio svoltasi ieri, 23 giugno 2020, esaminando una questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte d’appello di Torino.

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Dalla legge sul dopo di noi al Coronavirus: l’urgenza di ripensare l’assistenza per anziani e disabili

di Annamaria Parente da www.vita.it del 22/06/2020

La legge sul dopo di noi, che proprio oggi compie quattro anni, in seguito alla terribile epidemia da Coronavirus è diventata ancora piú attuale e più urgente la sua realizzazione in toto. Tanto è vero che il Decreto Rilancio all’articolo 104 ha aumentato di 20 milioni per il 2020 il Fondo per l’assistenza alle persone con disabilitá grave prive del sostegno familiare, previsto dalla normativa. Attualmente la situazione dell’attuazione piena della legge è ancora critica e, soprattutto, a macchia di leopardo nelle varie regioni, come si evince dalla seconda relazione trasmessa alle Camere a gennaio di quest’anno sullo stato di attuazione della legge 112/2016 e che si riferisce all’anno 2018.

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5×1000: aiutaci ad aiutare!!

Per tutti noi è stato un periodo difficile, che ha segnato la vita di molti e che ci ha ulteriormente confermato che la condivisione, l’aiuto ed il sostegno reciproco sono beni preziosi che non possiamo tralasciare o dimenticare quando tutto sarà finito.

Anche durante la chiusura forzata la nostra Associazione ha continuato a lavorare per mantenere viva l’attenzione sulle nostre tematiche, per segnalare e sollecitare le Istituzioni su interventi emersi anche a causa della pandemia, tenendo informati ed aggiornati i soci e sostenitori sullo scenario che stiamo attraversando, utilizzando anche i canali telematici.

Questo nostro lavoro ha però bisogno di una base economica perché, anche come Organizzazione di Volontariato, molti sono gli obblighi di legge che, a prescindere dalla situazione, devono comunque essere soddisfatti.

Come dice il nostro appello AIUTACI AD AIUTARE, ti ricordiamo che puoi sostenerci, oltre che con le iscrizioni, anche attraverso la tua dichiarazione del 5 per mille che puoi divulgare ai tuoi amici e alle persone che conosci affinché possano concretamente dare il loro contributo perché la nostra voce non si spenga.

Chi volesse iscriversi all’Aresam, condividendone lo spirito e gli obiettivi, esplicitati nello Statuto , può far par pervenire la propria domanda di adesione attraverso la mail aresam@tiscali.it oppure contattare telefonicamente l’Associazione.

Come cambierà la salute mentale dopo la pandemia. Intervista a Fabrizio Starace

da www.manifestosardo.org  del 16 giugno 2020

L’emergenza Covid-19  ha messo in luce la fragilità delle politiche per la salute mentale, un settore con risorse e servizi sempre più ridotti. La rivoluzione di Franco Basaglia per le organizzazioni aderenti alla Conferenza nazionale per la salute mentale, sembra essersi fermata nei pochi territori che hanno applicato la legge 180, la riforma psichiatrica che ha superato la logica del manicomio.

“Per la prima volta, dopo anni di definanziamento, avremo a disposizione fondi da collocare sulla sanità e se perdiamo questa occasione non ci saranno altre possibilità” Sono le parole di Fabrizio Starace, psichiatra, direttore del Dipartimento di salute mentale di Modena, professore di psichiatria sociale all’Università di Modena e Reggio Emilia, presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica e componente del Consiglio Superiore di Sanità. Nell’aprile dell’emergenza, è stato nominato nella task-force presieduta da Vittorio Colao per la “fase due”.

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La salute mentale è un buon investimento

di Stefano Cecconi e Fabrizio Starace da www.collettiva.it del 06/06/2020

Stefano Cecconi, responsabile nazionale Cgil sanità, non autosufficienza, integrazione socio sanitaria, e direttore di Rps, la Rivista delle Politiche Sociali, dialoga qui con Fabrizio Starace, presidente della Società italiana di epidemiologia psichiatrica (Siep), componente del Consiglio superiore di sanità, componente del comitato di esperti in materia economica e sociale della presidenza del Consiglio per la Fase 2 dell’emergenza Covid.

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