Covid-19: la tutela della salute mentale deve diventare uno degli obiettivi cruciali della strategia per contrastare i danni dell’epidemia.

Pubblichiamo l’Appello rivolto a Governo e Regioni:

L’A.RE.SA.M. ODV ha aderito all’Appello, se condividete e volete aderire SCRIVETE  A: info@conferenzasalutementale.it 

  • L’emergenza determinata dall’epidemia Covid-19 ha pesanti effetti sulla vita di tutti i cittadini, ancor più gravi per le persone con sofferenza mentale, per i più anziani, per le persone con disabilità e con malattie croniche.
  • E’ unanimemente riconosciuto che questa emergenza determinerà conseguenze a lungo termine. I disagi dell’attuale situazione, e la crisi economica e occupazionale che si profila, rischiano di provocare forti sofferenze nel corpo sociale, che devono essere affrontate con misure economiche e occupazionali; e che non devono essere rappresentate come problema psichiatrico, oggetto di un’ennesima diagnosi.
  • Pur tuttavia vanno sottolineate gravi preoccupazioni per la salute mentale delle popolazioni. L’OMS, nella consultazione sul Global Action Plan (2020-2030), ha aggiunto un obiettivo riguardante “La salute mentale nelle emergenze umanitarie”. E proprio in questi giorni è stata diffusa la Guida OMS “COVID-19: Guida operativa per mantenere i servizi sanitari essenziali durante un epidemia”, che indica tra i servizi essenziali da garantire quelli riferiti alle persone con problemi di salute mentale e più in generale alle persone non autosufficienti e con patologie croniche.
  • La tutela della salute mentale deve diventare dunque uno degli obiettivi cruciali della strategia più generale per contrastare i danni dell’epidemia Covid-19.
  • In Italia ancora non è così. Le importanti misure disposte dal Governo per il potenziamento delle risorse del SSN e del personale impegnato in prima fila per fronteggiare l’emergenza della pandemia da Covid-19 non tengono conto della salute mentale.
  • Mentre tutta la sanità è sottoposta a un grandissimo stress e ad una sfida senza precedenti, la salute mentale, i suoi utenti, le famiglie, gli operatori, soffrono in silenzio. L’impoverimento dei servizi, la loro riduzione e accorpamento, la carenza del personale, già presenti e denunciati da molti anni, si sommano al fatto di essere messi oggi in coda alla lista delle priorità di salute. Paghiamo oggi lo scotto di una lunga assenza o di una debolezza dei governi centrali e locali nel contrastare il riduzionismo assistenziale (poca assistenza domiciliare, poca rete nelle comunità locali, un’escalation di impiego farmaci a lunga azione, carenti interventi per l’inclusione sociale) in perfetta linea con la “trilogia” predominante: visita ambulatoriale, ricovero in SPDC, invio in strutture residenziali, un circuito che favorisce la cronicità e non la ripresa e la guarigione delle persone. Eppure una delle convinzioni maturate in questa pandemia è che il mantenimento e il rafforzamento dei presidi territoriali sono decisivi per sconfiggere il Covid 19.
  • In questa emergenza, si rischia la catastrofe del sistema territoriale di salute mentale italiano. Occorre agire immediatamente.
  • Per la tutela della salute pubblica bisogna garantire il funzionamento della rete territoriale della Salute Mentale, come dei servizi territoriali rivolti agli anziani, alle persone con disabilità, alle persone con malattie croniche.
  • Riteniamo necessario che il Governo d’intesa con le Regioni emani disposizioni chiare valide su tutto il territorio nazionale chiarendo che i servizi di prossimità devono garantire ovunque le attività terapeutiche e riabilitative, rispettando le misure di prevenzione e protezione per operatori e cittadini-utenti, e indicando esplicitamente le tipologie di attività da garantire. Questo orientamento è tanto più necessario di fronte a scelte difformi tra le regioni.
  • Servono ulteriori e più stringenti disposizioni rispetto a quelle contenute nelle attuali norme, per:

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SIDiN – Scudo per il distress psichico da COVID-19

Pubblichiamo i “Consigli per la gestione del CoViD-19 e dei fattori di distress psichico associati per le persone con disabilità intellettiva e autismo con necessità elevata o molto elevata di supporto” a cura della SIDiN (Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo) in collaborazione con con altre realtà e associazioni che si che si occupano di disabilità e autismo.

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Grave interruzione dei servizi di salute mentale – richiesta di intervento urgente

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dalla Presidente dell’UNASAM al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro della Salute Roberto Speranza sulle diverse anomalie organizzative dei servizi di Salute Mentale in relazione all’emergenza sanitaria in atto.

 

Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte
Alla cortese attenzione del Ministro della Salute Roberto Speranza

La scrivente, nella sua qualità di Presidente Nazionale dell’Unione delle Associazioni per la Salute Mentale (associazioni di familiari e utenti impegnate nelle regioni d’Italia), chiede un intervento urgente delle SS.LL su quanto di grave segnalato dai familiari e dalle Associazioni.

In tante realtà territoriali i centri di salute mentale (su disposizione dei Direttori Sanitari, o dei dipartimenti di salute mentale, o delle stesse regioni), hanno sospeso la loro “attività ordinaria”. Non accolgono i pazienti nei servizi con la motivazione che non hanno i dispositivi di sicurezza (solo urgenze e emergenze), hanno sospeso tutte le attività riabilitative, alcuni servizi sono letteralmente blindati col personale dentro e la porta chiusa a chiave. Mentre in altre realtà (da noi verificate), gli operatori, adottando tutte le misure di sicurezza, continuano a garantire assistenza e cure sia nei servizi  che al domicilio dei pazienti. Siamo quindi fortemente preoccupati da una situazione che potrebbe essere fuori controllo. I servizi di salute mentale già soffrivano di una condizione di grande fragilità e disomogeneità sia nella organizzazione dei servizi che nelle pratiche operative. E nella situazione attuale in cui le persone fragili devono essere semmai maggiormente sostenute, questo comportamento oltre che inaccettabile è ad alto rischio per la salute dei cittadini.

Chiediamo quindi un provvedimento urgente che chiarisca, su tutto il territorio nazionale, quali interventi devono garantire i servizi di salute mentale per non abbandonare né danneggiare le persone con disabilità psichica  e le loro famiglie.

Chiediamo di essere informati sulle misure che si intendono assumere.

Con stima.

La Presidente
Gisella Trincas

 

 

 

 

 

 

Per superare la contenzione in psichiatria

di Giovanni Rossi da www.conferenzasalutementale.it

Il rispetto della persona, dei diritti umani, dovrebbe essere premessa necessaria a qualsiasi iniziativa di cura.

Il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura dovrebbe essere vissuto come uno spazio accogliente e protetto, una retrovia dove, chi ne abbia la necessità possa ritirarsi, quel tanto che serve. Per poi tornare sul fronte, nella vita reale. Non da solo ma con al fianco altri servizi, quelli territoriali che sappiano giustapporre progetto di vita e progetto di cura. Così configurato lo spazio ospedaliero dovrebbe saper accogliere la crisi, consentire di elaborare la sconfitta per ridefinire nuovi traguardi.

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Rems, Pecchioli: transitorietà strutture a rischio

da www.dire.it – Newsletter Psicologia del 25 febbraio 2020

A seguito della chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) con la legge 81/2014, in via residuale, eccezionale e in maniera transitoria, le Residenze esecutive per le misure di sicurezza (Rems) ospitano persone affette da disturbi psichici che hanno commesso dei crimini, “là dove le misure non detentive non siano assolutamente praticabili”, si legge nella pratica 521/2018 del Csm.
“Molte persone, infatti, negli Opg erano detenute impropriamente. Si parlava di ‘ergastoli bianchi’, di persone che in assenza di colpa venivano abbandonate” all’interno di queste strutture, che assomigliavano più a istituti di pena che a degli ospedali. Anche nelle Rems, ora, “questo rischio si ripropone se non si collegano i processi e se non si danno ai servizi risorse, strumenti, idealità”.  A fornire un quadro dettagliato della storia, la rilevanza e le criticità della maggiore riforma della Salute mentale in Italia, è Vanni Pecchioli, psicologo, presidente della cooperativa sociale integrata ‘Conto alla Rovescia’ e membro del Coordinamento della Regione Lazio dei centri diurni riabilitativi.

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