Salute mentale: ritrovare il coraggio e la condivisione politica e sociale dei tempi di Basaglia

di Girolamo Digilio da www.quotidianosanita.it – Lettere al direttore del 19 luglio 2021

Gentile Direttore,

ho letto con molto interesse il documento del Collegio Nazionale dei Dipartimenti di Salute Mentale sulla recente Conferenza nazionale per la Salute mentale per la quale si parla di “falsa partenza” e condivido gran parte dei principi enunciati, delle considerazioni svolte e delle proposte avanzate. C’è un punto tuttavia che, a mio avviso, meriterebbe di essere ulteriormente approfondito ed è quello della coerenza fra la enunciazione di principi, di progetti e di proposte e i comportamenti personali e professionali, un punto che molto spesso marca drammaticamente la distanza fra il dire e il fare.
La questione assume una spiccata valenza etica e riguarda non solo il ceto politico in quanto detentore di un decisivo potere esecutivo ma anche, nelle sue scelte quotidiane, ciascuno di noi, in quanto cittadino, utente dei servizi, operatore o professionista.
Nella storia del movimento che, intorno a Franco Basaglia, ha portato ad una trasformazione radicale della scienza e della pratica della psichiatria, alla chiusura dei manicomi e alla costruzione degli assi portanti dei DSM spiccano i comportamenti di numerose personalità che in un contesto assai difficile, operando all’interno del sistema con coraggio e grande tenacia riuscirono a dimostrare la superiorità della presa in cura globale rispetto alla cura intesa come internamento e repressione del paziente e a imporre la concezione della salute mentale di comunità.

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Piccole distrazioni con grandi conseguenze. L’On. Buratti e la certificazione dei matti…

di Antonello D’Elia da www.psychiatryonline.it del 22 luglio 2021

C’era una volta una legge dello stato che, nel 1978, sancì che chi nella vita patisce problemi comportamentali che rispecchiano una sofferenza mentale va trattato come una persona affetta da un male che va curato e non isolato dal resto del mondo in spazi chiusi che erano chiamati manicomi. Era scritto in quella legge che con l’ordine pubblico, il sistema di polizia e quello giudiziario quella persona ammalata da curare non aveva a che fare: a interessarsene sarebbe stata la sanità pubblica perché nessuno può essere accusato di essere malato.
C’era una volta, anzi proprio oggi, un deputato del Partito Democratico, il solerte commercialista toscano Umberto Buratti, che propone e vede approvato un emendamento al cosiddetto Recovery Fund, per cui chi dovesse essere sottoposto nella vita a un ricovero obbligatorio in ospedale in un reparto di psichiatria, debba essere segnalato al prefetto e agli uffici e comandi di polizia. Con questa geniale trovata si eviterebbe che persone che hanno o hanno avuto degli scompensi psichiatrici possano acquistare e detenere armi e conseguire la relativa autorizzazione a farlo. Finalmente nessun matto certificato potrà sparare all’impazzata per le strade del nostro bel paese!

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Primo diploma di scuola media nella Rems di Palombara Sabina

da www.regione.lazio.it/garantedetenuti/

Il 10 giugno 2021 il primo degli ospiti delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) iscritti alla scuola ha conseguito il diploma di licenza media inferiore. E’ quanto si apprende da una nota di ringraziamento del direttore del Dipartimento salute mentale e dipendenze patologiche (Dsmdp) della Asl Rm 5, Giuseppe Nicolò.
La Asl Rm 5 nel novembre 2019 ha iniziato un percorso di collaborazione con le istituzioni scolastiche, avviato con la stipula di un protocollo d’intesa con il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti 3 (Cpia 3) di Roma, che ha portato nell’ultimo anno scolastico all’istituzione di una classe dedicata agli utenti delle Rems. Sono stati coinvolti nel progetto tredici pazienti, ospitati nelle tre Rems aziendali, ognuno portatore di specifici bisogni educativi. Continue Reading…

Pubblicato il SAP per la Centralità Urbana S.Maria della Pietà

da https://www.facebook.com/campagnasipuofare/

È stato Pubblicato lo Schema di Assetto Preliminare per la Centralità Urbana S.Maria della Pietà. Che dovrebbe essere “Schema di Assetto Preliminare”. Ma “preliminare” è veramente una presa per i fondelli.
Le Delibere Regionali hanno già definito proprietà, funzioni, destinazioni e usi di 36 edifici su 37 e avviato i lavori esecutivi.
Gli uffici Urbanistici del Comune di Roma hanno dato sfogo alla loro creatività e inventiva, manco fossero Re Mida, per tentare di trasformare uno spezzatino di cose alla rinfusa in mano alla ASL RM1, in un Piano a Norma di Legge e il S.Maria della Pietà in un “travestimento” da Centralità Urbana che non è e, se la spuntano, non sarà mai.

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Trattamento obbligatorio, il Protocollo di Oviedo non tutela i diritti delle persone con sofferenza mentale

da www.societadellaragione.it del 21/05/2021

La Società della Ragione aderisce alla campagna “Withdraw Oviedo”, lanciata dallo European Disability Forum, e chiede al governo italiano di non dare il suo assenso al Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo in tema di trattamento involontario e di internamento involontario per i pazienti psichiatrici, che sarà votato dal Comitato di Bioetica del Consiglio d’Europa dall’1 al 4 giugno.
La bozza di protocollo aggiuntivo è contraria al diritto internazionale in materia di diritti umani, in particolare alla Convenzioni Onu sui diritti delle persone disabili e rischia di consolidare la istituzionalizzazione delle persone con disabilità mentale. Inoltre, legittima e rafforza la contenzione, senza alcun riferimento al superamento di questa pratica di violazione dei diritti umani.

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Riformare la formazione. Criticità e proposte per una salute mentale di comunità

Verso la Conferenza Nazionale 2021 seminario sabato 8 maggio 2021 ore 15 -18 online

Nessun curriculum formativo, universitario, regionale o delle singole ASL, mette al centro dell’apprendimento gli strumenti e le competenze necessarie per chi opera in servizi sanitari e di salute mentale che fanno lavoro di comunità o dovrebbero farlo, stando al dettato della legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale.
Con pochissime eccezioni, frutto di accordi locali, le facoltà di medicina e le scuole di specializzazione in psichiatria non preparano i giovani al lavoro di comunità; Continue Reading…