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CUD 2013 COME RICEVERLO PER POSTA
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A partire da quest'anno L’INPS non invia più per posta a casa di ciascuno la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, pensione ed assimilati (ovvero il CUD), ma esso dovrà essere reperito e stampato tramite internet dal sito istituzionale www.inps.it, secondo il percorso ''Servizi al cittadino - Fascicolo previdenziale per il cittadino - Modelli''. Tuttavia, giacchè naturalmente non tutti sono in grado per i più vari motivi di effettuare queste operazioni, e' stato attivato il numero verde 800.43.43.20 dedicato alla richiesta di spedizione del CUD al proprio domicilio, in aggiunta al tradizionale numero verde 803.164. Il numero e' gratuito per le chiamate da rete fissa e non e' abilitato alle chiamate da telefoni cellulari, per i quali e' invece disponibile il numero 06.164.164, a pagamento in base al proprio piano tariffario.
Il servizio, attivo 24 ore su 24 in modalità completamente automatica, e' supportato dagli operatori del Contact Center dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 20 ed il sabato dalle 8 alle 14.
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PIANO NAZIONALE SALUTE MENTALE 2012
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PRESENTATO DAL MINISTERO DELLA SALUTE IL NUOVO PIANO DI AZIONI NAZIONALE PER LA SALUTE MENTALE
Il 7 Dicembre u.s. il Ministero della salute ha presentato in Conferenza Unificata il nuovo Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale e la Commissione Salute delle Regioni ha dato parere favorevole al testo. Per l’approvazione dopo le osservazioni delle altre Istituzioni il testo dovrà tornare in Conferenza Unificata per il via libera definitivo. Nel documento viene detto esplicitamente che il piano dovrà essere attuato a parità di risorse attualmente impiegate, e già questa premessa fa capire che il piano stesso potrebbe risultare inadeguato dal punto di vista dei risultati, vista l’enorme carenza di risorse umane e finanziarie in cui versano i servizi territoriali. Per il resto il Piano si articola raggruppando aree omogenee di intervento e riconducendo i bisogni prioritari all’area “Esordi” (intervento precoce), all’area “Disturbi comuni”, all’area “Disturbi gravi e persistenti e complessi”, e infine all’area”Disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza”. La metodologia suggerita si fonda sulla necessità di lavorare per progetti di intervento, specifici e differenziati sulla base dei bisogni delle persone e della realizzazione di percorsi di cura che i Servizi di Salute Mentale, CSM e territoriali dovranno elaborare erogare sulla base delle necessità individuali. Di particolare rilievo è la nuova definizione del concetto di LEA nella salute mentale, inteso come “percorsi di presa in carico e di cura esigibili” e non come singole prestazioni, tenuto conto della particolare complessità, multifattorialità e necessità di trattamenti integrati per i disturbi maggiori, in relazione ai fattori di rischio biopsicosociale e agli interventi di riabilitazione ed inclusione sociale.
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LETTERA DI PROTESTA PER CHIUSURA SPDC
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LETTERA DI PROTESTA DELL’ARESAM (inviata a tutte le Autorità politiche e amministrative della Regione Lazio il 18 Gennaio 2013)
I familiari dell'ARESAM esprimono la loro profonda preoccupazione e la più viva protesta per la minacciata chiusura del SPDC di Frascati che costituirebbe una ulteriore tappa nel processo di smantellamento dei servizi pubblici per la tutela della salute mentale.
L’ARESAM denuncia la grave inadempienza della Regione Lazio a far fronte alle impellenti motivate e giuste richieste che pervengono dal mondo della salute mentale, nelle sue varie rappresentanze, per la gravissima situazione in cui versano alcuni SPDC della regione a causa della mancanza di organico per la sordità e la trascuratezza o indifferenza dell’Amministrazione.
Il SPDC di Frascati chiuderà i battenti il 1 febbraio, per garantire il funzionamento del SPSC di Albano, qualora le deroghe al personale non vengano tempestivamente assegnate. Il SPDC di Frascati, ha resistito per due mesi dalla paventata chiusura, grazie al sacrificio e senso di dovere e responsabilità di tutti gli operatori della Roma H, al sostegno, pazienza e speranza di utenti e familiari e al supporto delle istituzioni locali. La grave insufficienza per carenza di personale dei servizi territoriali e la riduzione dei posti letto dei SPDC rispetto agli standard previsti sono infatti causa di abbandono, cronicizzazione e istituzionalizzazione di molte persone con sofferenza mentale che potrebbero invece essere immesse in percorsi personalizzati di cura, riabilitazione e inclusione sociale e lavorativa di cui i familiari sono perfettamente consapevoli.
Se tagli dovevano e devono essere fatti , questi non debbono assolutamente riguardare l’aspetto legato alla psichiatria, né per quanto riguarda gli SPDC né per i servizi territoriali per la salute mentale (Centri di Salute Mentale, Centri Diurni ecc).
I familiari dell’ARESAM si appellano a codesta Amministrazione affinché risponda con tempestività alle istanze che provengono da operatori, pazienti, familiari e istituzioni, per impedire che i sofferenti psichici e le famiglie siano e si sentano sempre più abbandonati ed emarginati. ( F.to Anna Maria De Angelis - Presidente ARESAM)
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COMUINICATO PER SPDC FRASCATI
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inviato a tutte le autorità politiche e amministrative competenti il 19 Novembre 2012
"L’ARESAM, associazione regionale per la salute mentale Lazio, preso atto del comunicato della Direzione Generale dell’ Azienda Usl Roma H, che preannuncia la chiusura, a causa della carenza di organico, del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura presso l’ospedale San Sebastiano di Frascati per il giorno 20 novembre 2012, denuncia la gravissima situazione in cui si verrebbero a trovare i sofferenti psichici e le loro famiglie nel X Municipio di Roma (ASL RMB) e nei Distretti Sanitari RM H1 ( Frascati) e RMH3 (Ciampino).
L’ARESAM ricorda inoltre che il numero dei posti letto in tutta la Regione Lazio è oggi meno della metà dello standard previsto dalle norme vigenti (circa 200 posti letto contro i 500 dello standard nazionale); nello specifico i posti letto per il bacino di utenza di riferimento, X Municipio di Roma (ASL RMB) Frascati e Ciampino (ASL RMH), invece di essere 42 sono ad oggi solo 15 per una popolazione di 400.000 abitanti.
La chiusura del Servizio Psichiatrico di Frascati provocherebbe gravissime difficoltà oltre che sul territorio della Roma H, dove rimarrebbe aperto il solo SPDC di Albano, su tutta l’area metropolitana i cui servizi territoriali per la salute mentale sono penalizzati, a seguito dei pesanti tagli già subiti e dell'incuria dell'Amministrazione regionale, da gravi insufficienze di personale e già ora difficilmente riescono a mantenere i LEA, livelli essenziali di assistenza, e a fare fronte alla presa in carico territoriale dei nuovi utenti dismessi dagli OPG.
L'ARESAM chiede pertanto che la Regione Lazio intervenga immediatamente con una deroga al blocco del “turn over” per sanare la gravissima situazione del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Frascati ed evitare gli enormi danni alla salute delle persone con sofferenza mentale e alla collettività tutta dal definitivo smantellamento di un sistema di assistenza, cura, presa incarico che è costata decenni di fatica, impegno e lotta."(F.to A.M. DeAngelis - Presidente ARESAM)
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COMUNICATO DEL 3/10/2012
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SCANDALI E DIRITTI VIOLATI
Mai avremmo pensato di vivere una stagione così dolorosa.
A fronte dei sacrifici che vengono chiesti alla quasi totalità del paese, e soprattutto a coloro che sono ai margini, e i sofferenti psichici sono coloro che sono più ai margini, abbiamo notizia di sprechi, ruberie, spudoratezze. Una piccola parte dei soldi che i partiti della Regione Lazio hanno preso per sé sarebbe stata più che sufficiente per assicurare i sussidi, le attività di risocializzazione, i soldi ai centri diurni e il personale indispensabile per i servizi.
L’A.RE.SA.M. prende le distanze da quanti sono andati oltre ogni limite di immoralità e di malcostume intascando emolumenti spropositati e pertanto sottraendo risorse essenziali per l'assistenza ai malati e per il sostegno alle famiglie. L’ARESAM si impegna a condurre la propria battaglia per:
● la difesa dei diritti delle persone con sofferenza mentale (il diritto alla cura, il contrasto al pregiudizio, il diritto al lavoro e il diritto alla casa)
● il mantenimento dei LEA, Livelli Essenziali di Assistenza (continuità e appropriatezza della cura, omogeneità dei servizi erogati).
Gli scandali che hanno travolto la Regione Lazio hanno interrotto il rapporto di fiducia dei cittadini con i loro rappresentanti. In questa difficile situazione l’A.RE.SA.M. vuole dare il proprio contributo alla moralizzazione e alla ricostruzione di un sistema in grado di affrontare seriamente i gravissimi problemi della nostra società e in particolare quelli della salute mentale, dell’impoverimento e del disagio sociale, e ad utilizzare in pieno quel patrimonio di impegno civico, di competenze e di dedizione disinteressata rappresentato dalle associazioni di volontariato e da chi intende intraprendere questo percorso insieme.
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NOTIZIE DALLE ASL DELLA REGIONE
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SITUAZIONE DI GRAVI DIFFICOLTA’ NELLA ASL RMA Nella ASL RMA, come in tutte le altre della regione, si sta verificando una situazione di gravissima criticità che mette a rischio l’erogazione dei servizi , come ha recentemente in modo pressante denunciato la Consulta per la Salute Mentale alla Direzione Generale della ASL stessa. Il mancato rinnovo delle convenzioni per le case famiglia, gli ospedali e l’università , il mancato rinnovo dei contratti di lavoro per il personale “Precario a 23 mesi”, l’ambigua situazione dell’immobile di Via Bramante destinato a Casa Famiglia, dove ancora manca la delibera di attribuzione, l’assottigliarsi delle prestazioni psichiatrici da parte dei medici SUMAI sono solo alcuni dei gravi problemi che affliggono l’ASL e di conseguenza gli utenti e gli operatori stessi della salute mentale. La situazione di crisi economica che viviamo non può giustificare quella che appare come indifferenza verso le persone sofferenti psichici i quali, oltre alle medicine, hanno bisogno nel loro percorso di cura, di tutti gli interventi necessari alla loro riabilitazione sociale.(8 Novembre 2012)
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FALSI INVALIDI O VERE FANDONIE ?
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FATTORI AMBIENTALI E PSICOSI
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CONVEGNO SEME Aprile 2011
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Convegno naz. UNASAM 2011
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Comunicazione e salute mentale
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NUOVI MUNICIPI A ROMA
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CAMBIATI DENOMINAZIONE E CONFINI DEI MUNICIPI A ROMA
Il Consiglio Comunale di Roma nella seduta del giorno 11 Marzo u.s. ha deliberato in via definitiva una profonda modifica dei municipi di roma sia per quanto riguarda la loro copertura territoriale che la denominazione di molti di essi. Pertanto i nuovi municipi sono definiti nel seguente modo:
● Municipio Roma I: territorio definito dall’accorpamento dei contigui territori dei preesistenti Municipi Roma I e Roma XVII;
● Municipio Roma II: territorio definito dall’accorpamento dei contigui territori dei preesistenti Municipi Roma II e Roma III;
● Municipio Roma III: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma IV;
● Municipio Roma IV: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma V;
● Municipio Roma V: territorio definito dall’accorpamento dei contigui territori dei preesistenti Municipi Roma VI e Roma VII;
● Municipio Roma VI: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma VIII;
● Municipio Roma VII: territorio è definito dall’accorpamento dei contigui territori dei preesistenti Municipi Roma IX e Roma X;
● Municipio Roma VIII: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XI;
● Municipio Roma IX: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XII;
● Municipio Roma X: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XIII;
● Municipio Roma XI: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XV;
● Municipio Roma XII: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XVI;
● Municipio Roma XIII: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XVIII;
● Municipio Roma XIV: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XIX;
●Municipio Roma XV: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XX.
In pratica il numero dei municipi si riduce da 20 a 15. Alcuni di quelli preesistenti cambiano semplicemente denominazione (i precedenti IV,V,VIII,XI,XII,XIII,XV,XVI,XVIII,XIX,XX) e altri vengono assorbiti in quelli preesistenti.(leggi la Delibera)

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LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER I DISABILI.
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AGGIORNATE LE DISPOSIZIONI SULLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER I DISABILI
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una guida delle agevolazioni fiscali previste per i disabili aggiornata al Marzo 2013 sulla base delle disposizioni inserite a suo tempo nel bilancio di stabilità dello Stato. Tra le novità rispetto alle vecchie disposizioni vi è l’aumento dell’importo delle detrazioni di base spettanti per i figli a carico. In particolare dal 1° gennaio di quest’anno, per ogni figlio portatore di handicap, si ha diritto alla detrazione di 1.620 euro, se il figlio ha un’età inferiore a tre anni (fino al 2012 la detrazione era pari a 1.120 euro) e di 1.350 euro, se il figlio ha un’età pari o superiore a tre anni (era 1.020 euro, fino al 2012). Oltre a questo si deve segnalare l’aggiornamento delle norme relative alll’acquisto e la manutenzione dei mezzi di locomozione utilizzati, in via esclusiva o prevalente, dal portatore di handicap (autovetture, motoveicoli, motocarrozzette e altri veicoli), la detrazione per l’acquisto e la riparazione del mezzo, l’Iva ridotta al 4%, l’esenzione dal bollo auto e dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà. E’ stata introdotta anche la possibilità per la persona disabile di usufruire dell’aliquota Iva agevolata anche quando l’acquisto del veicolo avviene attraverso un contratto di leasing, con la clausola del passaggio di proprietà al disabile alla fine del periodo di leasing stesso (leasing transativo). Nella guida sono riportati infine le modalità da seguire anche per altri benefici previsti (es. abbattimento delle barriere architettoniche, agevolazioni per il sostenimento delle spese sanitarie, etc.). Per avere maggiori informazioni di dettaglio si può consultare la guida stessa. (Consulta la Guida alle Agevolazioni Fiscali per i Disabili)
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RINVIO CHIUSURA OPG - 25 Marzo 2013
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GLI OPG RIMARRANNO ANCORA APERTI
Dicono che gli OPG rimarranno aperti per un anno ancora, fino al 1° Aprile 2014. Il governo ancora in carica per la normale amministrazione lo ha fatto attraverso il Decreto Legge n.24 del 25 Marzo u.s., ribadendo peraltro che “i programmi regionali, da presentare al Ministero della Salute entro il 15 maggio 2013 devono favorire misure alternative all’internamento. Il programma, oltre agli interventi stru tturali, prevede attività volte progressivamente a incrementare la realizzazione dei percorsi terapeutico riabilitativi di cui al comma 5 e comunque a favorire l'adozione di misure alternative all'internamento negli ospedali psichiatrici giudiziari ovvero anche nelle nuove strutture di cui al comma 2, potenziando i servizi di salute mentale sul territorio." Il Decreto richiama dunque le Regioni alla loro responsabilità, visto che, malgrado i fondi messi a disposizione, esse non sono state capaci di rendere effettiva la chiusura decisa ormai da circa due anni. Si tratta di un amaro fallimento per tutto il mondo della salute mentale e per la politica che finora lo ha malamente governato, oscillando tra i timori (inconsci o meno) relativi agli aspetti giuridici del codice Rocco ancora in vigore che considera la sofferenza psichica un mero problema di sicurezza e ordine sociale, e l’urgenza di chiudere definitivamente un residuo manicomiale con tutti i suoi orrori mostrati pubblicamente dalla Commissione Marino. Per questo il Decreto prevede un “Commissario Unico” per le regioni inadempienti (che al 15.5.2013 non hanno presentato il programma o che successivamente non lo attueranno). Si spera che, malgrado l’incerta e confusa situazione politica del nostro paese, questa sia la volta buona. (Leggi il Decreto Legge n.24 del 25/3/2013)
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PENSIONI DI INVALIDITA' 26Marzo2013
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NUOVO ATTACCO ALLE PENSIONI DI INVALIDITA’
Come si ricorderà l’INPS lo scorso anno con una sua autonoma decisione, aveva stabilito che gli invalidi civili al 100%, per avere la pensione di invalidità, dovessero fare riferimento non più al reddito personale ma anche a quello del coniuge, creando così situazioni di fortissimo disagio sociale verso una fascia di popolazione tra le più deboli. Lo scorso 14 Gennai l'Istituto decise poi di ritirare la circolare 149 del 28 dicembre con cui aveva stabilito tale decisione, sotto la fortissima azione di contrasto da parte di associazioni e sindacato verso quello che si configurava come estremamente iniquo e vessatorio nei confronti del mondo della disabilità. Ora una recente sentenza della Corte di Cassazione (la n. 7320 del 22 marzo), secondo la quale ai fini dell'assegnazione della “lauta” ipensione agli invalidi civili assoluti (ben 270,00€ circa….sic) ribadisce nuovamente il vincolo del reddito familiare.
Anche se la sentenza non costituisce di per se legge, tuttavia essa potrebbe condizionare il confronto in corso fra INPS e Ministero del Lavoro su questo tema. Una proposta di legge che aveva lo scopo di chiarificare una volta per tutte la situazione fornendo una interpretazione definitiva delle norme alquanto confuse che regola la materia fu presentata in parlamento ma non giunse mai in aula nella scorsa legislatura. Ovviamente la questione va risolta politicamente e quindi la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) si è appellata a tutti i Parlamentari affinché quella Proposta non solo venga ripresentata, ma che sia anche calendarizzata al più presto, discussa e approvata. Infatti il rischio che, a causa di una decisione assunta nelle aule di un tribunale, migliaia di persone rimangano prive di protezione (già minima) è elevatissimo.
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SPDC DI FRASCATI 24Feb2013
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SOSPESA LA CHIUSURA DELL'SPDC DI FRASCATI
Il mese scorso la Direzione della Asl RMH aveva comunicato che, a causa dell’insufficiente dotazione di personale, sarebbe stata costretta a chiudere il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale di Frascati. La stessa decisione era stata presa circa due mesi prima ma, a seguito della fortissima azione di contrasto effettuata da associazioni, in primo luogo la nostra, dai sindaci dei paesi interessati e dai cittadini, tale decisione era stata procrastinata, tamponando temporaneamente la situazione con lo sforzo meritevole del personale delle strutture territoriali. Finalmente negli ultimi giorni la Regione Lazio ed il Commissario ad Acta hanno autorizzato l’assunzione in deroga per l’SPDC di 4 figure professionali, evitando così all’ultimo momento quello che sarebbe stato come una vera e propria Caporetto, con migliaia di pazienti psichiatrici di un territorio che comprende circa 400000 abitanti che avrebbero avuto a disposizione solo 15 posti letto nel SPDC dell’Ospedale di Albano, con affollamento dei pronto soccorso e trasferimenti in posti lontani, anche fuori regione, di pazienti necessitanti cure urgenti. Naturalmente non si può assolutamente considerare finita l’emergenza dei servizi psichiatrici nella ASL ed è ineludibile che la Regione Lazio prenda coscienza della necessità del loro potenziamento. Se a causa della pessima gestione della Sanità nella nostra regione negli scorsi anni e delle vere e proprie ruberie (ricordiamo i casi Poggiolini, Lady ASL etc) devono essere effettuati tagli, questi non possono e non devono assolutamente riguardare la Psichiatria, che ha perso negli ultimi anni oltre il 30% del personale in servizio, con l’impossibilità di garantire i livelli essenziali di assistenza anche nei servizi territoriali.
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30/1/2013 Assicurazione Sanitaria
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ASSICURAZIONE PER MALATTIE DEI PORTATORI DI HANDICAP MENTALI
Finalmente, dopo l’accordo del giugno 2012 tra ISVAP, ANIA e Associazioni (V. Notiziario Aresam N.21 Settembre 2012) è diventata realtà la possibilità di accedere ad una convenzione Rimborso Spese Mediche che mette a disposizione degli assicurati un Contratto di Assicurazione Diaria da Ricovero a seguito di malattia, infortuni e parto. Si tratta di un importante traguardo raggiunto a favore dei nostri familiari anche dal punto di vista di un abbattimento dello stigma che caratterizza l’approccio alle persone affette da problemi di salute mentale.
A titolo indicativo il premio per un giovane maschio di 34 anni è di € 369 anno con le seguenti diarie giornaliere per il ricovero a seguito di:
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malattia / parto € 100
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infortunio € 150
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Neoplasia maligna, Ictus cerebrale, Infarto del miocardio, Chirurgia sulle arterie coronarie, Insufficienza renale, Trapianto di organi, Sclerosi multiple, Inserimento di valvola del cuore, Chirurgia sull’aorta, Paralisi degli arti superiori e/o inferiori € 200
Diarie di convalescenza:
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malattia/parto € 50
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infortunio € 75
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Neoplasia maligna, Ictus cerebrale, Infarto del miocardio, Chirurgia sulle arterie coronarie, Insufficienza renale, Trapianto di organi, Sclerosi multiple, Inserimento di valvola del cuore, Chirurgia sull’aorta, Paralisi degli arti superiori e/o inferiori : € 100
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ANCORA L'INPS
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INPS ...PERCHE' ANCORA TU?
Come riportato nell'articolo successivo, l'INPS con una sua autonoma decisione, aveva stabilito che gli invalidi civili al 100%, per avere la pensione di invalidità, dovessero fare riferimento non più al reddito personale ma anche a quello del coniuge, creando così situazioni di fortissimo disagio sociale verso una fascia di popolazione tra le più deboli. Oggi 14 Gennaio 2013 giunge finalmente la notizia che l'Istituto ha deciso di ritirare la circolare 149 del 28 dicembre con cui aveva stabilito tale decisione. Ciò è avvenuto naturalmente non per un ravvedimento tardivo dei vertici dell'INPS, bensi sotto la fortissima azione di contrasto da parte di associazioni e sindacato verso quello che si configuava come estremamente iniquo e vessatorio nei confronti del mondo della disabilità. Bisogna sottolineare che naturalmente lìinps, che è un ente pubblico, cioè che appartiene ai cittadini ai quali deve fornire servizi, non prende tali decisioni dalla sera alla mattina, ma segue le indicazioni che vengono dalla politica che governa, indicazioni che fino a questo momento sono state in larga parte punitive dal punto di vista del sociale.
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PROVVIDENZE ECONOMICHE
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I NUOVI IMPORTI E LIMITI DI REDDITO DELLE PENSIONI E ASSEGNI DI INVALIDITA’ 2013.
Come ogni anno sono stati ridefiniti dalla Direzione Centrale delle Prestazioni dell'INPS con Circolare del 28 dicembre 2012, n. 149 , sulla base dell’aumento del costo della vita e degli indicatori di inflazione, i nuovi importi validi per il 2013 delle pensioni e assegni di invalidità civile e dei limiti di reddito oltre i quali le provvidenze economiche non vengono elargite. Esse sono riportate nella tabella seguente:
| Tipo di provvidenza |
Importo |
Limite di reddito |
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2013 |
2012 |
2013 |
2012 |
| PENSIONE DI INVALIDITA' |
275,87 |
267,57 |
16.127,30 |
15.627,22 |
| ASSEGNO MENSILE INVALIDI CIVILI PARZIALI |
275,87 |
267,57 |
4.738,63 |
4.596,02 |
| INDENNITA' ACCOMPAGNAMENTO INVALIDI CIVILI TOTALI |
499,27 |
492,97 |
Nessuno |
Nessuno |
Per quanto riguarda i soli invalidi civili al 100% titolari di pensione di invalidità, il limite reddituale considerato a partire da quest’anno 2013 comprenderà anche il reddito del coniuge (una decisione amministrativa dell’ INPS che non si basa su alcuna norma di legge, ma su una Sentenza della Corte di Cassazione del 2011). A causa di questo gli invalidi totali che possiedono insieme al coniuge un reddito lordo annuo superiore a 16.127,30 euro, perderanno il diritto alla pensione (275,87 euro al mese).Ciò non vale per gli invalidi parziali, per i sordi e i ciechi, per i quali il limite reddituale considerato continua ad essere quello personale, con il che si crea un forte elemento di disparità di trattamento. E’ da prevedere pertanto che contro la decisione amministrativa dell INPS verranno avviate numerose azioni legali.
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CHIUSURA OPG Dicembre 2012
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SEQUESTRATI GLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI (OPG) DI MONTELUPO FIORENTINO E DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO
Nei giorni scorsi la Commissione di Inchiesta parlamentare presieduta dal Prof. Marino ha disposto il sequestro dei due OPG a causa delle condizioni drammatiche e indegne in cui tuttora si trovano in quei posti persone che hanno bisogno di cure psichiatriche adeguate, seppure, per certe situazioni, in condizione di sicurezza alternative. Tutto ciò malgrado lo scandalo provocato da quanto visto dalla Commissione nelle visite effettuate alle strutture lo scorso anno. La legge approvata per la chiusura degli OPG prevede un finanziamento alle ASL aggiuntivo e dedicato di 38 Ml di Euro per quest’anno e di 55 Ml di Euro per l’anno prossimo per le spese correnti necessarie alla presa in carico delle persone dimesse. Nemmeno un Euro di queste cifre è stato ancora speso, per cui esiste il rischio concreto che alla data della chiusura, fissata per legge nella prossima primavera, le persone dimesse potrebbero non sapere dove andare, e qualcuno potrà dire che sarà colpa della legge, come ancora si sente purtroppo dire a proposito dell’abolizione dei manicomi attraverso al cosiddetta legge Basaglia… (V. Comunicato stampa del Comitato Stop-OPG 19/12/2012)
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DIFENDERE I SERVIZI SUL TERRITORIO
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SVENTATA PER IL MOMENTO LA CHIUSURA DELL’SPDC DELL’OSPEDALE DI FRASCATI.
Il giorno venerdi 16 Novembre scorso, a tarda sera, è giunta improvvisamente la notizia che l’SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) dell’Ospedale S. Sebastiano di Frascati sarebbe stato chiuso a partire dal giorno 20 successivo. A questa notizia improvvisa è seguita una rapidissima e grande mobilitazione da parte delle autorità comunali dei Comuni della ASL RM H interessati (il Sindaco di Frascati Di Tommaso in testa), la nostra associazione e l’UNASAM in prima linea insieme ad altre associazioni locali, la Caritas, le Consulte della ASL RMH, Regionale e Cittadina di Roma.
Il lunedi 19 successivo, in prima mattinata, si è tenuta presso l’SPDC dell’Ospedale di Frascati una assemblea pubblica molto affollata e partecipata, che si è poi spostata, per azione dell’Aresam, nella sede della ASL RM-H ad Albano, dove si avuto un incontro con la Direzione Generale della ASL stessa. Il confronto, pur aspro in qualche passaggio ma molto costruttivo, è durato molte ore, fino al pomeriggio. Nel corso di esso la Direzione Generale della ASL ha dato prova di grande disponibilità dichiarando che la chiusura si era resa necessaria per la mancanza di operatori che potessero coprire i turni nelle 24H a causa del blocco del turn-over del personale deciso dalla Regione Lazio. Sotto la pressione esercitata dalla mobilitazione, il giorno successivo la Direzione Generale ha annunciato che si erano individuate soluzioni alternative che permettono, per ora, di differire di due mesi la sospensione delle attività del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Frascati. E’ chiaro che si tratta solo di una soluzione tampone per il momento. Tuttavia si spera che il Prefetto di Roma, a cui l’assemblea attraverso i sindaci presenti si è appellata, possa al più presto convocare un tavolo di confronto per trovare soluzioni definitive, almeno per confermare alla ASL RM H il numero attuale di posti letto in SPDC, seppure ampiamente insufficiente rispetto agli standard richiesti (in tutto il Lazio ci sono 200 posti letto contro i 500 secondo gli standard di legge).(22 Novembre 2012)
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ANCORA NON VENGONO ASCOLTATI
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NON C'E' PEGGIOR SORDO.....
Ancora una volta i Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale del Lazio hanno fatto sentire la loro voce attraverso il loro Coordinamento, qualche settimana fa. Non è la prima e pensiamo, purtroppo, non sarà l'ultima volta che lo faranno, vista l'assenza di un valido interlocutore politico alla Regione e all'uso dell'accetta nei tagli alla sanità, come si sta facendo nell'inconsapevolezza e, temiamo, nella incomprensione totale della drammaticità della situazione che si sta prospettando. Sappiamo bene che esistono difficoltà in tutti i settori della sanità pubblica, a causa della crisi economica che ha messo in luce la pessima gestione passata e gli sprechi. Le mancate risposte alle necessità della salute mentale tuttavia comportano non ritardi in una radiografia o in una visita specialistica, bensi sconvolgimenti profondi della vita delle persone pazienti psichici e delle loro famiglie, che devono sopportare una carico enorme di sofferenza, con conseguenze che molto spesso purtroppo possono risultare drammatiche per loro e per la società. La situazione dei servizi territoriali di salute mentale è andata progressivamente peggiorando nel corso degli ultimi anni sia in termini di personale che di risorse finanziarie. Oggi, per quanto riguarda il personale, si è scesi addirittura solo al 40% della copertura dei posti necessari calcolati in base al Progetto Obiettivo. Ora i Direttori di DSM denunciano che, se non si provvederà a rinnovare il centinaio di contratti di lavoro a termine in scadenza, sarà inevitabile chiudere molte strutture nel territorio. Noi ci opporremo a questo in tutti i modi possibili.(Leggi il Comunicato)
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CHIUDE L'SPDC DI FRASCATI
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E' COMINCIATO LO SMANTELLAMENTO DEI SERVIZI PER LA SALUTE MENTALE?
La Direzione Generale della ASL RM/H ha annunciato che, a meno di eventi straordinari, il Servizio di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’ospedale di Frascati rimarrà chiuso a partire dal 20 Novembre p.v. . Se ciò avverrà, in tutto il territorio della ASL RMH, e cioè per alcune centinaia di migliaia di persone, ci sarà a disposizione il solo SPDC dell’ospedale di Albano per l’assistenza, con gravissime ripercussioni sui sofferenti psichici e le loro famiglie. Anche la popolazione del X Municipio, che attualmente fa riferimento a tale SPDC, ne subirà purtroppo le conseguenze. La sofferenza e le difficoltà per le famiglie saranno enormemente aggravate dalla necessità di seguire in casa, da soli, familiari in preda a crisi psicotiche che potrebbero portare a situazioni drammatiche o, nel miglore dei casi, a trasferimenti continui ln altre strutture lontane che fossero disponibili. La causa della chiusura dell’SPDC è la mancanza di personale a causa del blocco del turn-over (sostituzione di personale che va in pensione, trasferito etc). A nulla sono serviti finora gli appelli delle stesse Direzioni dei DSM di tutto il Lazio che si susseguono ripetutamente nell'indifferenza ormai da circa un anno, le istanze della Consulta Cittadina di Roma e di tutte le altre Consulte Dipartimentali, nonchè le pur forti azioni e dimostrazioni delle associazioni di familiari (in primo luogo la nostra), perché venisse risolta la grave situazione di carenza di personale. E’ da sottolineare che attualmente i servizi territoriali per la salute mentale si avvalgono dell’opera di personale assunto con contratto a termine, e precisamente 33 psichiatri, 7 psicologi, 18 assistenti sociali e 34 tra terapisti, infermieri ed educatori professionali, che stanno per scadere tutti tra dicembre p.v. e la metà del 2013. C’è da temere che la chiusura dell’SPDC di Frascati non sarà solo la prima nè l’ultima. (18 Novembre 2012)
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LETTERA APERTA
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IL SERVIZIO PUBBLICO PER LA SALUTE MENTALE AL COLLASSO
TRA L'INDIFFERENZA DELLE ISTITUZIONI
Lettera aperta della Consulta Cittadina per la Salute Mentale
Si celebra domani 10 Ottobre la Giornata Mondiale per la Salute Mentale ed in tale occasione la Consulta Cittadina Permanente per la Salute Mentale di Roma Capitale intende denunciare il colpevole silenzio e disinteresse della Regione Lazio in materia di salute mentale, che rappresenta il grave scollamento di intenti tra i responsabili delle scelte e decisioni politiche e la dura realtà quotidiana in cui si trovano a vivere, o per meglio dire a sopravvivere, i servizi dedicati ai cittadini sofferenti di disagio e di disturbi mentali con gravissime ricadute sulla qualità della loro vita e delle loro famiglie.
Le istituzioni pubbliche dovrebbero salvaguardare il servizio pubblico ed invece lo stanno distruggendo, togliendo risorse, opportunità e speranze.
Lettere, appelli, manifestazioni etentativi di essere ascoltati, attivati da tutti i protagonisti dell’area della salute mentale e dei servizi clinici e assistenzialinon sono riusciti minimamente a scalfire il bassissimo impegno del Commissario ad Acta alla Sanità, della Giunta e del Presidente e delConsiglio Regionale del Lazio su quelle che erano le necessità di sopravvivenza del servizio pubblico incaricato di curare e riabilitare i circa 60.000 cittadini laziali che soffrono di disagio e di disturbi mentali (di cui oltre 35.000 solo nella città di Roma), lasciati ora nel caos normativo, economico e gestionale più completo. (LEGGI TUTTO )
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DSM VERSO CHIUSURA
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I DSM DEL LAZIO VERSO LA CHIUSURA DELLE ATTIVITA'. Tanto tuonò che alla fine pioverà......
Pioverà sul bagnato, come si dice, e cioè sui sofferenti psichici e sulle loro famiglie, nell'impotenza degli operatori che, dopo tantissime denunce, tentativi di colloquio con le autorità politiche regionali e documenti allarmati, si apprestano nella costernazione generale ad interrompere le attività. La scarsità ininterrottamente crescente di risorse umane a causa delle mancate assunzioni di personale,nemmeno per sostituire coloro che vanno in pensione, l’esiguità dei mezzi finanziari a disposizione, l’avvio di decisioni da parte della Regione contrarie alla buona pratica terapeutica, come la sottrazione dei sussidi, hanno convinto tutti i 12 DSM del Lazio ad emettere il 6 Giugno u.s. un comunicato che sembra ormai un vero ultimatum (LEGGI), nel senso che veramente si ha l’impressione di essere all’ultima spiaggia. Inutilmente Associazioni dei familiari , società scientifiche, organizzazioni e associazioni professionali hanno tentato di appoggiare con forza le richieste dei DSM : sembra a tutti di essersi battuti contro un muro di gomma. Che succederà ora? Nessuno può dirlo con certezza, salvo che le prospettive per utenti e familiari, se all’ultimo momento non cambia qualcosa, sono veramente drammatiche, anche per quanto riguarda le conseguenze sul piano sociale.
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CONTRO LA CICCIOLI 2
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GRANDE LEVATA DI SCUDI CONTRO LA PROPOSTA DI LEGGE SULLA SALUTE MENTALE APPROVATA DALLA COMMISSIONE DELLA CAMERA
Il 17 Maggio u.s. è stata inaspettatamente approvata in sede di Commissione Affari sociali della Camera la proposta di legge "Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica", che riprende in larga parte la cosiddetta legge "Ciccioli", da tempo in soffitta. Contro tale approvazione si sta levando un fortissimo coro di proteste non solo da parte delle associazioni dei familiari, ma anche dalla grande maggioranza degli operatori. L'Unasam in particolare ha inviato tramite la sua Presidente Gisella Trincas una durissima lettere a tutte le figure politiche coinvolte nel processo legislativo. Di seguito ne riportiamo ampi stralci. "Omissis ..L''approvazione della proposta di legge è un atto di gravità inaudita che non fa onore ai parlamentari che l'hanno approvata e che rischia di riportare il nostro Paese indietro di 35 anni, riproponendo metodi e luoghi di internamento indegni di un Paese che ha scelto la civiltà e il progresso sancendo il definitivo superamento dei manicomi e di tutto ciò che essi rappresentavano. Le norme nazionali ed europee, attualmente in vigore, indicano con netta chiarezza quali devono essere i percorsi organizzativi e metodologici per garantire servizi territoriali capaci di tutelare la salute mentale di tutti i cittadini, la presa in cura, i percorsi terapeutici riabilitativi orientati alla recovery. Le buone pratiche esistenti in tante parti del territorio italiano confermano la validità del modello dipartimentale e la necessità di adeguate risorse umane e finanziarie per garantire ovunque prestazioni tempestive ed efficaci. Viceversa, le pratiche coercitive, lesive della libertà e della dignità delle persone che vivono l'esperienza della sofferenza mentale, dimostrano tutto il loro fallimento con il peggioramento delle condizioni di vita e di salute di chi le subisce. La proposta di legge quindi, contestata con cognizione di causa dalla stragrande maggioranza delle organizzazioni che hanno partecipato alle audizioni in Commissione Affari Sociali e dalla maggioranza delle associazioni dei familiari e degli utenti dei servizi di salute mentale, ripropone sistemi di internamento attraverso l'istituzione del ‘trattamento sanitario obbligatorio prolungato senza consenso' della durata di sei mesi rinnovabile. Tale trattamento può essere effettuato anche in ‘strutture diverse da quelle previste per i pazienti che versano in fase di acuzie', quindi anche in strutture private ‘accreditate'. L'altro punto scandaloso e paradossale riguarda gli Ospedali psichiatrici giudiziari, per i quali è previsto, dalla Legge 9/2012, il definitivo superamento entro il 31 marzo 2013. La proposta di legge in oggetto, invece, ne chiede il mantenimento per tutta la fase iniziale di realizzazione della rete dell'assistenza ai sensi dell'articolo 6 (assistenza psichiatrica ai detenuti) da parte del servizio sanitario regionale nelle case circondariali. E' stupefacente la non conoscenza da parte dei parlamentari firmatari di tale proposta di legge della situazione reale presente nel nostro Paese, delle ragioni vere del malcontento di tanti familiari che denunciano l'assenza di adeguati percorsi di cura per i loro cari. I familiari non chiedono luoghi di internamento ma possibilità concrete di percorsi terapeutici-riabilitativi nel rispetto dei diritti costituzionali. Chiedono uguali opportunità in qualunque parte del Paese si viva. E' stupefacente che questi parlamentari non sappiano che nessun percorso di cura è possibile senza la costruzione di un rapporto di fiducia tra chi cura e chi deve ricevere cure e rispetto umano. E questo rapporto non si costruisce con la coercizione e la privazione della libertà, ma con servizi territoriali ricchi di risorse e umanità e con un sistema sociale capace di accogliere e comprendere, rispondendo ai reali bisogni che le persone in difficoltà esprimono. La ‘cura' delle persone con sofferenza mentale passa quindi per la restituzione dei diritti di cittadinanza e non con la privazione della libertà e la violazione della dignità umana. Chiediamo quindi che questa vergognosa proposta di legge venga definitivamente archiviata e si riprenda la strada già indicata dai Progetti Obiettivo Nazionali Salute Mentale, dalle Linee guida nazionali approvate dalla Conferenza delle Regioni, dal Patto Europeo per la salute e il benessere mentale. Sollecitiamo inoltre l'attivazione dell'incontro già richiesto da tempo al Ministro della Salute".
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PRECARI 23 MESI
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SVUOTARE I DIPARTIMENTI DI SALUTE MENTALE: E' UNA STRATEGIA?
Questo è quello che viene in mente paradossalmente quando si confronta lo stato di precarietà in cui essi versano dal punto di vista del personale a disposizione e la decisione suicida addirittura di non riconoscere la presenza precaria di ben 86 operatori (41 psichiatri, 5 psicologi, 10 infermieri, 18 assistenti sociali, 12 tecnici della riabilitazione) distribuiti nei DSM delle 12 Aziende Sanitarie Locali (AA.SS.LL.) del Lazio.
Nel 2010, in ottemperanza alla DGR 980/09, questi operatori sono stati assunti per merito da graduatorie ufficiali per Avviso Pubblico ai sensi dell’art. 15 Octies D.Lgs 502/92. Essi furono assunti con contratti a 23 mesi con finalità di Progetto, in scadenza già da Febbraio 2012. A tutt’oggi sono ancora in attesa della Delibera Regionale per l’impegno di spesa dei fondi previsti ai fini del rinnovo contrattuale. Contrariamente a quanto previsto dal contratto, tutti questi operatori sono stati e sono di fatto utilizzati per integrare la carenza di personale, svolgendo tutte le mansioni istituzionali richieste al personale di ruolo e coprendo a tutti gli effetti i posti vacanti. Per tale motivo sarebbero già di per sé più che legittimamente meritevoli di una stabilizzazione contrattuale. Anche la recente proposta formulata nel tavolo tra Sindacati della Dirigenza del Sistema Sanitario Nazionale e Ministero della salute il 12/04/12 andrebbe in tale direzione. E invece, paradossalmente, questi lavoratori sono stati esclusi dal censimento dei precari prodotto dalle ASL come da richiesta della Regione Lazio nell’autunno del 2011 e sono quindi lasciati nella totale incertezza del loro futuro lavorativo. Insieme a loro ovviamente sono “precari nella cura” anche i loro pazienti e familiari.
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COSA SONO I LEA
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I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA)
I lielli essenziali di assistenza o LEA, sono definiti come i livelli minimi che lo Stato si impegna a garantire attraverso le sue leggi a tutti i cittadini, indipendentemente da sesso, razza, religione o credo politico come vuole la nostra Costituzione. Essi sono stati stabiliti per legge nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 23 Aprile 2008 che all'art. 25, dedicato all'assistenza psichiatrica in particolare, così recita:
Art. 25 Assistenza sociosanitaria alle persone con disturbi mentali.
1. Nell’ambito dell’assistenza distrettuale il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone con disturbi psichiatrici la presa in carico multidisciplinare e lo svolgimento di un programma terapeutico individualizzato che include le prestazioni, anche domiciliari, mediche specialistiche, diagnostiche e terapeutiche, psicologiche e psicoterapeutiche, e riabilitative previste dalle norme vigenti e dal Progetto Obiettivo “Tutela salute mentale1998-2000”, ritenute necessarie e appropriate nelle seguenti aree di attività:
a) accoglienza;
b) valutazione diagnostica multidisciplinare;
c) definizione, attuazione e verifica del programma terapeutico e socio-riabilitativo
personalizzato;
d) visite psichiatriche;
e) somministrazione di terapie farmacologiche;
f) colloqui psicologico-clinici;
g) psicoterapia (individuale, di coppia, familiare, di gruppo);
h) colloqui di orientamento e sostegno alla famiglia;
i) interventi riabilitativi e socio-educativi finalizzati al recupero dell’autonomia personale, sociale e lavorativa;
j) consulenza e sostegno per problematiche amministrative;
k) gruppi di sostegno per i pazienti e per i loro familiari;
l) interventi sulla rete sociale informale;
m) consulenza specialistica e collaborazione con i reparti ospedalieri e gli altri
servizi distrettuali territoriali, semiresidenziali e residenziali;
n) collaborazione con i medici di medicina generale;
o) interventi terapeutici e riabilitativi a favore dei soggetti internati negli ospedali psichiatrici giudiziari, nell’ambito di rapporti convenzionali con l’amministrazione penitenziaria, anche ai fini della dimissione.
2. L’assistenza distrettuale alle persone con disturbi mentali è integrata da interventi sociali.
Consulta il DPCM completo, relativo a tutte le patologie e situazioni.
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FOND. DI LIEGRO
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PERICOLOSO CHI ?
Il giorno 10 Novembre u.s. molti giornali hanno riportato la notizia della violenza subita a Roma da una donna ospite di un Centro di Igiene Mentale, ridotta in fin di vita. Non è il primo nè sarà purtroppo l’ultimo episodio di violenza esercitata verso persone con disagio psichico, la cui notizia la maggior parte delle volte non viene diffusa con evidenza neppure paragonabile a quella di episodi nei quali la persona con disagio diventa aggressore.
Riportiamo su questo fatto il comunicato stampa diffuso dal Dottor Josè Mannu responsabile del settore salute mentale della Fondazione Di Liegro.
COMUNICATO STAMPA.
La notizia di una donna adescata profittando della sua fragilità psichica e poi violentata e ridotta in fin di vita è solo una punta di iceberg di una condizione in cui le persone che attraversano un periodo di disagio psichico grave si trovano a dover affrontare. Purtroppo queste situazioni passano normalmente sotto silenzio mentre una grande risonanza viene data ad episodi in cui una persona con disagio psichico diventa aggressore. Eppure la condizione di vittima di soprusi da parte di queste persone è la norma mentre la condizione di aggressore è l’eccezione.
Ma è proprio questo l’aspetto preoccupante: sfruttare una persona con disagio psichico non fa notizia se non in casi estremi, come quello segnalato dall’articolo apparso ieri su testate locali e nazionali. Sfruttare le persone in condizione di fragilità è cosa di tutti i giorni ed è per questo che la Fondazione Don Luigi Di Liegro ha optato per un coinvolgimento forte, deciso, nelle problematiche della salute mentale.
Queste sono persone, vittime che non hanno voce e noi sentiamo come dovere morale dare loro voce, contro quelle notizie dei media che cercano di far passare come carnefici coloro che tutte le statistiche nazionali e internazionali definiscono vittime.
Felici per l’accoglienza e l’assistenza che questa donna ha avuto, preoccupati perché ancora manca una adeguata prevenzione e difesa prima che questi fatti accadano.
Non basta dare due pillole negli ambulatori, la persona si sostiene e si cura nel quotidiano svolgersi della vita fatta spesso di solitudine e disperazione dietro le alte mura dello stigma sociale.
Roma 10 Novembre 2011
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RINNOVO ORG. DIRETTIVI ARESAM
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Pensioni di Reversibilità ai superstiti
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QUANDO E COME LA PENSIONE DI REVERSIBILITA’ PER I FIGLI INVALIDI
Le norme attualmente in vigore prevedono che ai figli inabili, di qualunque età e a carico del genitore alla data del decesso, venga concessa la cosiddetta pensione di reversibilità. Tale diritto è subordinato al concetto della vivenza a carico, il che vuol dire i figli devono trovarsi in uno stato di bisogno, non essere autosufficienti economicamente e che al loro mantenimento provvedesse, in maniera continuativa, il pensionato prima del decesso. Non è previsto, da questo punto di vista, che il figlio risulti convivente con il genitore. Il reddito personale del figlio invalido non deve essere superiore a quello indicato dalla legge per il diritto alla pensione di invalido civile totale. Se titolari di indennità di accompagnamento, il reddito deve essere pari a quello richiesto per il diritto alla pensione di invalidità civile totale aumentato dell’importo dell’indennità stessa. Ai fini della concessione della pensione si considerano inabili “le persone che si trovino nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa”. Per la documentazione sanitaria, gli Enti previdenziali solitamente fanno riferimento al certificato di invalidità al 100% con o senza indennità di accompagnamento. L’attività lavorativa svolta con finalità terapeutica dai figli riconosciuti inabili, con orario non superiore alle 25 ore settimanali, presso le cooperative sociali, o presso datori di lavoro che assumono persone disabili con convenzioni di integrazione lavorativa, non preclude l’erogazione della pensione di reversibilità. La finalità terapeutica dell'attività lavorativa viene accertata dall'ente erogatore della pensione ai superstiti (INPS, INPDAP ecc.) attraverso i suoi Centri medico Legali. Maggiori informazioni si possono trovare nella Circolare INPS N.15 del 6 Febbraio 2009 e sui documenti 1 e 2 (Da: http://www.superabile.it e http://www.handylex.org )
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