Riaperture, per le ferite da Covid bisogna rinforzare i servizi psichiatrici

di Massimo Cozza da www.repubblica.it/salute del 10/05/2021

C’è la felicità di chi torna alla vita di prima e la paura di chi quella vita non ce l’ha più. Di chi ha perso il lavoro, o la casa. Il virus non è democratico nella ripartenza

Le riaperture, conseguenti al miglioramento dell’andamento della pandemia, rappresentano non solo la possibilità di una ripresa delle attività economiche e sociali, ma hanno anche un effetto positivo sulla psiche di una parte importante degli italiani. In coincidenza con maggio, mese della salute mentale.
Questa volta apprezzeremo ancor di più comportamenti che prima erano vissuti quasi come semplice routine. Potere incontrarsi con gli altri, ritornare alla scuola in presenza, andare al ristorante, frequentare cinema, teatri, musei, riprendere le attività sportive, avere il piacere di poter pensare di ritornare a viaggiare, dopo un lungo periodo di privazioni, sono psicopillole di ottimismo. Ma non per tutti.

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ENTRARE FUORI USCIRE DENTRO Corteo Cittadino S.Maria della Pietà

15 MAGGIO 2021: Dalla chiusura dei manicomi alla liberazione nella città. Manifestazione cittadina al Santa Maria della Pietà

SABATO 15 MAGGIO
Dalle ore 10,00 Mostra del “Collettivo Artisti di Monte Mario”, laboratori, performance, attività per bambini
ore 13.00 pranzo al sacco
ore 15,30 CORTEO PER LE STRADE DI M.MARIO
ore 17,30 ASSEMBLEA CITTADINA

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Riformare la formazione. Criticità e proposte per una salute mentale di comunità

Verso la Conferenza Nazionale 2021 seminario sabato 8 maggio 2021 ore 15 -18 online

Nessun curriculum formativo, universitario, regionale o delle singole ASL, mette al centro dell’apprendimento gli strumenti e le competenze necessarie per chi opera in servizi sanitari e di salute mentale che fanno lavoro di comunità o dovrebbero farlo, stando al dettato della legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale.
Con pochissime eccezioni, frutto di accordi locali, le facoltà di medicina e le scuole di specializzazione in psichiatria non preparano i giovani al lavoro di comunità; Continue Reading…

“Efamily”: sostegno alla non autosufficienza

“Efamily” è una sovvenzione europea nata per erogare “Buoni” per la fruizione di servizi per l’infanzia e la non autosufficienza.
Destinatari dei “buoni servizi” sono singoli o famiglie che hanno in carico persone con limitazioni dell’autonomia.
L’intervento prevede l’erogazione, mediante procedura “a sportello on line”, di Buoni servizio a favore delle persone residenti o domiciliate nella Regione Lazio (“Richiedenti”) che abbiano in carico di cura persone non autosufficienti (“Destinatari”) per il pagamento delle spese relative ai servizi di assistenza socio-sanitari (assistenza familiare, assistenza domiciliare, servizi semiresidenziali, prestazione Centri Diurni, ecc.).
Il destinatario non ha limiti età; deve avere uno stato di invalidità certificato al 100% (o essere in possesso della certificazione da parte dell’Unità Valutativa Multidimensionale U.V.M che attesti la non autosufficienza) ed essere residente nella Regione Lazio.
Il richiedente deve avere invece non più di 67 anni, coniugato/a o convivente o avere una parentela con il destinatario (la persona non autosufficiente che usufruirà dei servizi), svolgere attività lavorativa o trovarsi in stato di disoccupazione e avere un ISEE non superiore a € 50.000. Continue Reading…

Seminario – “Sostegno all’abitare: dalla struttura residenziale a casa propria”

Sabato 6 marzo secondo seminario Verso la Conferenza Nazionale 2021  – dalle ore 15,00 alle 18,00 on line

Esistono esperienze e progetti che perseguono e realizzano il diritto alla vita indipendente delle persone con sofferenza psichica e disabilità. Persistono, tuttavia, anche vecchie e nuove forme di internamento che ripropongono, pure in Italia, nell’intreccio tra cura e custodia, il modello dei cronicari, scatole nelle quali depositare le persone considerate fragili, escludendole dal consesso sociale, deprivandole dei diritti di cittadinanza, troppo spesso mortificandone la loro stessa dignità.

Sul sito www.conferenzasalutementale.it le indicazioni per partecipare.

Non sottovalutiamo l’impatto della pandemia sulla salute mentale. Servono nuovi investimenti

di Massimo Cozza da www.quotidianosanita.it del 10 febbraio 2021

Uno psichiatra pubblico ogni circa 10mila cittadini adulti (9.588 dati istat residenti) e uno psicologo pubblico circa ogni 12mila cittadini (11.899 dati istat residenti), con una età media di 52 anni per i medici e di quasi 56 anni per gli psicologi.
Questi i numeri che risultano dal Report sul personale del Servizio Sanitario Nazionale del Ministero della Salute relativo all’anno 2018, appena pubblicato.
Si tratta di numeri critici sia per gli psichiatri che per gli psicologi, che non consentono ai Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) – e più in generale alle ASL per quanto riguarda le dipendenze, i consultori, i servizi per la disabilità e i distretti  sociosanitari – di rispondere in modo appropriato ai bisogni assistenziali di natura psicopatologica, con importanti diseguaglianze regionali che stanno sempre più crescendo.

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