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OGNI PERSONA PER CIO’ CHE E’ NEL RISPETTO DELLA PROPRIA DIGNITA’
SCELTA DEL 5X1000 Riduci

L’Aresam è l’associazione di familiari per la Salute Mentale fra le più rappresentative di tutto il Lazio. E’ presente ed attiva in tutte le Consulte per la Salute Mentale delle ASL, della Regione, di Roma Capitale e    dei Municipi.

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Devolvi il 5 per mille all’A.RE.SA.M.

C.F. 96269250583

 Cinque per mille all’ARESAM perché ognuno dei mille e mille, che soffrono di disturbo mentale, è unico, diverso dagli altri come gli altri.

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FATTORI AMBIENTALI E PSICOSI Ingrandisci
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Comunicazione e salute mentale Ingrandisci
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EVENTO 23Ott2015 Ingrandisci
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SEMPLIFICAZIONI Ingrandisci
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30/1/2013 Assicurazione Sanitaria Ingrandisci
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UNASAM SU 181 Ingrandisci
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LETTERA APERTA 27Genn2016 Ingrandisci
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EDITORIALE Ingrandisci
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MANIFESTAZIONE 18Nov2015 Ingrandisci
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NUOVO ISEE Ingrandisci
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Text/HTML Riduci

LETTERA APPELLO DELL'UNASAM ALLA MINISTRA LORENZIN

Dopo le innumerevoli denunce e lettere inviate da associazioni scientifiche e singole associazioni sullo stato disastroso dei servizi di psichiatria territoriali, dopo gli innumerevoli convegni in cui tale stato di cose è stato denunciato, questa volta è l'UNASAM, la più importante associazione italiana per la salute mentale a prendere l'iniziativa, inviando alla Ministra della Salute Lorenzin una lettera dal forte contenuto in cui si analizza la situazione esistente nelle varie regioni italiane e si lancia un potente grido di allarme affinchè da parte del governo vengano avviate finalmente azioni correttive per modificare tale situazione, facendo applicare in primo luogo dalle regioni le leggi esistenti per la tutela della salute mentale.  Leggi la lettera

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ADESIONE ARESAM AD APPELLO SIEP Riduci

 L’Associazione Regionale per la Salute Mentale del Lazio (A.Re.Sa.M.) Onlus aderisce all’appello della SIEP sulle drammatiche condizioni del Sistema di Cura per la Salute Mentale in Italia.  Stiamo subendo ormai da anni gli effetti devastanti delle decisioni politiche nazionali e regionali, che con tagli trasversali indiscriminati, hanno ridotto il servizio pubblico dedicato alla salute mentale ad un livello solamente assistenzialistico istituzionalizzante, che non dà risposte qualitative e nega la speranza di un miglioramento della vita di coloro che, purtroppo, sono costretti a ricorrervi. Parole come prevenzione, presa in carico globale hanno perso tutto il loro significato costringendo gli operatori sanitari, socio sanitari, gli utenti e le loro famiglie a sottostare ad imperativi di bilancio, sempre più condizionanti e che non si coniugano affatto con le loro effettive necessità di cura e con il loro diritto di riabilitazione e di integrazione ed inclusione sociale.Una ormai chiara politica di controriforma alla quale continuiamo a contrapporre la nostra forza di utenti e di familiari, detentori di diritti inascoltati, pronti ad ulteriori mobilitazioni perché sia ben visibile a tutti il nostre forte disagio.

Ci auguriamo che l’appello raggiunga e, soprattutto, venga compreso dai responsabili politici che dovrebbero gestire la cosa pubblica con il solo obiettivo del bene dei cittadini sofferenti.     A.RE.SA.M. Onlus Roma

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APPELLO SIEP Riduci

La Società Italiana di Epidemiologia (SIEP) ha rivolto un forte appello a tutte le Istituzioni regionali e nazionali affinchè il tema della salute mentale, ormai completamente oscurato e fuori dall'attenzione della politica sanitaria, pur dopo le denunce fatte tre anni fa dalla Commissione Parlamentare d'inchiesta, venga finalmente rimesso al centro delle azioni sanitarie in una situazione assistenziale ormai divenuta drammaticamente insufficiente a garantire i percorsi di cura e riabilitazione a cui tutte le persone sofferenti psichici hanno diritto. Familiari ed utenti conoscono bene purtroppo quanto sia difficile ricevere dai servizi territoriali, per mancanza di risorse adeguate e di personale, l'assistenza neessaria a perseguire l'obiettivo del recupero sociale e sanitario pur possibile in diverse condizioni. L'ARESAM aderisce a tale appello ed invita tutti a fare altrettanto, inviando semplicemente una mail a: appellosalutementale@gmail.com.

APPELLO PER LA SALUTE MENTALE DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI EPIDEMIOLOGIA (SIEP) 

Rivolgiamo un appello urgente per richiamare l’attenzione di Governo, Parlamento e Assemblee Regionali sulle drammatiche condizioni del Sistema di Cura per la Salute Mentale in Italia. I tagli alla sanità operati negli ultimi anni, le restrizioni al turn-over del personale, la riduzione dei centri di reponsabilità per l’accorpamento delle ASL,................   (leggi tutto)
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REMS&OPG Riduci

E' INIZIATA LA CONTRORIFORMA DEGLI OPG ?

 

Durante i mesi estivi  è stato approvato al Senato un emendamento al Disegno di Legge 2067 (su garanzie difensive, durata dei processi, finalità della pena ecc), che rischia di riportare indietro l'orologio della riforma degli OPG di qualche anno, riaprendo purtroppo la stagione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. L’emendamento in questione dispone infatti il ricovero nelle REMS (Residenze per l'Esecuzione di Misure di Sicurezza detentive) esattamente con le stesse vecchie regole che valevano per gli OPG, inviando in tali strutture, peraltro già sature, i detenuti con sopravvenuta infermità mentale e addirittura quelli in osservazione psichiatrica. In pratica sono quattro i punti che stravolgono quanto finora si è cercato di costruire. In primo luogo si prevede che possa essere avviato alle REMS la persona che, avendo compiuto un reato in condizioni di buona salute mentale, possa successivamente, in fase di esecuzione della pena, soffrire di un disturbo psichico. In secondo luogo si cancella di fatto il principio giuridicamente affermato per cui la misura di sicurezza di carattere detentivo deve essere considerata alla stregua di una soluzione residuale, estrema, da comminare soltanto nei casi in cui nessun’altra forma di trattamento possa ritenersi adeguata. In aggiunta a quanto detto le REMS aprirebbero le porte anche a “tutti coloro per i quali occorra accertare le relative condizioni psichiche, qualora le sezioni degli istituti penitenziari alle quali sono destinati non siano idonee, di fatto, a garantire i trattamenti terapeutico-riabilitativi, con riferimento alle peculiari esigenze di trattamento dei soggetti e nel pieno rispetto dell’art. 32 della Costituzione”. Si introduce di soppiatto quindi l’idea di base per cui, ove non può o non riesce a curare il carcere, giungono a supplire le REMS, che diventerebbero cosi una specie di SPDC per detenuti. Riemerge ancora una volta con forza pienamente non risolta la questione sociale della relazione tra il carcere e la tutela della salute mentale, con le REMS che nel modo proposto sembrerebbero destinate a essere un raccoglitore indifferenziato di tutte le criticità della sanità pubblica e della nostra società.

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LEGGE "dOPO DI NOI" Riduci

 APPROVATA LA NUOVA LEGGE SUL “DOPO DI NOI”

Nei mesi scorsi il Parlamento ha approvato la cosiddetta norma sul “dopo di noi”,ovvero la legge 22 giugno 2016, n. 112, con la quale si intende garantire "assistenza, cura e protezione" alle "persone con disabilità grave, non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, prive di sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di fornire l’adeguato sostegno genitoriale nonchè in vista del venir meno del sostegno familiare (...).”   prevedendo una progressiva “presa in carico della persona interessata”già durante l’esistenza in vita dei genitori tramite un progetto individuale (L.328/2000 art.14), rimandando a decreti successivi la definizione dei LEP  (Livelli Essenziali delle Prestazioni sociali) il tutto essendo condizionato comunque dalle risorse disponibili. Fin da subito invece   sono state definite maggiori agevolazioni fiscali ossia detrazioni sulle spese sostenute per sottoscrivere polizze assicurative e contratti a tutela dei disabili gravi, ed esenzioni e sgravi su trasferimenti di beni dopo il decesso dei familiari, costituzione di trust e altri strumenti di protezione legale. Leggi il testo della legge.

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NUOVO ISEE Riduci

FINALMENTE E' DEFINITIVO: GLI ASSEGNI PER IL SOSTEGNO ALL'INVALIDITA' NON DEVONO ENTRARE NEL REDDITO

Il Consiglio di Stato ha depositato la sua sentenza definitiva: l'indennità di accompagnamento, come pure le altre indennità di sostegno per i disabili e le loro famiglie, non possono essere conteggiate come reddito ai fini del calcolo del nuovo ISEE. Al Consiglio di Stato si era appellato il Governo, facendo ricorso contro la sentenza che aveva emesso il Tar al riguardo. La sentenza conferma quanto sempre rivendicato i disabili, e cioè che "ricomprendere tra i redditi i trattamenti indennitari percepiti dai disabili significa allora considerare la disabilità alla stregua di una fonte di reddito - come se fosse un lavoro o un patrimonio - e i trattamenti erogati dalle pubbliche amministrazioni non un sostegno al disabile, ma una 'remunerazione' del suo stato di invalidità oltremodo irragionevole, oltre che in contrasto con l'art. 3 della Costituzione".  Il governo dunque, come ha detto il ministro Poletti, non può che prendere atto (obtorto collo....) della sentenza appena depositata dal Consiglio di Stato provvedendo ad agire in coerenza con questa decisione. (1 Marzo 2016)

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RICORSO ALLA C.E. Riduci

L'ARESAM RICORRE ALLA COMMISSIONE EUROPEA CONTRO LE MODIFICHE INTRODOTTE DAL GOVERNO ALLA LEGGE 68/99 SUL COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO.

Il 27 Gennaio u.s. l'ARESAM, insieme ad altre associazioni, ha presentato un ricorso alla Commissione Europea per aprire un procedimento di infrazione da parte dell'Italia delle norme comunitarie in materia di collocamento obbligatorio al lavoro. Infatti il governo italiano nei mesi scorsi ha modificato profondamente il testo e lo spirito della legge 68/99 relativa al collocamento obbligatoiro al lavoro delle persone disabili, prevedendo tra l'altro la sola chiamata nominativa e non più anche quella numerica, che costituiva una garanzia e una possibilità per le persone con le disabilità più gravi, ed in particolare per le persone con sofferenza psichica. Leggi il testo del ricorso. 

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Lettera a.Zingaretti Riduci

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE NICOLA ZINGARETTI
Gentile Presidente Zingaretti,
chi le scrive è la madre di una persona che soffre di disturbo mentale. 
Qualche sera fa, Presidente, con alcune mamme sono andata a farmi la consueta pizza primaverile. Eravamo un gruppetto affiatato e tutte chiacchieravamo e confabulavamo davanti ad arrosticini misti, pizza rustica, prosciutto tagliato a mano e pizza fumante. Dopo qualche birretta, poche, l’età complessiva non ne permetteva di più, calò come sempre un malinconico silenzio di parole soffuse e di racconti. Alcune, sembrava che sentissero quasi di avere rubato qualcosa per una bella risata fatta con il cuore. Eravamo tutte madri di uomini e donne con disagio psichico. (LEGGI TUTTO)

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SPERANZA E IMPEGNO Riduci

COSA VOGLIAMO PER I NOSTRI CARI

Che cosa si aspetta una famiglia quando si affaccia in un Centro di Salute Mentale? E’ timorosa, probabilmente ci ha messo del tempo prima di decidersi a chiedere aiuto per quel figlio o figlia che sono cambiatI. Il suo forte desiderio è trovare accoglienza, premura, sollecitudine, conforto e speranza. Questa è certamente la prima aspettativa della famiglia che ha preso coscienza, ha accettato che il disturbo mentale sia entrato nella quotidianità della sua vita e guarda questo figlio confuso, in crisi e diverso da quello che aveva conosciuto mentre lo affida alla istituzione sanitaria. Solitamente è un padre o una madre che accompagnano. La famiglia si pone nell’attesa che  quelle risorse che sono state smarrite vengano recuperate-ritrovate. (LEGGI TUTTO)

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Pensioni di Reversibilità Riduci

QUANDO E COME LA PENSIONE DI REVERSIBILITA’ PER I FIGLI INVALIDI

Le norme attualmente in vigore prevedono che ai figli inabili, di qualunque età e con vivenza a carico del genitore alla data del decesso venga concessa la cosiddetta pensione di reversibilità. Tale diritto è subordinato al concetto appunto della vivenza a carico (concetto diverso della deduzione fiscale per il familiare a carico), il che vuol dire i figli devono trovarsi in uno stato di bisogno, non essere autosufficienti economicamente, non in grado di lavorare per essere indipendenti e che al loro mantenimento provvedesse,  in maniera continuativa, il pensionato prima del decesso. Non è previsto, da questo punto di vista, che il figlio risulti convivente con il genitore. Il reddito personale del figlio invalido non deve essere superiore a quello indicato dalla legge per il diritto alla pensione di invalido civile totale. Se titolari di indennità di accompagnamento, il reddito deve essere inferore a quello richiesto per il diritto alla pensione di invalidità civile totale aumentato dell’importo dell’indennità stessa. Ai fini della concessione della pensione si considerano inabili “le persone che si trovino nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa”. Per la documentazione sanitaria, gli Enti previdenziali solitamente fanno riferimento al certificato di invalidità al 100% con o senza indennità di accompagnamento e comunque è sempre prevista una visita medica di controllo. L’attività lavorativa svolta con finalità terapeutica dai figli riconosciuti inabili, con orario non superiore alle 25 ore settimanali, presso cooperative sociali di tipo B, o presso datori di lavoro che assumono persone disabili secondo convenzioni e progetti di integrazione lavorativa, non preclude l’erogazione della pensione di reversibilità. La finalità terapeutica dell'attività lavorativa viene accertata dall'ente erogatore della pensione ai superstiti (INPS, INPDAP ecc.) attraverso i suoi Centri medico Legali.Maggiori informazioni si possono trovare nella Circolare INPS N.15 del 6 Febbraio 2009 e sui documenti 1 e 2 (Da: http://www.superabile.it  e http://www.handylex.org )

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NUOVI MUNICIPI A ROMA Riduci

CAMBIATI DENOMINAZIONE E CONFINI DEI MUNICIPI A ROMA

Il Consiglio Comunale di Roma nella seduta del giorno 11 Marzo u.s. ha deliberato in via definitiva una profonda modifica dei municipi di roma sia per quanto riguarda la loro copertura territoriale che la denominazione di molti di essi.  Pertanto i nuovi municipi sono definiti nel seguente modo:
● Municipio Roma I: territorio definito dall’accorpamento dei contigui territori dei preesistenti  Municipi Roma I e Roma XVII;
● Municipio Roma II:  territorio  definito dall’accorpamento dei contigui territori dei preesistenti Municipi Roma II e Roma III;
● Municipio Roma III: il  territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma IV;
● Municipio Roma IV: il   territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma V;
● Municipio Roma V: territorio  definito dall’accorpamento dei contigui territori dei preesistenti Municipi Roma VI e Roma VII;
● Municipio Roma VI: il  territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma VIII;
● Municipio Roma VII:  territorio è definito dall’accorpamento dei contigui territori dei preesistenti Municipi Roma IX e Roma X;
● Municipio Roma VIII: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XI;
● Municipio Roma IX: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XII;
● Municipio Roma X: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XIII;
● Municipio Roma XI: il  territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XV;
● Municipio Roma XII: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XVI;
● Municipio Roma XIII: il territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XVIII;
● Municipio Roma XIV: il  territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XIX;
●Municipio Roma XV: il  territorio coincide con quello del preesistente Municipio Roma XX.

In pratica il numero dei municipi si riduce da 20 a 15. Alcuni di quelli preesistenti cambiano semplicemente denominazione (i precedenti  IV,V,VIII,XI,XII,XIII,XV,XVI,XVIII,XIX,XX) e altri  vengono assorbiti in quelli preesistenti.(leggi la Delibera)

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EMERGENZA Salute Mentale Riduci

EMERGENZA SALUTE MENTALE NEL LAZIO

Dopo oltre 10 anni di blocco del turn-over, di tagli indiscriminati e di drastica riduzione del personale da parte dei diversi governi è minacciata ora la sopravvivenza stessa dei DSM nella loro funzione di tutela della salute mentale dei cittadini ed è diventata urgente la necessità di ricostruire servizi ormai ridotti allo stremo, fermando la miope e rovinosa attività di una classe politica autoreferenziale che ignora i veri bisogni delle persone con sofferenza mentale.
La mancata proroga e l’invio a 5 operatori della ASL RM G dell’avviso di interruzione del contratto DGR 980/2009 è infatti un segnale che va ben al di là di una mera vertenza sindacale, di una disattenzione degli uffici regionali preposti alla salute mentale e, tanto più, del passo falso di un direttore generale che con tale provvedimento decreta in pratica la chiusura di servizi già in grave difficoltà che richiedono, invece, urgenti misure di adeguamento del personale agli standard definiti dai progetti obiettivo nazionale e regionale per la salute mentale.
Si tratta in realtà del completamento di un nefasto disegno, purtroppo in gran parte già attuato, di smantellamento dei servizi di comunità per la presa in carico globale e l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disagio psichico-sofferenza mentale e del consolidamento di un regime di trattamenti sanitari obbligatori, di istituzionalizzazione a vita in strutture (case di cura, cosiddette comunità terapeutiche, ecc.), per lo più private, in gran parte delle quali non viene praticata alcuna seria attività di riabilitazione. Queste strutture assorbono, già oggi, almeno il 70% delle risorse destinate alla tutela della salute mentale con una spesa di gran lunga superiore ai costi di un bene organizzato sistema di prevenzione, cura e riabilitazione.
Tutto ciò avviene senza tenere alcun conto delle esperienze dell’ultimo cinquantennio che proprio nella presa in carico precoce a livello territoriale e nell’avvio di un percorso personalizzato di riabilitazione e di inclusione sociale e lavorativa hanno individuato le condizioni fondamentali per restituire a gran parte di queste persone soddisfacenti condizioni di autonomia e di indipendenza economica, anche, fra l’altro, con un notevole risparmio per la collettività.
L’inizio della interruzione dei contratti 980/2009 quindi non è altro che la lampante manifestazione della volontà di inferire il colpo di grazia ad un sistema che, a causa dell’insufficienza del personale, è già oggi una fabbrica di cronicità e di disabilità nel quale i CSM, tranne pochissime eccezioni, sono diventati poco più che dispensari di psicofarmaci e luogo di smistamento dei pazienti in crisi verso strutture di ricovero di tipo neomanicomiale.
Ben altra prontezza c’era stata per la realizzazione di altre strutture di tipo custodialista, quali le REMS, nel recente tentativo di chiusura degli OPG! Porre fine a questa drammatica deriva e invertire la rotta è una urgenza ormai inderogabile che chiama ad una rinnovata mobilitazione tutte le persone che hanno a cuore i diritti e la salute delle persone.

L’annunciata manifestazione pubblica da parte delle associazioni degli utenti, dei familiari e per la tutela dei diritti rappresenta una prima decisiva iniziativa per l’avvio di un processo di cambiamento

(di Girolamo Digilio, Presidente onorario Unasam, Unione Nazionale Associazioni per la Salute Mentale - 21Settembre 2015) .

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GLOSSARIO Ingrandisci
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LA NOSTRA ASSOCIAZIONE Riduci

 di AnnaMaria De Angelis   L’ARESAM ONLUS, Associazione Regionale per la Salute Mentale, composta prevalentemente da familiari di persone con sofferenza psichica, non ha fini di lucro. Essa si propone esclusivamente finalità di solidarietà sociale; la sua attività si svolge nel settore della prevenzione e cura del disagio psichico-malattie mentali, fin dall’età infantile, dell’assistenza socio-sanitaria e sanitaria e della tutela dei diritti delle persone con disturbo mentale e dei loro familiari. A tal fine,l’ARESAM, attiva fin dagli ultimi anni ’80, svolge una intensa attività di rappresentanza e di contributo (LEGGI TUTTO)

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L'ARESAM ADERISCE ALL'UNASAM Riduci

L' U.N.A.SA.M., Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale, è una Federazione che nasce a Roma nel 1993 per volontà delle Associazioni di famigliari promotrici, impegnate in gran parte del territorio nazionale.
La storia delle nostre Associazioni inizia a Torino nel 1967 con la lotta al Manicomio di Grugliasco, si sviluppa sensibilmente nei primi anni '80 (dopo l'approvazione della Legge di Riforma Psichiatrica n°180), con la formazione di un Coordinamento Nazionale delle Associazioni.
E' negli anni '90 che si matura la decisione di dare maggiore forza alla nostra organizzazione con l'obiettivo di promuovere azioni concrete e proposte per sensibilizzare le forze politiche e le istituzioni affinché sia rispettato il diritto alle cure dei nostri familiari e il diritto alla salute mentale di tutti i cittadini.
Oggi l'U.N.A.SA.M. è la più importante rete nazionale di Associazioni per la Salute Mentale.
Riunisce 15.000 famiglie, in 70 associazioni, in 19 regioni d'Italia.

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RINNOVO ORG. DIRETTIVI ARESAM Riduci

 GLI ORGANI DIRETTIVI DELL'ARESAM

 

 

 

 PRESIDENTE eletto : Marina CORNACCHA


Componenti eletti nel Comitato Esecutivo: Angela BANCALE, Mario BRADDI, Aldo DONATO, Gianfranco MOLINARI, Mauro MUNARON; Mario SCHIARA                    

Vice Presidente: Mauro MUNARON               

Tesoriere: Angela BANCALE                

Tesseramento: Mario SCHIARA                        

Comunicazione: Aldo DONATO

 

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COMUNICATO STAMPA Ingrandisci
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COMUNICATI Riduci
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La nostra Sede Riduci
A.RE.SA.M (onlus) Associazione Regionale per la Salute Mentale. Via Tor di Nona, 43 - 00186 ROMA
Tel/fax: 06 6877925 - 06 62933409 Email: aresam@tiscali.it sito web: www.aresam.it
Apertura: Martedì/Giovedì/Venerdì ore 9:30-12:30; Lunedì/mercoledì ore 15:00-18:00
Dona il 5xmille a: 96269250583
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