Salute mentale fatti e cifre contro lo stigma, l’opuscolo del Ministero della Salute

da Ministero della Salute

Le condizioni di vita delle persone con disagio mentale non dipendono solo dalla gravità della malattia, ma anche dal grado di accettazione all’interno della famiglia e della società, accettazione spesso ridotta a causa della discriminazione di cui vengono fatte oggetto.

Il Ministero della Salute per celebrare la giornata mondiale della salute mentale 2019 ha realizzato l’opuscolo informativo “Salute mentale fatti e cifre contro lo stigma” con l’obiettivo di:

  • diffondere una corretta informazione sul disagio mentale
  • fare chiarezza sulle false notizie circolanti
  • fornire ai cittadini informazioni utili sulle strutture territoriali alle quali rivolgersi e sui servizi offerti.

Consulta l’opuscolo Salute mentale fatti e cifre contro lo stigma

Il Coordinamento Nazionale della Conferenza Salute Mentale scrive al Presidente incaricato di formare il nuovo Governo

Occorre un Governo che recuperi la capacità di accogliere la sofferenza e renda ciascuno capace di contribuire al benessere comune

Il Coordinamento segnala la necessità che il programma di governo affronti con chiarezza e determinazione  le sofferenze determinate dalla crisi economica e da una comunicazione politica volta alla ricerca del capro espiatorio nelle fasce più deboli dell’umanità: migranti, sofferenti psichici, detenuti. Occorre rafforzare l’azione di sostegno e inclusione, a partire dai servizi sociali e sanitari, prima indeboliti e poi accusati di inefficienza.
La lunga crisi economica, che purtroppo non accenna a esaurirsi, sta producendo effetti negativi sulla salute della popolazione che si aggiungono a quelli – più noti – connessi all’invecchiamento della popolazione e alle difficoltà che il welfare ha dovuto affrontare in questi anni, nel sociale così come nel sanitario (dalla riduzione dei finanziamenti alla condizione del personale). Una politica che vuole realmente puntare ad una svolta deve tener conto che l’aumento delle povertà, dell’incertezza economica, della disoccupazione, della precarietà, della solitudine (soprattutto fra gli anziani) incidono sulla salute delle persone, e non solo di quelle tradizionalmente più fragili, aumentando i casi di disturbi mentali, disagio psichico, depressione, decadimento silenzioso e rischio di esclusione sociale.
Per questo ci auguriamo che il programma e le azioni del nascente Governo abbiano attenzione per la Salute Mentale, e siano coerenti con la Legge 180/78 che sancendo la chiusura dei manicomi, ha allargato gli spazi della cittadinanza e della democrazia, restituendo diritti, dignità e cittadinanza alle persone con disturbo mentale.
Per rendere effettivo il diritto alla Salute Mentale occorre intervenire con politiche adeguate su tutti i determinanti delle diseguaglianze nella salute, costruendo una società più giusta che non discrimini alcun essere umano, italiano o straniero che sia. E occorre potenziare, e finanziare adeguatamente, un sistema di servizi sociali e sanitari nel territorio, capaci di prendersi carico delle persone, favorire l’inclusione, contrastando le “cattive pratiche”, che violano i diritti delle persone in cura, con particolare riferimento alla contenzione e alle modalità inappropriate nell’esecuzione dei TSO.

Al termine della Conferenza nazionale per la Salute Mentale 2019, del 14 e 15 giugno scorso, che ha coinvolto più di 150 associazioni nazionali e territoriali, abbiamo espresso la disponibilità a collaborare con le Istituzioni, avanzando 10 proposte contenute nella DICHIARAZIONE CONCLUSIVA, che inviamo oggi al Presidente del Consiglio incaricato.

Il Coordinamento nazionale Conferenza Salute Mentale

31 agosto 2019

Dichiarazione conclusiva della Conferenza Nazionale: le 10 proposte per la salute mentale

La Conferenza nazionale per Salute Mentale, promossa nella Conferenza di Roma del maggio 2018 e sostenuta da 31 iniziative locali cui hanno partecipato migliaia di persone, dopo la straordinaria e appassionata partecipazione a Roma del 14 e 15 giugno 2019, si conclude con una Dichiarazione conclusiva. I partecipanti alla Conferenza nazionale Salute Mentale 2019 richiamando i principi contenuti nella Dichiarazione di Helsinki dell’OMS “Non c’è salute senza salute mentale”, nella Convenzione ONU del 2006 “le persone con disabilità hanno diritto ad un livello di vita adeguato per sé e per le proprie famiglie” e l’articolo 32 della nostra Costituzione: “la tutela della Salute è fondamentale.

Leggi la dichiarazione conclusiva

Invalidità civile 2019: importi e limiti di reddito delle pensioni

Come ogni anno la Direzione centrale Inps con con circolare n.122 del 27 dicembre 2018 ha pubblicato i nuovi importi delle pensioni e invalidità civile per l’anno 2019. Tali importi sono stati rivalutati del 1,1% in base agli indicatori dell’inflazione e del costo della vita.
Come si legge nella circolare “è stata conclusa l’attività di rinnovo delle pensioni e delle prestazioni assistenziali, propedeutiche al pagamento delle prestazioni previdenziali e assistenziali nell’anno 2019”. Si rammenta che la suddetta rivalutazione è stata effettuata in base alla normativa vigente, conseguentemente in previsione dell’entrata in vigore della legge di bilancio per l’anno 2019, gli incrementi per il 2019 descritti nella presente circolare potranno subire variazioni.
La circolare spiega i criteri e le modalità applicative della rivalutazione e l’impostazione dei relativi pagamenti.

Leggi l’intero articolo su www.invalidi-disabili.it 

 

Legge 104 e Legge 68, percentuali d’invalidità e benefici: guida

da www.laleggepertutti.it

Quella che noi chiamiamo comunemente invalidità civile è una condizione prevista dal nostro ordinamento giuridico, correlata alla riduzione della capacità lavorativa di un individuo.
Per compensare chi ha una ridotta capacità lavorativa, sono previste delle agevolazioni: in particolare, i benefici sono riconosciuti, in maniera differente, a partire dal 33,33% d’invalidità.
L’invalidità non deve essere confusa con l’handicap: il riconoscimento dell’handicap, secondo la legge 104, è  infatti una condizione giuridica differente ed aggiuntiva rispetto allo stato d’invalido civile, e dà diritto a benefici fiscali e agevolazioni lavorative diverse (come, ad esempio, i permessi retribuiti)
In questa breve guida, vediamo quali sono i benefici per l’invalidità previsti dalla normativa, a seconda della riduzione della capacità lavorativa, e in che cosa si differenziano dai benefici previsti dalla legge 104.

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Indennità di accompagnamento: più veloce il riconoscimento (messaggio Inps 1930/18)

da www.invalidi-disabili.it

Con messaggio n. 1930 del 8 maggio 2018  l’Inps ha semplificato le modalità di accesso all’indennità di accompagnamento per soggetti ultrasessantacinquenni.

La semplificazione è rivolta solo ai cittadini non più in età lavorativa, ossia a coloro che hanno raggiunto l’età utile per l’accesso all’assegno sociale, 66 anni e 7 mesi, che presentano una domanda di invalidità civile.

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