SIEP – Regioni e Salute Mentale

La SIEP – Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica pubblica nella propria newsletter mensile l’analisi dei sistemi per la salute mentale di tutte le Regioni italiane. Hanno aperto la rubrica la Regione Piemonte, la Regione Emilia Romagna e la Regione Sicilia. L’analisi, condotta sui dati conferiti dalle singole Regioni al Ministero della Salute e pubblicati nel Rapporto Salute Mentale, ha consentito di evidenziare – per ciascuna Regione – il «posizionamento» degli indicatori selezionati rispetto al valore medio nazionale, nonché i punti di forza e di debolezza dei singoli sistemi Regionali e le criticità che meritano di essere affrontate.

“Ben prima che la “regionalizzazione della sanità” fosse sancita dalla Riforma Costituzionale del 2001, la Legge 180 e la 833 del 1978 assegnavano alle Regioni il compito e la responsabilità di programmare sistemi di cura per la salute mentale che rispondessero ai principi della deistituzionalizzazione e della territorializzazione dell’assistenza.  Continua a leggere su  http://siep.it/regioni-e-salute-mentale/

 

Leggi i numeri della Regione Piemonte

Leggi i numeri della Regione Emilia Romagna

Leggi i numeri della Regione Sicilia

Giornata mondiale della Salute Mentale

La tutela della salute e della salute mentale è un diritto umano costituzionalmente garantito.

Compito dello Stato e delle sue componenti istituzionali è garantire tale diritto, attraverso azioni concrete di prevenzione, cura e riabilitazione.
Le norme italiane, prevedono che tali azioni siano garantite da un sistema organizzativo territoriale (i Dipartimenti di Salute Mentale), attraverso una pluralità di servizi e interventi ben definiti, su tutto il territorio nazionale. Tali interventi devono essere garantiti dalla multidisciplinarità del personale che vi opera, nel rispetto della dignità e della libertà delle persone che si rivolgo ai servizi, e verso i cittadini tutti, di tutte le età, di qualunque estrazione sociale. Tutti gli interventi di cura sono finalizzati al raggiungimento della guarigione possibile (recovery) e alla emancipazione sociale. I percorsi di cura e riabilitazione sono integrati e individuali, attraverso l’attivazione dei “piani terapeutici abilitativi individuali”.
I cittadini sono chiamati a partecipare al loro percorso di ripresa, assumendosi in pieno la responsabilità della propria salute, coinvolgendo la propria famiglia e la rete sociale.
Nessun intervento può essere imposto e i servizi hanno la responsabilità della ricerca del pieno consenso.
L’unica eccezione (assolutamente marginale, dopo aver esperito tutti i tentativi di cura condivisa, è determinata dal TSO).
In Italia, questo diritto umano, nonostante le tante esperienze di buone pratiche, non è garantito ovunque e alle stesse condizioni.
In tanti luoghi i servizi sono in grande difficoltà e le persone non ricevono cure adeguate nel rispetto della dignità umana. E sono tantissimi i luoghi della violazione dei diritti.
È in atto un grave ridimensionamento della rete dei servizi. In tanti luoghi sono avvenuti accorpamenti di Dipartimenti di Salute Mentale e riduzione di servizi territoriali anche negli orari di apertura. Permangono le pratiche coercitive nella maggioranza dei servizi psichiatrici di diagnosi e cura (legare le persone al letto). Si fa un eccessivo ricorso alla farmaco terapia piuttosto che ai sostegni psicoterapici individuali e ai percorsi riabilitativi orientati alla ripresa (casa, lavoro, relazioni sociali).
Noi, familiari e persone che utilizzano i servizi, ma anche l’intera comunità, dobbiamo impegnarci ovunque per la difesa dei valori della Legge di Riforma 180 e dei diritti Costituzionali, contro chi vorrebbe più coercizione e internamento di chi vive la condizione della sofferenza mentale. È questione che riguarda tutti perché tutti potremo trovarci a vivere questa condizione di sofferenza e difficoltà.
Dobbiamo difendere il diritto di tutti alla tutela della propria salute.
Dobbiamo orientare il nostro impegno verso il raggiungimento di una società giusta, accogliente e solidale.

La Presidente Unasam
Gisella Trincas

 

“Matti per la corsa – Corriamo insieme” 4° edizione

L’Associazione di volontariato “Si può fare di più”, in collaborazione con il DSM della ASL Rm2 e con il supporto del CESV (Centro Servizi Volontariato), organizza, domenica 04 novembre 2018 la 4° edizione “Matti per la corsa – Corriamo insieme”.
La Manifestazione consisterà in una gara agonistica di 10 km e in una camminata di solidarietà e culturale di 5 km all’interno del Parco della Caffarella (ingresso presso Largo Tacchi Venturi) con visita guidata ai siti archeologici.
Sarà sviluppato un percorso culturale che leghi il disagio al territorio e alle Istituzioni preposte alla diffusione della cultura.
L’Aresam, insieme ad altre Associazioni, ha aderito all’organizzazione dell’evento sia, per chi volesse partecipare alla gara podistica, sia per la Camminata di solidarietà-culturale.
Con tale manifestazione si vuole ribaltare l’immagine della persona con disagio psichico, non più confinata nei luoghi della cura, ma presente e protagonista in quelli della promozione della cittadinanza attiva, dello sviluppo e della coesione sociale.

Per informazioni:

https://sites.google.com/site/mattiperlacorsa/home

La Salute Mentale nelle varie fasi della vita: pubblicato report Istat 2015-2017

Il benessere mentale è una componente essenziale della definizione di salute secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Una buona salute mentale consente agli individui di realizzarsi, di superare le tensioni della vita di tutti i giorni, di lavorare in maniera produttiva e di contribuire alla vita della comunità. La sua compromissione può avere un notevole impatto sul consumo di servizi sanitari ed è oggetto, più di altre patologie, di stigma sociale.
Per questo motivo in ambito internazionale si richiede che i governi di ciascun paese realizzino azioni di prevenzione dei disturbi mentali e di salvaguardia e promozione della salute mentale in ogni fase della vita.
Nei limiti consentiti dalla complessità del fenomeno, il quadro informativo presentato in questo Report si basa su un’ampia varietà di fonti Istat e di quelle messe a disposizione dal Ministero della salute e dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur).

LEGGI IL REPORT ISTAT

UNASAM – Lettera alla Ministra della Salute Giulia Grillo

La nostra Organizzazione rappresenta in Italia le Associazioni dei familiari e degli utenti dei servizi di salute mentale che difendono i principi e i valori della Legge di Riforma Psichiatrica n°180, impegnate attivamente in tutte le regioni.

Con la presente, esprimiamo ferma condanna e grande preoccupazione per le dichiarazioni pubbliche del Ministro degli Interni Salvini che ha definito la Legge di Riforma Psichiatrica 180 “una legge assurda che ha causato miseria e abbandono per migliaia di famiglie di pazienti psichiatrici, abbandonando il tema della psichiatria sulle loro spalle, chiudendo tutte le strutture di cura che c’erano per i malati psichici” e che inoltre “ha causato una esplosione di aggressioni da parte di persone affette da disturbi mentali”.

Queste dichiarazioni, pronunciate da un componente del Governo Italiano, sono gravi e intollerabili, e sono un chiaro disconoscimento del percorso quarantennale della Legge di Riforma che ha chiuso i manicomi, luoghi di non cura e privazione di qualunque diritto umano, e ha reso possibile (con enormi ritardi istituzionali) la creazione di un sistema di servizi territoriali di salute mentale in tutte le regioni d’Italia, oltre ai servizi ospedalieri per le urgenze e emergenze.

LEGGI L’INTERO DOCUMENTO

Nuovo attacco alla legge 180

di Marinella Cornacchia Presidente Aresam Onlus

Quanto si sta sviluppando nei dibattiti sulle affermazioni del Ministro dell’Interno, non ci coglie di sorpresa.
Ad ogni tornata elettorale, specialmente se sono prevalse idee di destra, uno dei primi attacchi è stato portato alla legge 180.
Come se fosse l’origine di tutti i mali ed una mala pianta da estirpare.
Tutte le volte la risposta della vera società civile non si è fatta attendere ed ha saputo arginare questa posizione retrograda che, partendo dalla non conoscenza della materia, tendeva soprattutto a sviluppare sentimenti di aggressività diretti alle fasce più deboli, colpevoli di osare richiedere attenzione e rispetto dei propri diritti. E anche questa volta ripartiremo.
La definizione di “assurda” data alla legge 180 dal Ministro dell’Interno mal si coniuga con i riconoscimenti che a 40 anni dalla sua promulgazione tale legge ha avuto nel mondo. Continue Reading…